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I lavori in diretta

Approvata la Finanziaria: fine dei giochi a Sala d’Ercole

domenica 21 Dicembre 2025

La Manovra è legge. 

Dopo lunghe giornate e maratone interminabili si sono conclusi i lavori d’aula poco dopo le ore 02:30. 

Riscritture, accordi, riunioni infuocate, paura del voto segreto, opposizioni sul piede di guerra e centrodestra spaccato da malumori e incomprensioni. Ecco il percorso della Finanziaria a Sala d’Ercole. 

Galvagno: “E’ la terza Finanziaria senza esercizio provvisorio”

Ci stiamo apprestando a votare la terza Finanziaria senza esercizio provvisorio. Questo rappresenta certamente un dato che ritengo sia storico per questo Parlamento e non so quanti altri precedenti ci siano. Questo certamente non è il merito del presidente Galvagno o del presidente della Regione Schifani, ma è il merito di tutte le forze politiche che fanno parte di questo Parlamento e che sono riuscite a formare una sintesi“. Così il oresidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha ringraziato tutti i capigruppo di opposizione, i gruppi di maggioranza, il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola e il presidente della II Commissione Bilancio Dario Daidone.

Chiedo scusa a tutti i colleghi – ha aggiunto – perché magari non si è avuto il coraggio o la forza di poter spiegare che alcuni emendamenti, e ce ne sono tantissimi, potevano comunque essere trattati. Ci siamo basati su uno stralcio che trattava ordinamentali e ancora una volta mi sento di difendere quello dell’onorevole Lantieri sull’endometriosi. Siamo qui per cercare di restituire un po’ di coraggio e fiducia alla politica che talvolta, quando deroga, male non fa. Io ringrazio tutti gli uffici, tutto il personale. Ringrazio anche l’onorevole La Vardera per il suo controllo costante sulla Manovra e mi auguro però che stavolta possa riconoscere che si sta portando a casa una Manovra di tutto il Parlamento siciliano che non ha un maxi-emendamento, che non ha una mancetta, che non ha un inciucio. Mi auguro che a gennaio si possa recuperare con tutti i deputati che hanno lavorato in questi giorni incessantemente, rimanendo, rimarco il concetto, a bocca asciutta, senza alcuna proposta né sotto il profilo ordinamentale, né sotto il profilo di spesa“.

Dagnino: “Finanziaria di grande peso, grazie a Forza Italia”

Non posso esimermi da non spendere alcune parole dopo un lavoro così intenso. È una Finanziaria davvero di grande peso sotto tutti i punti di vista, dal punto di vista economico, finanziario. Si tratta di una Manovra che ha abbondantemente superato l’importo di 1 miliardo e 300 milioni di euro. Dal punto di vista dell’impatto sull’economia e sulla società siciliana, ci sono delle misure di grande peso. Si tratta di una Manovra di grande coraggio, perché abbiamo avuto il coraggio di concentrare importanti risorse su alcune delle misure bandiera della legge. Questo è stato possibile soltanto grazie alla solida guida del presidente della Regione, che, anche se non è stato in tutti i giorni presente in aula, però ha condiviso passo  passo l’andamento dei lavori, ha dato il suo indirizzo costante in tutti i punti nevralgici di questa legge, la cui approvazione non è stata facile, perché l’opposizione ha svolto il suo ruolo, ma devo dire che lo ha svolto in modo responsabile, prestando il proprio consenso alle misure più importanti. Spiace per qualche rinuncia. Un grande ringraziamento va al presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno, che ha ancora una volta dato prova della capacità di guidare l’andamento dei lavori nei tempi e anche con risultati davvero importanti. Ringrazio i colleghi della giunta. Il mio pensiero va anche al presidente Daidone, che ha guidato la Commissione Bilancio con grande capacità di sintesi. Ringrazio le forze della maggioranza, che hanno dato davvero un contributo importante, che ha consentito di migliorare la legge di stabilità. Un particolare ringraziamento al vicepresidente della Regione e in particolare il gruppo di Forza Italia, con il suo capogruppo e tutti i deputati che hanno dato prova di grande tenacia“. Così ha commentato l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino.

De Luca: “La giunta Schifani è ai titoli di coda”

Di cento proposte, solo tre sono state approvate“. E’ questo il bilancio del capogruppo dei Sud chiama Nord Cateno De Luca, che ha aggiunto: “Siamo ai titoli di coda della giunta del presidente Schifani. L’iter drammatico di questa legge di stabilità, mai vissuto nella mia vita considerevole di esperienza di uomo delle istituzioni. La giunta regionale ha deliberato il 31 ottobre il disegno di legge di stabilità 2006-2028 con 27 articoli. La Commissione Bilancio il 4 dicembre ha dato il voto finale alla legge di stabilità con 134 articoli. Sud chiama Nord, dopo due mesi di studio e confronto, il 29 ottobre scorso ha consegnato nelle mani del presidente Renato Schifani cento proposte. In tutto questo clima avvelenato, voglio esprimere la mia solidarietà a me stesso e ad ogni collega di questo Parlamento di maggioranza ed opposizione, con i quali mi sono confrontato in questi giorni ed in queste notti per fare una legge di stabilità migliore possibile e non per concordare marchette e vantaggi personali. La Sicilia, lo abbiamo ribadito più volte, ha bisogno di onestà, competenza e perseveranza. Doti ormai sempre più rare, in una deriva politica sempre più alla ricerca del like. Il presidente Schifani non ha più una maggioranza, c’è una dittatura delle opposizioni. Gli assessori vivono una sorta di sindrome di Stoccolma, innamorati dei propri rapitori. Il presidente Schifani è stato messo in minoranza politica. Il presidente Schifani ha il dovere di resistere, ma a che prezzo? L’esperienza del presidente Schifani è finita qui. Non è più ricandidabile ed è l’unico a non saperlo, ma nessuno ancora gliel’ha detto. Confermo il voto contrario di Sud chiama Nord“.

