Il progetto di rifunzionalizzazione del Castello Utveggio è stato finanziato dalla Presidenza Regione Siciliana per l’importo complessivo di 5,9 milioni (di cui 4,4 milioni per lavori a base d’asta).
“Tutto ciò è frutto di sforzi del precedente governo Musumeci, che ha riattivato il primo appalto per l’efficientamento energetico, ed è il nostro governo che si è occupato della seconda procedura di definizione dei lavori, degli impianti e degli altri interventi. È stato un lavoro costante e rigoroso nel rispetto dei tempi previsti dai contratti. Abbiamo vigilato e trovato un’impresa estremamente corretta e puntuale, che ringraziamo per aver ottemperato puntualmente agli obblighi contrattuali”. Queste le parole del presidente della Regione Renato Schifani
“La scheda – prosegue Schifani – parla da sé e credo che oggi sia, non dico una rinascita, ma sicuramente un momento felice per la città di Palermo. Estendo questa felicità anche alla nostra Regione, perché ritengo che questa struttura debba essere utilizzata per interventi di grandissima convegnistica internazionale: non è solo la casa di Palermo, ma la casa della nostra Regione.
“La logica di oggi – continua – è aprire il Castello e aprirlo alla città in maniera sperimentale. Lo gestirà in house la Regione, non tanto nella parte amministrativa, quanto nell’organizzazione dell’accoglienza e nella scelta degli eventi da realizzare. In alcuni casi sarà richiesto un compenso per l’affitto a chi organizza convegni di alto livello, fermo restando che i ricavi saranno reinvestiti nella gestione del Castello.
Apriremo subito il Castello al pubblico: il venerdì sarà dedicato alle scolaresche, con prenotazioni online, e nella seconda fase i cittadini potranno accedere anch’essi. L’accoglienza sarà gratuita e garantita dalla Regione, con accompagnamento durante tutto il percorso”, conclude.
L’appalto è stato aggiudicato all’associazione temporanea di imprese formata da I.CO.SER. srl, di Gangi (Pa), Italiano Costruzioni srl, di San Giuseppe Jato (Pa).
I lavori sono stati avviati il 30 agosto 2024 per concludersi a metà settembre 2025, con una proroga, resasi necessaria per complesse lavorazioni sopraggitte, ma in linea con il cronoprogramma che il governo Schifani si era dato per completare i lavori all’epoca dell’insediamento. La direzione dei lavori è stata svolta dall’architetto Francesco Di Chiara e dall’architetto Teotista Salerno.
I lavori sono stati completati in coerenza con le previsioni iniziali, raggiungendo i risultati programmati.
In particolare, sono state effettuate la manutenzione e la rifunzionalizzazione degli ambienti, con l’adeguamento normativo al fine di garantirne la piena fruibilità; sono state realizzate la sala conferenze, al piano terra con 160 posti e la sala al primo piano con 66 posti, fornita al piano primo di una grande marna realizzata con un tavolo per riunioni, a ferro di cavallo, da 23 posti e una sala stampa da 28 posti.
Tutte le sale, oltre che completamente arredate, sono dotate di sistemi tecnologicamente avanzati in materia di connettività in fibra ottica, protetti con sofisticati sistemi di salvaguardia, l’interconnessione alla rete regionale e la fornitura degli apparati di sicurezza a protezione dell’infrastruttura.
Sono stati restaurati i complementi di illuminazione d’epoca, le parti lignee degli arredi originali, la sala ristorante e una zona conversazione; ripristinata la tappezzeria di poltrone e sedie antiche. È stata recuperata parte della preesistente cucina, i cui impianti sono stati integralmente ricostruiti, con l’integrazione di attrezzatura a norma. La ristrutturazione ha riguardato anche la revisione di tutta l’impiantistica, con l’adeguamento complessivo alle normative in materia di sicurezza.
Sono stati realizzati due nuovi ascensori panoramici, collocati nel vano scala dell’immobile, che consentono la piena fruibilità del sito, fino alla terrazza, ed è stato sostituito l’ascensore nella zona centrale non più funzionante con un nuovo impianto adeguato alla normativa sull’accessibilità per le persone con disabilità.
Particolare riguardo è stato dato alla conservazione, nel suo stato originario, della stanza che ha ospitato nel 1995 Papa Giovanni Paolo II, in occasione della visita pastorale a Palermo per il terzo Convegno delle Chiese d’Italia, con la realizzazione di un museo dedicato al Pontefice polacco adesso dichiarato santo, con immagini e video che saranno visionabili sullo schermo predisposto.
