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Attesa per la conferenza dei capigruppo

Ddl omnibus ed Enti locali, l’Ars spalanca le porte al 2026

martedì 13 Gennaio 2026
Ars

Palazzo dei Normanni apre le porte al 2026. Dopo la lunga maratona della Finanziaria, ripartono i lavori tra le mura dell’Ars. Una lenta ripresa ad oltre venti giorni dall’approvazione della Legge di Stabilità, che ha lasciato dietro di sé più instabilità che certezze. Dimenticati e ormai alle spalle gli ultimi complessi mesi, l’anno appena iniziato sarà cruciale, un ponte che condurrà fino alla fatidica data del 2027, che vedrà i siciliani chiamati alle urne. Una prima palestra di prova sarà rappresentata dalle amministrative in primavera, ma molto della composizione e della distribuzione della geografia politica siciliana sarà palpabile in queste prime intense settimane di attività parlamentare. Tanti e diversi sono i punti in cima all’agenda di governo e una prima linea sarà tracciata già questa settimana.

Via alle Commissioni: attenzione ai ddl omnibus

Il capitolo Manovra è stato archiviato in tempi record per il terzo anno consecutivo. Un successo fatto di sorrisi e festeggiamenti solo all’apparenza. Misure di rilievo sono state portate alla luce, dalla Super Zes agli incentivi per l’occupazione, ma i malumori accumulati nel passato hanno preso il sopravvento mettendo a dura prova la resistenza della coalizione di centrodestra. I dietro le quinte parlano infatti di alleanza traversali tra i banchi di Sala d’Ercole e gruppi parlamentari in rivolta e allo sbando (CLICCA QUI). E così dei 134 articoli del testo esitato in II Commissione Bilancio, 77 sono stati esclusi. Proprio da quest’ultimi ripartirà il lavoro delle Commissioni. 

Già il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno aveva scandito le tempistiche. Le Commissioni torneranno già da oggi a riunirsi per la programmazione dei lavori e la composizione dei due disegni di legge in vista: uno includerà gli ordinamentali e lo stralcio; il secondo le misure di spesa. I ddl omnibus, come già anticipato (CLICCA QUI), saranno dunque parecchio corposi. Ancor più difficile sarà però l’ardua ricerca di un’intesa, per la quale a dicembre era saltato il banco. A questo si aggiunge anche un quesito non indifferente. L’attenzione, infatti, sarà focalizzata sulle norme di spesa: dove attingerà la Regione per adoperarsi delle adeguate somme?

La prima seduta di Sala d’Ercole nel 2026: si riparte dalla capigruppo

A scaldare i motori è soprattutto Sala d’Ercole. In attesa dei due ddl omnibus il sipario si alzerà sulla riforma degli Enti locali. 

Il disegno di legge proviene dalla stesura del disegno di legge 738, riguardante norme ordinamentali della Finanziaria 2025, assegnate poi alla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, relatore e promotore del testo. Redatto nel mese di aprile, fu inviato tempestivamente dal presidente Abbate a Sala d’Ercole e messo all’ordine del giorno per la presentazione dei relativi emendamenti da parte dei gruppi parlamentari. Il tutto si è poi arenato al momento dell’esame degli emendamenti e dell’articolato per le evidenti divisioni all’interno del centrodestra che hanno caratterizzato l’attività tra le mura dell’Ars per tutto il 2025 (CLICCA QUI).

Questa volta, però, la riforma dovrebbe andare in porto. Il ddl Enti locali, infatti, ha un ruolo chiave in vista delle prossime amministrative. A catturare maggiormente l’attenzione è l’articolo 14 e l’introduzione del terzo mandato. La norma prevede l’assenza di qualsiasi limite per i mandati consecutivi dei sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti, un limite di tre mandati consecutivi per i sindaci dei Comuni con popolazione compresa tra 5mila e 15mila abitanti ed un massimo di due mandati consecutivi per i sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti.

Nei prossimi giorni dunque si passerà al voto. Al vaglio dell’aula circa un centinaio di emendamenti, la maggiora parte abrogativi. L’appuntamento a Sala d’Ercole è fissato per oggi pomeriggio. Per le ore 15:30, il presidente dell’Ars Galvagno ha convocato la conferenza dei capigruppo. All’incontro sono stati invitati anche Ignazio Abbate e Dario Daidone, rispettivamente presidente della I Commissione Affari Istituzionali e presidente della II Commissione Bilancio. Due i principali temi: il futuro dei due ddl omnibus e la copertura finanziaria per il tagliando antifrode, previsto nel ddl Enti locali, e che dovrà prevedere gli anni 2026, 2027 e 2028.

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