Catanzaro: “Maggioranza schizofrenica, dalle opposizioni senso di responsabilità”

L’andamento dell’esame della Finanziaria rispecchia lo stato confusionale di una maggioranza che ormai arranca senza ossigeno, è sempre più lacerata e tenta di scaricare su altri le proprie tensioni interne. Ancora una volta il gruppo PD e le forze di opposizione hanno tenuto la barra dritta con senso di responsabilità, impedendo che fossero mantenute norme che nulla avevano a che fare con la finanziaria e proponendo misure concrete che in parte sono state inserite nella manovra. In particolare abbiamo proposto e sostenuto provvedimenti importanti in diversi ambiti: lavoratori forestali, Almaviva, Esa, Pip e contrattisti, South working, agevolazioni mutui per abitazioni nei centri storici, sostegno all’editoria, aumento risorse Furs, istituzione del fondo per il contrasto alle tossicodipendenze, fondi ai Comuni per gli studenti con disabilità, contributo affitti per le famiglie in difficoltà, interventi contro la crisi idrica in agricoltura. Purtroppo il governo è rimasto sordo di fronte ad altre misure che il gruppo PD aveva proposto con le forze di opposizione e che avrebbero potuto sostenere diversi settori, dal sociale agli enti locali, ai comparti produttivi. Così come avevamo detto già all’indomani dei lavori della commissione Bilancio la manovra doveva essere snellita fin dall’inizio. Resta un dato politico che è sotto gli occhi di tutti: c’è una maggioranza schizofrenica, il governo Schifani non si regge più in piedi“. Ha commentato il capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro.

I commenti dei capigruppo dell’Mpa e della Lega

E’ un’ottima Finanziaria che mette in campo risorse importanti. Una Manovra fortemente espansiva che guarda a tutte le classi sociali. Ringrazio il presidente Schifani e tutta la giunta. Il Parlamento ha dato prova, nonostante qualche tono sopra le righe, del senso di responsabilità, sotto la guida sapiente del presidente Galvagno“. Ha commentato l’esponente dell’Mpa Giuseppe Geremia Lombardo.

E’ la terza Finanziaria che votiamo entro il 31 dicembre. Ormai è un fatto assodato, una normalità, che ha permesso di espandere la spesa. E’ una Finanziaria che guarda alle categorie fragili e ad un progetto di espansione“. Si è espresso così il capogruppo della Lega Salvatore Geraci. 

Abbate: “Mai si era approvata una Finanziaria prima del Governo nazionale”

Voglio ringraziare il governo, l’assessore che in queste settimane ci ha portato all’ultimo giorno, il presidente dell’Assemblea per quello che ha messo in campo, nel cercare di ricucire e cercare di poter avere un clima più collaborativo possibile all’interno del nostro Parlamento per questa fase finale dell’approvazione della Finanziaria. Voglio ringraziare anche l’opposizione, perché ha collaborato attivamente per la stesura della Manovra, anche una parte dei loro contributi fanno parte di questa Finanziaria e non diciamo che poi il giorno dopo, quando usciamo fuori, che non abbiamo fatto nulla, che è una Finanziaria che non funziona. Non è vero. È una Finanziaria che va nella direzione dei siciliani, dello sviluppo della nostra Isola e ancora di più perché all’interno di questa Finanziaria ci sono anche piccole riforme che fanno la differenza. Speriamo che a gennaio si riesca a completare anche la parte degli ordinamentali che sono rimasti fuori, tutto il resto che abbiamo lasciato da parte per poter accelerare. Mai si era approvata una Finanziaria prima del Governo nazionale. Quindi complimenti veramente di cuore all’assessore Dagnino, agli uffici della ragioneria, al dottor Tozzo e a tutta l’equipe della ragioneria che ci ha potuto far lavorare bene per approvare una Finanziaria che fa la differenza e che potrà fare la differenza nel 2026. Complimenti veramente di cuore a tutti da parte del gruppo della Democrazia Cristiana“. Così il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate.

Il commento dei capigruppo di FI e FdI

Voglio annunciare il voto favorevole di Fratelli d’Italia e sottolineare la presenza al momento del voto dei dodici deputati su dodici presenti“. Ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza.

Il capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino ha invece posto l’accento sull’apprezzamento “dell’approccio del governo e del nostro caro assessore Dagnino. Grazie agli uffici che ci hanno accompagnato. E’ una manovra che coinvolge il tessuto economico, produttivo e sociale. Ringrazio le opposizioni per la collaborazione. C’è stata qualche turbolenza e qualche fibrillazione, ma è passato“.

De Luca: “Quest’aula ha perso l’autorità”

E’ stata una Finanziaria contraddistinta più per il frastuono che per i contenuti, dove ha prevalso l’aggressività e spesso ha riguardato da vicino la stessa maggioranza. Da sottolineare l’aspetto disdicevole che ha accompagnato il parto di questo testo fin dalla Commissione Bilancio. Poi in aula è stato palese che la maggioranza non aveva l’unità, senza riuscire a reggere la compattezza delle opposizioni che è riuscita a bocciare anche degli articoli. Sono usciti i modi di fare più bassi. Abbiamo fatto schifo e questa Finanziaria fa schifo. Si è lavorato tanto e male. L’unico interesse di tanti deputati era quello di portare qualcosa a casa, come se la Finanziaria fosse un supermarket. L’aggressività che ha circondato l’assessore Dagnino è di una volgarità indiscutibile. Non è accettabile fare anche quell’ultimo assalto e provare a far venire qui anche il presidente della Regione per inserire l’articolo 31 che era stato stralciato. Quest’aula non ha imparato dai suoi errori e ha perso l’autorevolezza che aveva. Quest’aula non rappresenta più i siciliani, ma produce solo favori per qualche amico legislatore. non c’è serietà in questo Parlamento da molto tempo. La sfiducia al presidente Schifani la dimostrano con il loro atteggiamento. Si stava facendo una Finanziaria senza territoriali o maxi-emendamento, ma vi siete persi all’ultimo metro. La questione morale non è solo la vicenda giudiziaria, ma anche quello che facciamo noi. A gennaio, quando arriveranno i due omnibus tutto questo si ripeterà“. Ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca.

Approvato il disegno di legge della Finanziaria e la nota di variazione

Quasi terminato il percorso della Finanziaria. Approvato il disegno di legge adesso toccherà alla nota di variazione e al documento contabile del bilancio.

Si chiude così il cerchio sulla votazione delle norme che compongono l’articolato. Il grosso del lavoro è stato archiviato.

Dopo una pausa di circa dieci minuti anche la nota di variazione della giunta ha ottenuto il disco verde, poco dopo le ore 01:30.

Attesa adesso per il voto finale.

Approvate le tabelle

E’ la prosecuzione dell’emendamento approvato prima“. La riscrittura e le revisioni non sembrano aver soddisfatto tutti, con il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri che ha elencato tutti i capitoli incrementati e sfoltiti direttamente collegati ai singoli assessorati. “E’ chiaro Forza Italia e Fratelli d’Italia ne escono più avvantaggiati degli altri partiti“.