EFFICIENTAMENTO ENERGETICO
Precedentemente erano state svolte le opere di efficientamento energetico della struttura, finanziate con 5,8 milioni di risorse Po Fesr 2014/2020, completate nel luglio 2023 e collaudate. La stazione appaltante, il dipartimento regionale dell’Energia, nel 2021 ha aggiudicato la gara al Consorzio stabile Santa Chiara Consorzio arl di Favara, imprese esecutrici Consorzio Aurora srl, CCS group srl, Cogeca srl.
Il progetto è stato redatto dall’architetto Roberto Cannella, con la collaborazione dell’Energy manager della Regione, l’ingegnere Roberto Sannasardo. Responsabile unico del procedimento è l’ingegnere Luigi Cimino.
Il piano di interventi, avvallato dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, ha previsto la sostituzione di tutti gli infissi esterni con porte e finestre a taglio termico e vetrocamera; l’apposizione di un cappotto termico con resine di ultima generazione, che non alterino né il prospetto, né il colore originari; un nuovo impianto di climatizzazione caldo/freddo; il posizionamento (sul pavimento del tetto di una struttura attigua al corpo centrale) di pannelli fotovoltaici per la produzione di 20 kw di energia elettrica (oltre a batterie di accumulo da 40 kw); l’illuminazione interna ed esterna a led, compreso il vialetto di accesso; l’impianto elettrico e la rete dati; il cambio di alcuni motori energetici utilizzati per l’autoclave e la condotta e la rilevazione antincendio.
UN’AVVENTURA LUNGA UN SECOLO
L’edificazione di questo edificio merlato, addossato alla parete rocciosa, articolato in porticati, logge e terrazze con una vista panoramica mozzafiato, nasce dall’attuazione di un ambizioso progetto di Michele Utveggio, facoltoso imprenditore di Calatafimi, che tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo conflitto mondiale con la propria attività conquista un notevole prestigio professionale. La ditta, condotta col nipote Antonino Collura, realizza numerosi edifici residenziali in città, e si cimenta nella realizzazione di una struttura ricettiva di lusso dedicata al turismo elitario. La scelta cade sul modello consolidato dell’alta hotellerie otto-novecentesca, riproponendo il “Grand Hotel” simbolo del turismo aristocratico e alto borghese della Belle Époque, periodo in cui, accanto al turismo d’arte e di cultura sulla traccia del Grand Tour, si assiste all’affermazione del turismo termale, di riviera e alpino.
Il progetto viene affidato al docente universitario ingegnere Giovan Battista Santangelo e l’intera struttura viene costruita in cinque anni, dal 1928 al 1933, procedendo per tappe. Attraverso l’uso di esplosivi e di scavi si procede allo sbancamento per la formazione del piano di posa dell’edificio e dei piazzali attigui. Il punto di forza è costituito dal panorama sulla città di Palermo, dalla Conca d’Oro a Sferracavallo. Le eleganti sale del piano terra vengono inaugurate nel settembre 1932 e, affidata la gestione del bar e del ristorante alla ditta Dagnino, Castello Utveggio diventa il più esclusivo locale della vita mondana cittadina.
Morto Michele Utveggio, il 5 marzo 1933, il nipote Antonino Collura prosegue, seppure con qualche difficoltà finanziaria, nelle opere di completamento dei piani superiori con l’apertura dell’albergo. Ma il pieno funzionamento dell’hotel durerà ben poco, tra flessione degli introiti e contenziosi giudiziari.
Durante la Seconda guerra mondiale l’immobile viene requisito e occupato dal comando dell’aeronautica tedesca, per poi passare, dal luglio 1943, nelle mani dell’esercito americano, che mette in atto un saccheggio dei pregiati arredi e di tutte le attrezzature. Tanto che nel dopoguerra la famiglia Collura affronta un lungo iter finalizzato a ottenere un giusto risarcimento per i danni di guerra, con risultati molto esigui. Il futuro dell’albergo è definitivamente compromesso e si giunge alla definitiva dichiarazione di appartenenza al demanio civico universale del Comune di Palermo, in regime giuridico di assoluta indisponibilità e inalienabilità. Alla fine degli anni Cinquanta subentra la volontà della Regione Siciliana di espropriare il bene, in applicazione della legge regionale n.15 del 1955 con cui il governo regionale viene autorizzato a procedere alla costituzione di un proprio patrimonio turistico-alberghiero mediante nuove costruzioni o espropriazioni di immobili già destinati a questo uso. Ma per decenni le proposte di riutilizzo del Castello restano lettera morta, con un conseguente stato di abbandono e degrado della struttura.
