A Catania, negli ultimi giorni, abbiamo assistita a più episodi di violenza. L’aggressione al giornalista Roman Henry Clarke, il video pubblicato sui social del bimbo aggredito dal padre con un mestolo di legno, il ragazzo aggredito in via Etnea. Eventi terribili che hanno scosso l’intera cittadinanza.
“Esprimiamo piena e sincera solidarietà al ragazzo di 14 anni brutalmente aggredito in pieno centro cittadino e alla sua famiglia, così come al giornalista Roman Henry Clarke, colpito da una tragedia personale profonda e oggi costretto a subire ulteriori atti di violenza e accanimento inaccettabili“, commentano i consiglieri pentastellati Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio.
“Due vicende diverse, ma unite da un filo comune: un clima di violenza che a Catania non può più essere considerato episodico, né tollerabile. L’aggressione a un minore in una zona centrale e affollata della città è un fatto gravissimo, che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche. Allo stesso modo, la vicenda che coinvolge Roman Henry Clarke pone interrogativi seri sul livello di tutela, rispetto e civiltà che questa città riesce oggi a garantire anche a chi è già in una condizione di fragilità. In entrambi i casi emergono due elementi profondamente inquietanti: da un lato, l’indifferenza di una parte della comunità, dall’altro, una preoccupante assenza delle istituzioni, soprattutto nel cuore della città“.
“È legittimo – continuano – chiedersi dove fossero i controlli, dove fosse la prevenzione, e quale sia oggi la reale strategia dell’amministrazione comunale in tema di sicurezza urbana. Catania non può essere una città forte solo con i più deboli: con i commercianti per una sedia o un tavolino fuori posto, con i cittadini vessati da sanzioni, strisce blu e avvisi ripetuti. E allo stesso tempo debole o silenziosa di fronte alla violenza vera, quella che colpisce persone, minori, professionisti e famiglie. La sicurezza è presenza reale sul territorio, prevenzione, protezione delle persone, coordinamento tra istituzioni e attenzione ai contesti sociali più fragili“.
“Per questo – concludono – riteniamo doveroso aprire un confronto pubblico e istituzionale serio, che chiarisca come vengono impiegate le risorse, quale sia il ruolo della Polizia Municipale, quali siano le priorità operative e quali risultati concreti siano stati raggiunti. Su questi temi non sono più accettabili né silenzi né minimizzazioni. Catania merita sicurezza vera, non slogan“.