E’ un maxi-emendamento tabellare“. Ha rilanciato il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che ha aggiunto: “E’ da accantonare. Va messo nero su bianco che ci sono perplessità e che questa tabella non ci convince“.

Storce il naso anche il Partito Democratico con Mario Giambona: “Le tabelle potevano prevedere misure di equità sociale e invece il governo si è contraddistinto in maniera negativa. L’assenza durante i lavori del presidente Schifani è emblematica“.

Il capogruppo del M5S Antonio De Luca ha ribadito la richiesta di votazione per parti separate e il voto segreto per ogni comma.

Caos sulla votazione delle tabelle: si vota capitolo su capitolo.

State sbagliando nel merito“. Lo scontro De Luca e Galvagno si fa sempre più infuocato. “Non possiamo stare ostaggio delle sue richieste“: è la ribattuta dell’esponente di Fratelli d’Italia.

Dopo una lunga lista di capitoli, l’articolo è stato approvato. Approvato anche l’articolo 133, effetti della manovra e copertura finanziaria.

Via anche alla soppressione e alla modifica di alcuni articoli già approvati, come sull’articolo 9 relativo ai disabili gravissimi. Resta invece l’articolo 93, il sostegno alle associazioni operanti nel settore teatrale, oggetto di scontro nella notte di ieri, tra il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera e il deputato della Democrazia Cristiana Carlo Auteri. La Vardera, infatti, aveva denunciato un possibile conflitto di interesse sulla misura, chiedendo la soppressione della parte ritenuta ambigua. Proponente dell’intervento, in realtà, era stato il collega dello scudocrociato Salvatore Giuffrida. L’improvvisa e inaspettata bagarre si è poi conclusa con una stretta di mano tra i due, con l’ex meloniano che prima aveva annunciato la presentazione di una querela, tranne poi sottoscrivere l’emendamento soppressivo. Tra i contrari a questo soppressivo però anche Giuffrida.

Ultimi minuti a disposizione

Tutti ai nastri di partenza per completare entro le ore 23:59 la votazione della Finanziaria. Ultimi 20 minuti per rispettare i tempi previsti dal regolamento. 

Ai raggi X le tabelle. Tra gli emendamenti anche quello che prevede la riduzione del fondo per le infrastrutture, circa 50 milioni di euro, che sarebbero così trasferiti nei fondi globali.

Chiedo la votazione per parti separate“. Ha richiesto il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, che si è scagliato contro il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Il motivo? L’emendamento, con diverse firme dei deputati di centrodestra, da oltre 20 milioni di euro tra le riserve destinate ai Comuni: “E’ un mini maxi-emendamento. L’unanimità della capigruppo è finita“.

Sempre tra le fila del M5S stanno emergendo diverse perplessità sulle riscritture. Per maggiori chiarimenti il presidente Galvagno ha sospeso l’aula per altri cinque minuti.

Il tempo stringe.

Tabelle ultimo scoglio in vista. All’Ars arriva anche il presidente Schifani

Superato l’impasse Enti locali e riserve, adesso Sala d’Ercole si appresta ad arginare anche l’ultimo scoglio: le tabelle.

Sospesa la seduta intorno alle ore 22:20, la pausa sarebbe dovuta durare non più di dieci minuti. Dopo circa un’ora i lavori sono ancora in stand by. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, centrodestra e opposizione sono ormai giunti al confronto finale. Si cerca così la quadra conclusiva.

Intanto a Palazzo dei Normanni è arrivato anche il presidente della Regione Renato Schifani.

Via libera all’articolo 11

E’ arrivato il momento dell’articolo 11, gli interventi in favore degli Enti locali. Proprio questa misura è stata una delle più discusse, con un focus particolare sulle riserve ai Comuni.

Su questo intervento, nella tarda nottata di ieri, era saltato il banco delle trattative. Come ricostruito questa mattina, secondo le indiscrezioni de ilSicilia.it, qualcosa sarebbe andato storto nel corso della riscrittura del testo. A sollevare il polverone sarebbe stato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca. Dal nulla, fuori dall’intesa raggiunta, qualcuno tra le fila della coalizione di centrodestra, avrebbe inserito, in sordina, un bacino di circa 22 milioni di euro. Un pugno duro, quello dei pentastellati, che non si sarebbe addolcito nonostante l’ora tarda. Voci tra i corridoi dell’Assemblea confermano lo stupore del presidente Galvagno, che sarebbe venuto a conoscenza di questi fondi solo nel medesimo istante. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, dopo oltre cinque ore di confronto serrato nella notte.

L’articolo 11 è stato così approvato, dopo alcune revisioni e correzioni. 

Disco verde per ex Pip e servizio idrico integrato

Prosegue, come da cronoprogramma stabilito nel corso della conferenza dei capigruppo, la votazione degli articoli.

Il disco verde è arrivato anche per l’articolo 15, relativo agli ex Pip.

Il clima si surriscalda sull’articolo 16, le disposizioni in materia di servizio idrico integrato. Ad intervenire il deputato del M5S Angelo Cambiano che ha chiesto chiarimenti sui fondi da destinare a Siciliacque. Un appello accolto e condiviso anche con il dem Dario Safina. A rispondere l’assessore all’Ambiante Giusi Savarino, in quanto deputata di origine agrigentina e in sostituzione dell’assente assessore al ramo, Francesco Colianni, mostrando apertura verso la risoluzioni di dubbi e problematiche. Approvato al termine di un duro scontro l’articolo 16.

Prosegue la votazione degli articoli, ma non si placano le polemiche su Caruso

La seduta, guidata del presidente guidata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno è proseguita con l’approvazione degli articoli 110, gli interventi per la valorizzazione delle spiagge libere attrezzate, e 114, le misure per gli agricoltori danneggiati dagli eventi metereologici eccezionali verificatisi nel 2025.

Dibattito acceso e intenso sull’articolo 131, la modifiche e l’abrogazioni di norme. Torna ancora alla ribalta la polemica sulle parole del segretario regionale di Forza Italia Marcello Caruso che ha accusato il presidente Galvagno si fare accordi con le opposizioni. Dal Partito Democratico si alza il coro contro la presidenza. “Si dissoci dalla parole di Caruso“: ha dichiarato il dem Nello Dipasquale. Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola ha invece rilanciato: “Ci tiriamo fuori, non ci sono accordi. Al governo deve arrivare un messaggio che non è clima adatto. Il governo dimentica le cose e attacca le opposizioni“.