Nel 1978 l’Ispettorato regionale tecnico redige il progetto di rifunzionalizzazione, approvato e finanziato dalla Regione, che sarà eseguito negli anni successivi. Nel 1989 la Presidenza della Regione concede il bene al Cerisdi (Centro ricerche e studi direzionali) fondato l’anno precedente e dedicato all’alta formazione manageriale in Sicilia, con una fiorente attività anche seminariale e convegnistica, conclusa definitivamente nel 2016.
Da quel momento comincia un altro periodo di abbandono per Castello Utveggio, che tra i numerosi eventi e personalità ospitati nel corso della sua storia annovera anche Papa Giovanni Paolo II. Il Pontefice polacco, oggi dichiarato santo, giunto a Palermo il 23 novembre 1995 in occasione del terzo Convegno delle Chiese d’Italia, viene ospitato nelle splendide sale dell’edificio rosa per un pranzo, affascinato dalla bellezza del panorama dominato dal torrione. Un evento storico testimoniato da due targhe, una nel salone d’ingresso e l’altra posta accanto alla porta della stanza in cui il Papa si ferma per un breve riposo.
Nel 2017 Castello Utveggio viene dichiarato dal dipartimento regionale dei Beni culturali sito “di interesse culturale particolarmente importante” e resta sottoposto a tutte le prescrizioni di tutela previste nel “Codice per i beni culturali e il paesaggio” (D.Lgs. n. 42 del 2004).
Il Castello si apre alla città
VISITE GUIDATE
Le visite guidate al Castello Utveggio sono concepite per offrire ai visitatori un’esperienza completa e coinvolgente, capace di unire contenuti storico-architettonici e valorizzazione paesaggistica del luogo.
Le visite avranno luogo a partire da venerdì 5 dicembre 2025 e saranno effettuate ogni venerdì, sabato e domenica.
Il venerdì è riservato agli istituti scolastici secondari, con tre turni della durata di circa 50 minuti ciascuno:
- Ore 09:00
- Ore 10:30
- Ore 12:00
Per le istituzioni scolastiche sono previste procedure di prenotazione dedicate. I referenti possono contattare l’organizzazione per concordare orari e modalità di accompagnamento dei gruppi attraverso il seguente indirizzo mail:
utveggiocastello@gmail.com
Il contingente massimo è fissato a 35 partecipanti per turno, inclusi i docenti in qualità di accompagnatori, che devono essere presenti con un rapporto di un adulto ogni dieci ragazzi.
Il sabato e la domenica sono dedicati alle visite individuali.
L’accesso al Castello Utveggio è gratuito, solo su prenotazione obbligatoria, con ingressi in gruppi contingentati, con 3 turni mattutini e 3 turni pomeridiani della durata di circa 50 minuti ciascuno:
- Ore 10:00 – Ore 11:00 – Ore 12:00
- Ore 16:00 – Ore 17:00 – Ore 18:00
Per tutelare l’area naturalistica di Monte Pellegrino, il Castello è raggiungibile esclusivamente tramite le navette elettriche dedicate alle visite.
La visita e i trasferimenti sono accessibili alle persone con disabilità.
Prenota la tua visita
Sarà possibile prenotare le visite attraverso un link dedicato sull’homepage del portale della Regione Siciliana www.regione.sicilia.it
I gruppi di almeno dieci persone possono prenotare la loro visita all’indirizzo utveggiocastello@gmail.com
Il Meeting Point per l’accreditamento si trova in largo Antonio Sellerio (la rotonda ai piedi di Monte Pellegrino) https://maps.app.goo.gl/VyFZhEQBHR3QfiyQ7
Qui i visitatori dovranno presentarsi per la registrazione, mostrando il QR code ricevuto all’atto della prenotazione per imbarcarsi sulla navetta.
È necessario arrivare all’orario stabilito per effettuare l’accreditamento e garantire la partenza puntuale della navetta.
Al termine della visita la navetta ricondurrà i partecipanti al Meeting Point.




