La UIL-FPL Sicilia interviene sul tema delle liste d’attesa e dell’attività libero-professionale intramoenia alla luce delle verifiche e delle analisi recentemente emerse, che hanno riportato l’attenzione sull’organizzazione dei servizi sanitari e sull’efficacia dei sistemi di controllo.
“Riteniamo doveroso – afferma il segretario generale Uil-fpl Sicilia Totò Sampino – partire da un principio semplice e non negoziabile: la salute dei cittadini che viene prima di tutto. Ogni comportamento che trasformi un diritto fondamentale in occasione di profitto personale, danneggiando l’accesso alle cure, non è accettabile e va accertato e sanzionato nelle sedi competenti. Allo stesso tempo, è altrettanto sbagliato alimentare generalizzazioni che finiscono per colpire indiscriminatamente interi reparti o categorie di professionisti che svolgono correttamente il proprio lavoro in condizioni spesso difficili”.
“Le criticità emerse – osserva Sampino – non possono essere lette esclusivamente come il risultato di comportamenti individuali. Il nodo centrale resta l’organizzazione del sistema, la qualità dei flussi informativi, la tracciabilità delle prestazioni, la capacità di programmazione e di controllo da parte delle direzioni aziendali. In assenza di regole chiare, dati affidabili e verifiche costanti, il rischio è che poche condotte scorrette producano effetti distorsivi sull’intero servizio, con ricadute ingiuste su chi opera nel rispetto delle norme”.
La UIL FPL Sicilia “assume una posizione equilibrata e responsabile: garantismo non significa tolleranza. Se emergono irregolarità individuali, queste vanno accertate puntualmente, evitando però che carenze gestionali o organizzative vengano scaricate sui lavoratori. È necessario distinguere con chiarezza tra responsabilità personali e responsabilità di sistema. Per questo chiediamo che le istituzioni competenti, a partire dalla Corte dei Conti, dalla Regione e dalle aziende sanitarie, rafforzino i meccanismi di controllo e di monitoraggio, rendendo pienamente trasparente il rapporto tra attività istituzionale e intramoenia, e assicurando una tracciabilità puntuale delle prestazioni”.
“All’Assessorato alla Salute chiediamo un confronto serio e strutturato con le organizzazioni sindacali per intervenire sulle cause reali delle liste d’attesa: carenza di personale, insufficienza degli organici, ripristino di adeguato numero di posti letto ridotti progressivamente e indiscriminatamente nell’ultimo decennio, sovraccarico dei servizi, sistemi di prenotazione e di governo dei flussi non adeguati. Solo attraverso un’organizzazione efficiente, controlli credibili e responsabilità ben definite sarà possibile tutelare realmente i cittadini, valorizzare il lavoro onesto dei professionisti della sanità pubblica e isolare, senza ambiguità, eventuali comportamenti scorretti”, conclude la nota.