Dopo un lungo confronto via libera all’articolo 131. Un lascia passare con tanto di scivolone. La maggioranza, infatti, è andata sotto con il voto segreto per ben due volte, su due emendamenti. Si passa all’esame dell’articolo 15, relativo agli ex Pip, per i quali si era aperta la battaglia per portare il monte ore dalle 24 inizialmente previste alla vigilia a 25, necessaria per il raggiungimento del trattamento integrativo. Il governo ha previsto 10 milioni di euro.

Il capogruppo di Forza Italia Pellegrino: “Gruppo unito, necessario andare avanti”

Il capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino è intervenuto per cercare di placare le polemiche: “Forza Italia è un gruppo unito, lo ha dimostrato ieri e oggi. Durante i lavori, in una Finanziaria è normale che ci si possa riunire in luoghi diversi, ma sempre dentro il palazzo. Andiamo avanti con l’assoluto garbo e l’eleganza che contraddistinguono quest’aula. Alcuni sono interventi dettati dalla stanchezza e dal lavoro che stiamo svolgendo. E’ necessario che si vada avanti con la trattazione delle norme per arrivare ad una Finanziaria che porterà grandi benefici ai siciliani“.

Galvagno: “Facciamo prevalere il buon senso per evitare l’esercizio provvisorio”

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha chiarito la sua posizione dopo il messaggio circolato in queste ore: “Il messaggio che ho mandato ieri intendeva solo essere un appello al senso di responsabilità. Ho fatto il presidente dell’assemblea sia per la maggioranza sia per l’opposizione. Non c’è vergogna sulle proposte. C’è chi ha voluto migliorare il testo con misure ordinamenti, ma non c’è stata una discrezionalità. Sono state stralciate le norme ordinamentali per sfoltire un testo di 134 articoli“.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha spiegato anche il termine bocca asciutta: “Ci sono anche temi importanti come l’endometriosi, portato avanti dall’onorevole Lantieri. Non si tratta per forza di norme territoriali, me semplicemente di una proposta o un tema qualificante e attuale. Questo è solo un esempio di quegli articoli rimasti fuori. Siamo stanchi, c’è stato uno sforzo da parte di tutti, sia da parte dell’opposizione che della maggioranza. Immagino la delusione di chi ha visto vanificato o posticipato il proprio lavoro. In conferenza dei capigruppo non ci sono mai state decisioni di imperio e abbiamo fatto prevalere il buon senso per chiudere la legge di stabilità nei tempi previsti, senza esercizio provvisorio, senza inciucio, mancette o maxi-emendamento. C’è la mia massima disponibilità nel lavorare. Chiedo di evitare di alimentare ulteriormente e cerchiamo di votare gli articoli come siamo rimasti“.

Le proteste delle opposizioni, De Luca (M5S): “Questa è la vera sfiducia”

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, attraverso gli interventi di Nello Dipasquale e Luigi Sunseri, puntano il dito contro il segretario regionale azzurro Marcello Caruso e alcune sue dichiarazioni rilasciate alla stampa. Le opposizioni si sono così difese dall’accusa di presunti accordi con la presidenza. 

E’ il tempo di riflettere, soprattutto se dopo questa esperienza ha senso proseguire“. Ha dichiarato il capogruppo dei pentastellati Antonio De Luca che ha aggiunto: “Questa è la vera sfiducia. E’ sotto gli occhi di tutti. Nessuno rinuncia al suo ruolo di parlamentare. Schifani dovrebbe venire in aula solo per dire: “Chiudete la Finanziaria e io oggi mi dimetto”“.

Pochi i deputati di Forza Italia in aula: ecco il cronoprogramma

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha riaperto la seduta intorno alle ore 18:20, al termina della conferenza dei capigruppo. In aula assente buona parte del gruppo parlamentare di Forza Italia.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha annunciato il programma dei lavori. Si voteranno così gli articoli: 11, 15, 16, 114, 131, 132, 133 e 134. Si tornerà a Sala d’Ercole il 13 gennaio con 3 ddl. Il primo sarà quello relativo alla riforma degli Enti locali. Intanto le Commissioni di merito lavoreranno su due disegni di legge. Uno includerà gli ordinamentali e lo stralcio. Il secondo sarà un ddl omnibus di spesa.

Dalle ore 20:00 in poi, come annunciato dal presidente Galvagno, si svolgerà solo la votazione degli articoli e degli emendamenti. 

Lo scenario paradossale: convocata la capigruppo

Le seduta è stata riaperta per pochi secondi dal vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola alle 17:30, annunciando la convocazione della conferenza dei capigruppo.

Perplessità, incredulità e rassegnazione. E’ questo il clima generale tra i corridoi e le stanze di Palazzo dei Normanni. Tra riserve e tabelle non c’è stato un attimo di respiro. L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, già nei giorni scorsi protagonista di scontri in aula con il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca e di screzi con il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, è sotto il mirino. La totale sfiducia nei suoi confronti sarebbe l’unico filo conduttore a tenere ancora unito il gruppo parlamentare di Forza Italia. Un messaggio, quello che trapela dalle indiscrezioni raccolte da ilSicilia.it, che stride con le dichiarazioni di oggi del presidente della Regione Renato Schifani presso l’hotel Astoria di Palermo, rivolte proprio al suo assessore: “Sei amato e odiato come tutti i tecnici ma non posso che ringraziarti per il grande lavoro che hai fatto e che stai facendo in questi mesi“. All’Assemblea regionale non sarebbe presente il governatore, ma solo il segretario regionale Marcello Caruso.

Piove sul bagnato. E a peggiorare il tutto sarebbe stata la diffusione del messaggio del presidente Galvagno: “E’ chiaro che dopo questa Finanziaria, qualora non volessimo andare a casa prima, chiederò un serio confronto perché io non sono più disposto a perdere del tempo per fare incassare gli altri e per di più ricevere l’odio gratuito di alcuni colleghi. C’è un clima che definisco quasi di odio. Il presidente Daidone è stato quasi violentato in commissione bilancio per la bulimia di alcuni e non è corretto Qui c’è gente però che ha incassato e gente che è rimasta a bocca asciutta e non funziona. C’è gente che si lamenta e ha mimetizzato le proprie proposte all’interno di tabelle e riserve con accordi con più interlocutori“. Quindi, l’avvertimento: “Mi dispiace ma io difendo i colleghi parlamentari che realmente non hanno ottenuto nulla“. Annunciando che “insieme al presidente Daidone a cui chiederò ancora una mano farò una verifica di tutto quello che è stato approvato quantificando per gruppo ed eventualmente per parlamentare le risorse che hanno incassato. Chi non ha avuto nulla verrà garantito in questa fase nelle uniche cose possibili rimaste: tabelle e riserve“.

Duro l’attacco del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera: “Un dato preoccupante con Galvagno che di fatto mette nero su bianco, con un messaggio su Whatsapp, quello che tutti temevano e cioè una nuova spartizione nascosta nelle tabelle della finanziaria. Vorrei ricordare che si tratta di soldi pubblici e per questo la procura deve acquisire questa manovra“.

E tra i corridoi inizia a circolare una voce insistente: il pericolo esercizio provvisorio è vicino?

Cosa sta succedendo in Forza Italia?

Perché così tanti rinvii? Le fitte interlocuzioni non sembrano avere un orizzonte in vista. Secondo le indiscrezioni de ilSicilia.it, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno starebbero incontrando i singoli deputati di Forza Italia. Il gruppo parlamentare, dunque, in queste ore non starebbe più camminando unito e compatto. “L’insoddisfazione è di tutti i deputati di Forza Italia“. Si sarebbe lasciato scappare più di un esponente di spicco del partito.

Tutti gli altri, dal centrodestra al centrosinistra, sarebbero in attesa proprio della fine di questi confronti. E alla domanda “Si concluderà nel pomeriggio o ci sarà una nuova lunga nottata?” la risposta è unanime: “Non si sa, siamo in attesa“.

Intanto il presidente della Regione Renato Schifani, dopo il viaggio di ieri a Roma, al Quirinale, per i canonici auguri con le più alte cariche dello Stato, questa mattina era già a Palermo. Il governatore si trovava all’hotel Astoria per lo scambio di auguri con la comunità di Forza Italia, nel corso del quale è si collegato da Torino anche il leader nazionale forzista Antonio Tajani. 

Il presidente Schifani si recherà dunque nel pomeriggio a Palazzo dei Normanni? Intanto è già presente il segretario regionale di FI Marcello Caruso.

Aula riconvocata alla ore 16:00

Il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola ha aperto per pochi secondi la seduta a Sala d’Ercole solo per annunciare la ripresa dei lavori alle ore 16:00.

Strada dunque in salita per la Finanziaria. La votazione sarebbe dovuta riprendere alle ore 12:00, ma l’accordo tra le parti, soprattutto all’interno del centrodestra, non c’è ancora.

Secondo le indiscrezioni de ilSicilia.it, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, nonostante le divisioni e i malumori diffusi, soprattutto tra le fila di Forza Italia, che attualmente sarebbe senza una vera e propria cabina di regia, starebbe lavorando intensamente per trovare una sintesi, portare gli ultimi articoli rimasti nel testo in aula e procede a passo spedito verso un’approvazione quanto più condivisa possibile.

Al termine delle lunghe interlocuzioni notturne di ieri, infatti, l’accordo era stato raggiunto su circa una ventina di articoli: 8, 11, 15, 16, 17, 35, 37, 45, 50, 97, 99, 100, 109, 113, 114, 116, 120, 130, 131, 132, 133 e 134. Alcuni di questi, come già raccontato, hanno già trovato il via libera, altri sono ancora in bilico, come gli interventi a favore degli Enti locali, il servizio idrico integrato o le tabelle. I restanti stralciati riapproderanno a Sala d’Ercole a gennaio, divisi in due tranche: un articolato di natura economica ed uno di natura ordinamentale.

Attenzione anche sull’articolo 93, il sostegno alle associazioni operanti nel settore teatrale, oggetto di scontro, intorno alle ore 02:00, tra il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera e il deputato della Democrazia Cristiana Carlo Auteri. La Vardera, infatti, aveva denunciato un possibile conflitto di interesse sulla misura, chiedendo la soppressione della parte ritenuta ambigua. Proponente dell’intervento, in realtà, era stato il collega dello scudocrociato Salvatore Giuffrida. L’improvvisa e inaspettata bagarre si è poi conclusa con una stretta di mano tra i due, con l’ex meloniano che prima aveva annunciato la presentazione di una querela, tranne poi sottoscrivere l’emendamento soppressivo che verosimilmente sarà votato oggi.

Riunioni in corso: la seduta ripartirà alle ore 14:00

Cresce l’attesa per il rush finale della Finanziaria. L’avvio dei lavori, inizialmente previsto per le ore 12:00, è stato riprogrammato per il primo pomeriggio, alle ore 14:00. 

In queste ore sono in corso confronti tra centrodestra e opposizioni, ma soprattutto all’interno della coalizione (sulla carta) di maggioranza. I gruppi parlamentari sarebbero in continuo fermento. Si cerca una quadra soprattutto sull’articolo 11, gli interventi in favore degli Enti locali, e in particolar modo sulle riserve ai Comuni. Argomento sui cui nella notte sarebbe saltato il banco. Secondo indiscrezioni raccolte da ilSicilia.it, la notte non avrebbe portato consiglio, soprattutto all’interno di Forza Italia. Gli azzurri, infatti, sarebbero vacanti di una cabina di regia. Un momento certamente delicato per i forzisti. Crepe, in realtà, che confermerebbero i malumori già preannunciati alla vigilia (CLICCA QUI).

La notte dei misteri all’Ars

Ma cosa è successo esattamente?

ilSicilia.it ha ricostruito il puzzle della folle notte a Palazzo dei Normanni.Non c’è sintesi“: sono le ultime parole pronunciate dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, alle ore 03:00 circa, prima di chiudere la seduta e rinviare il tutto alle ore 12:00. Una frase che non nasce a caso. Nel momento più concitato del confronto, infatti, secondo le indiscrezioni raccolte, il banco sarebbe saltato sull’articolo 11, gli interventi in favore degli Enti locali, e in particolar modo sulle riserve ai Comuni. Proprio quest’ultimo era stato grande oggetto di dibattito per tutta la giornata di ieri, venerdì 19, e l’accordo, alla fine sembrava essere stato raggiunto. Qualcosa, però, sarebbe andato storto nel corso della riscrittura del testo. A sollevare il polverone sarebbe stato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca. Dal nulla, fuori dall’intesa raggiunta, qualcuno tra le fila della coalizione di centrodestra, avrebbe inserito, in sordina, un bacino di circa 22 milioni di euro. Un pugno duro, quello dei pentastellati, che non si sarebbe addolcito nonostante l’ora tarda. Voci tra i corridoi dell’Assemblea confermano lo stupore del presidente Galvagno, che sarebbe venuto a conoscenza di questi fondi solo nel medesimo istante. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, dopo oltre cinque ore di confronto serrato nella notte.

Ma non solo. Gli alleati ormai sarebbero totalmente spaccati al loro interno. Il presunto asse trasversale FdI-Mpa con PD-M5S-Controcorrente avrebbe generato l’ira di molti deputati del centrodestra, soprattutto tra le fila di Forza Italia, comprese le diverse concessioni e le continue trattative tra la presidenza e i gruppi di opposizione, che soprattutto nella notte hanno ottenuto il disco verde a diversi loro emendamenti. Dito puntato contro anche contro gli autonomisti che avrebbero “avuto più del dovuto“. Sulla graticola ci sarebbe anche la mano tesa verso il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, che secondo molti deputati “avrebbe ottenuto troppo“, tra articoli, riserve e tabelle.

Galvagno: “Non c’è sintesi”

Non c’è sintesi“. Clamorosa battuta d’arresto a Sala d’Ercole. Dopo una pausa di circa 20 minuti il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha rinviato la seduta a domani alle ore 12:00.

Poco dopo passate le ore 03:00, dunque, nessun accordo e tutti a casa.

Ultime correzioni

La seduta è stata sospesa e ripartirà alle ore 03:00.

Visi distrutti e voci sommesse. Tra i banchi di Sala d’Ercole regna il caos tra riscritture e confusione, dettata dalla stanchezza. Tanti gli articoli approvati, ma tanti ancora quelli in attesa. Focus particolari sul 16, relativo al servizio idrico integrato, oggetto di grande dibattito nella mattinata di ieri, e sul 15, gli ex Pip. Su quest’ultimi la battaglia si muove sull’incremento delle ore e la necessità di trovare la copertura finanziaria che permetta di arrivare a quota 25, necessaria per il raggiungimento del trattamento integrativo.

La maggioranza? Difficile tracciarne una ben definita. Molte le proposte avallate e condivise tra la presidenza e le opposizioni.

Si procede a passo spedito

Prosegue a passo spedito con la votazione degli articoli. Via libera agli articoli: 35, le misure per l’attrazione di nuovi residenti; il 45, l’Oasi di Troina; il 50, il sostegno e promozione della creatività urbana, della street art e del muralismo; il 97, le misure per la pulizia delle strade extraurbane dei comuni, dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane; il 99, il contributo per l’acquisto o l’adeguamento di autoemoteche; il 100, borse di studio area non medica; il 113, modifiche di legge in materia di aree Aerca; il 116, le disposizioni in materia di Cefpas; il 120, il fondo per la realizzazione di alloggi per persone con disabilità grave; il 130, il potenziamento servizi nei parchi archeologici; il 17, gli interventi in materia di istruzione; il 37, i provvedimenti per il recupero di edifici situati nei centri storici e zone omogenee, per il sostegno abitativo alle giovani coppie e per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici siciliani;

il 114, le misure per gli agricoltori danneggiati dagli eventi metereologici eccezionali verificatisi nel 2025;

L’articolo 8 e i lavoratori Almaviva

Dopo un lungo e travagliato percorso è stato approvato l’articolo 8 relativo all’abbattimento delle liste d’attesa. Si accende così la speranza per i lavoratori Almaviva, che avranno così la possibilità di essere inclusi o coinvolti nell’implementazione delle infrastrutture digitali. Non si tratta certamente di una soluzione, ma di un chiaro segnale, come sottolineato anche dall’assessore alla Salute Daniela Faraoni.

Scontro La Vardera-Auteri

In attesa di alcune piccole modifiche all’articolo 8, scoppia il caos in aula. Il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera ha denunciato un possibile conflitto di interesse sull’articolo 93, il sostegno alle associazioni operanti nel settore teatrale, chiedendo la soppressione della parte ritenuta ambigua. Sotto accusa il deputato della Democrazia Cristiana Carlo Auteri che si è difeso ed ha annunciato presto querele. In sua difesa anche il collega di partito Salvatore Giuffrida, proponente della misura.

Ecco tutti gli articoli che verranno approvati: il destino degli stralciati

Intorno alle ore 01:15 è ripartita la seduta a Sala d’Ercole.

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha annunciato gli articoli rimasti e che saranno posti al vaglio di Sala d’Ercole: 8, 11, 15, 16, 17, 35, 37, 45, 50, 97, 99, 100, 109, 113, 114, 116, 120, 130, 131, 132, 133 e 134. Tutti gli altri torneranno in aula a gennaio divisi in due tranche: un articolato di natura economica ed uno di natura ordinamentale.

Si riparte dall’articolo 8, relativo alle liste d’attesa. Confermate le anticipazioni relative ai lavoratori Almaviva. 

La Finanziaria e il centrodestra hanno le ore contate

I lavori a Sala d’Ercole ripartiranno intorno all’una di notte (o almeno si spera). 

Pare sia stato raggiunto in queste ore l’accordo tra i gruppi parlamentari. La Finanziaria verrà approvata durante la notte. Si, ma da quale maggioranza? E’ questa la domanda che circola insistentemente tra i corridoi di Palazzo dei Normanni. Secondo le indiscrezioni da ilSicilia.it i toni si sarebbero inaspriti sempre di più, fino a sfociare, attualmente, in una vera e proprio rottura.

Come anticipato nel pomeriggio, la coalizione di centrodestra avrebbe fatto emergere in maniera chiara e lampante tutte le sue crepe e le sue divisioni interne. Tra i deputati maggiormente in collera ci sarebbero proprio quelli tra le fila di Forza Italia. Malumori già preannunciati alla vigilia (CLICCA QUI). Il presunto asse trasversale tra FdI-Mpa con PD-M5S-Controcorrente sarebbe alla base dei veleni tra gli alleati. 

Intanto la seduta è stata riaperta intorno mezzanotte e richiusa dopo nemmeno un minuto, giusto il tempo di annunciare la ripartenza a “breve”. Proprio in queste ore l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino starebbe riformulando gli ultimi conti per chiudere il cerchio.

Piccoli passi in avanti

Qualcosa finalmente si muove all’Ars. Secondo indiscrezioni raccolte da ilSicilia.it l’accordo tra maggioranza e opposizione sarebbe vicino. L’obiettivo è quello di tornare in aula senza più interruzioni. Una lunga pausa dunque “giustificata”.

L’intesa sarebbe stata già trovata sulle riserve ai Comuni, relative all’articolo 11, gli interventi in favore degli Enti locali. Più complessa e articolata la strada per la composizione delle tabelle, ultima tappa del cronoprogramma della votazione e sulle quali si starebbe discutendo proprio in queste ultimissime ore.

Il clima non è dei migliori tra i corridoi di Palazzo dei Normanni, ma le interlocuzioni non si fermano.

Un lungo travaglio

Potrebbe essere vicino il rush finale della Finanziaria in aula.

Un confronto duro, serrato e dai toni infuocati è quello che sta andato in scena, da ben oltre quattro ore all’Assemblea regionale. Un accordo in salita e difficile da trovare, ma che potrebbe essere partorito con molte più norme tagliate del previsto. Alla ripresa dei lavori potrebbero essere venticinque o poco meno di una trentina gli ultimi articoli al vaglio di Sala d’Ercole. Il resto? Tutto rimandato a gennaio.

La volontà di chiudere in serata è unanime, ma il tempo stringe.

Trattative in corso: dallo stralcio ai lavoratori Almaviva

Dopo circa due ore e mezza dalle previsioni, la seduta a Sala d’Ercole è ancora sospesa. Il motivo? Maggioranza e opposizione proseguono le fitte riunioni per giungere ad un accordo. La volontà è quella di chiudere la votazione della Finanziaria entra questa sera. Sul tavolo la possibilità concreta di stralciare almeno una cinquantina di articoli.

All’appello mancano, però, ancora tante norme. Tra le più delicate, senza dubbio, l’articolo 11, relativo agli interventi a favore degli Enti locali e le tabelle. Un dibattito acceso si sarebbe verificato anche sull’articolo 8, le liste d’attesa, che già nella giornata di ieri era stato più volte accantonato. Tra i nodi principali da sciogliere la possibilità di includere e coinvolgere, nell’implementazione delle infrastrutture digitali, il bacino degli ex lavoratori Almaviva, che giovedì pomeriggio avevano incontrato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Si apre dunque un piccolo spiraglio.

La corsa per chiudere entro la notte

La seduta riprenderà intorno alle ore 20:00. 

Intanto proseguono le interlocuzioni. Si procederà per step. Nell’ennesime riunione di giornata si stabiliranno quali articoli passare al vaglio di Sala d’Ercole e quali no.

Restano ancora in sospeso gli argomenti più caldi: l’articolo 8 sulle liste d’attesa, con l’incognita del bacino degli ex lavorati Almaviva, l’articolo 15 sull’incremento delle ore degli ex Pip, per i quali si sta studiando l’ipotesi di arrivare fino a 25 ore, e l’articolo 16 sul servizio idrico integrato, per il quale è stata effettuata una riscrittura da parte del governo, in accordo con le opposizioni. All’appello mancano ancora anche due norme improntati per il governo, l’export e la misura relativa ai siciliani all’estero. 

Il clima generale non cambia, anzi appare sempre più teso. Come già anticipato da ilSicilia.it la coalizione di centrodestra appare sempre più spaccata. Secondo indiscrezioni, molti deputati della maggioranza, tra cui anche Forza Italia, avrebbero mostrato insofferenza per il presunto asse trasversale FdI-Mpa con PD-M5S-Controcorrente.

Galvagno: “Fermiamoci un’ora e facciamo una riunione per andare a passo spedito”

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha riaperto la seduta dopo circa un’ora di pausa.

Il ritorno tra i banchi di Sala d’Ercole è stato segnato dall’approvazione degli articoli: 84, il fondo regionale per l’affidamento familiare, 93, il sostegno alle associazioni operanti nel settore teatrale, 91, la destinazione di risorse del Furs. 

Dopo la riscrittura, con un emendamento governativo, dell’articolo 105, relativo all’adeguamento del corrispettivo euro/km TPL, Sala d’Ercole è pronto all’esame.

Facciamo fino all’articolo 107. Fermiamoci per una pausa di un’ora. Facciamo una riunione, ci confrontiamo per provare ad andare nel modo più spedito possibile“. Ha annunciato ai colleghi il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. 

Approvato anche l’articolo 107, l’incremento orario del personale medico-veterinario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.

Opposizioni a colloquio con Galvagno e le insofferenze del centrodestra

Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in riunione da Galvagno. Il presidente dell’Ars ha convocato le opposizioni. Non si fermano dunque le interlocuzioni per portare a termina la votazione della Finanziaria. Ci sono ancora dei nodi da sciogliere, ma voci di corridoio sostengono che la partita potrebbe chiudersi già nella serata di oggi, senza ricorrere alla giornata di domani.

Intanto la coalizione di centrodestra appare sempre più spaccata. Secondo indiscrezioni raccolte da ilSicilia.it, molti deputati della maggioranza, tra cui anche Forza Italia, avrebbero mostrato insofferenza per il presunto asse trasversale FdI-Mpa con PD-M5S-Controcorrente.

Carrellata di articoli approvati

Terminata la lunga pausa pranzo. La seduta è stata riaperta dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno che ha rimandato al tardo pomeriggio l’annuncio dello stralcio. Work in progress. Al momento si proseguirà con gli articoli non ordinamentali e non territoriali.

Carrellata di articoli approvati, con il via libera anche ad alcuni emendamenti dell’opposizione: il 27, le destinazione oneri istruttori previsti in materia di energia, il 32, il fondo unico a gestione separata della Crias, il 38, il cofinanziamento di misure di mutualizzazione del rischio in agricoltura, il 39, la stabilizzazione personale meccanizzazione Esa, il 41, l’incremento dotazione finanziaria fondo unico a gestione separata della Crias per l’agricoltura e per la pesca, il 46, in materia di monitoraggio sui finanziamenti della politica unitaria di coesione, il 73, in materia di risorse da destinare ai servizi per i soggetti con disturbo dello spettro autistico, il 79, il contrasto alla povertà energetica, l’80, le misure per le aree a elevato rischio di crisi ambientale (Aerca), l’81, l’istituzione del fondo regionale per la prevenzione delle tossicodipendenze, l’82, materia di diritto allo studio, l’articolo 83, la riqualificazione beni confiscati alla criminalità organizzata, a causa di incomprensioni con gli uffici.

La seduta è stata sospesa.

Stralcio in cantiere e i prossimi passi

In attesa delle riscritture del governo, il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola, ha sospeso la seduta. I lavori ripartiranno alle ore 15.30.

Prende forma nel corso della pausa pranzo lo stralcio. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno continua le interlocuzioni con i colleghi di maggioranza e opposizioni. Novità importanti potrebbero dunque arrivare con la riapertura dei lavori.

La ripresa delle attività sarà legata sempre alla prima parte dell’articolato. Al termine spazio all’articolo 11, gli interventi a favore degli Enti locali. In tal senso, la pausa si è rivelata propedeutica anche per le riserve. I gruppi parlamentari, infatti, avrebbero deciso di avviare una riscrittura delle riserve ed effettuare così una votazione unica.

Archiviato questo capito toccherà allo stralcio. Solo alla fine verranno votate le tabelle. Argomento rovente sul quale il confronto inizia già a farsi rovente e alcuni dei capitoli inclusi, secondo indiscrezioni de ilSicilia.it, potrebbero subire tagli importanti.

Lungo dibattito sul servizio idrico integrato. Colianni: “A gennaio presenterò una riforma”

Dopo aver approvato l’articolo 22, è partito l’esame dell’articolo 16, le disposizioni in materia di servizio idrico integrato.

Primo intervento è quello della pentastellata Cristina Ciminnisi, che ha richiesto la riscrittura dell’articolo, in quanto evidenzierebbe “l’incapacità del governo nel gestire l’emergenza idrica nel Trapanese, nell’Agrigentino e nel Messinese“. Una richiesta di accantonamento è arrivata anche dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca. Sulla stessa linea anche il dem Dario Safina e il deputato del M5S Angelo Cambiano.

Il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate ha presentato il suo emendamento che include anche Iblea Acque: “Il problema dell’Aica è lo stesso che ha Iblea Acque. Il 24 ottobre è stato recapitato all’assessore Dagnino e al presidente Schifani una richiesta da parte dell’amministratore delegato per mettere a disposizione risorse da restituire, perché le banche non le danno. Mi ha sorpreso il fatto che Iblea Acque non è inserito in questo articolo. Ho presentato infatti un emendamento, senza risorse in più, ma con la divisione di soldi per Iblea Acque e Aica. Le risorse verrebbero erogate nei primi due-tre anni così da non esporre le società a interessi passivi e fare in modo che tutte le provincie abbiamo lo stesso trattamento. I cittadini sono uguali, le risorse sono importanti. Il comma 2 prevede l’anticipazione di 10 milioni di euro, da spartire 5 milioni per la provincia di Agrigento e 5 milioni per Ragusa. Vogliamo un’equità di trattamento“.

Una riscrittura è stata proposta anche dal capogruppo della Democrazia Cristiana Carmelo Pace, tornato a parlare in aula dopo l’inchiesta che lo vede indagato insieme all’ormai ex segretario nazionale della DC Totò Cuffaro: “Dal 4 di novembre fino 8 di dicembre la mia non presenza in questo Parlamento era una forma di rispetto nei confronti dei colleghi della DC, Parlamento e del presidente Schifani. Avete visto le mie firme come primo firmatario del mio gruppo, per una questione di forma. Io di questa finanziaria non conosco una parola, non ho partecipato a nessuna discussione. Avrei potuto farlo, ma non volevo creare imbarazzo. Mi hanno fermato due sindaci dell’Agrigentino che mi hanno accusato di aver sottratto con un mio emendamento 5 milioni alla provincia. Sono qua per ribadire le buone ragioni delle province di Messina, Trapani e Ragusa e per questo voglio invitare il governo a fare una riscrittura di questo articolo“.

Ascoltati tutti gli interventi, ha risposto l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Francesco Colianni: “E’ un tema da affrontare su due punti di vista. Il quadro della Regione è frammentato e ogni parlamentare rivendica per il proprio territorio. Ad Enna e Caltanissetta per esempio paghiamo l’acqua più cara di Sicilia. Come trovare delle soluzioni? A gennaio presenterò una riforma del settore idrico. Ringrazio Toscano, il consulente del Dipartimento, per l’aiuto. Come si risolvono le perdite idriche? Sicuramente con la messa in campo degli investimenti, come i 70 milioni del fondo Fsc. Ringrazio Di Mauro per aver dato le disposizioni del Fesr, 200 milioni su condotte idriche, fognarie e depuratori. Tra febbraio e marzo questi fondi daranno sostegno alle Ati. A De Luca: andrò a gennaio a Messina per comprendere quali possono essere le soluzioni. Il governo è aperto ad una riscrittura“.

L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino ha così annunciato la riscrittura da parte del governo con 10 milioni di euro per la provincia di Agrigento, 4 milioni per quella di Ragusa e 1,5 milioni per quella di Messina.

Schifani: “Chiedo scusa all’aula, ma devo prendere un volo per Roma”

Il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola ha aperto la seduta. Si partirà dall’articolo 22, l’implementazione e adeguamento piattaforme digitali del Dipartimento regionale tecnico.

La misura era stata già accantonata ieri dopo la richiesta di voto segreto da parte dell’opposizione e la “richiesta di grazia” dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò.

Prima di passare all’esame dell’emendamento governativo, è intervenuto il presidente Renato Schifani che ha lasciato i lavori d’aula:Intervengo solo per chiedere scusa all’aula, non seguirò i lavori e sarò assente per prendere un volo e recarmi a Roma, al Quirinale, come ogni anno, per gli auguri alle alte cariche“.

Approvato l’articolo 22 dopo la verifica del numero legale. 

Il programma di oggi

Ritardo di circa un’ora rispetto a quanto programmato. La seduta sarebbe infatti dovuta iniziare alle ore 10:30.

Le prime ore della mattina sono state dedicate, quasi interamente, alla composizione dello stralcio, ormai quasi pronto. 

I lavori si apriranno con la votazione dell’articolato, come anticipato da ilSicilia.it, e proseguiranno nel primo pomeriggio con l’articolo 11, gli interventi a favore degli Enti locali e le riserve ai Comuni, uno degli articoli più discussi e complessi, sul quale non sono mancate le polemiche.

Poi spazio all’annuncio dello stralcio. Da lì in poi la maratona sarà servita.

L’attesa prima dei lavori

Tensione e fibrillazione pervadono il clima tra i corridoi di Palazzo dei Normanni. Proseguono le interlocuzioni soprattutto sui temi più caldi. Sul tavolo c’è certamente il collegato, con in bilico circa una sessantina di articoli, ma non solo. 

Nella serata di ieri, si sarebbe trovato l’accordo sull’articolo 15, con l’incremento delle ore dei lavoratori ex Pip. Una rete complessa da tessere. Un lavoro che non si è esaurito ieri e che è proseguito anche nelle prime ore della giornata di oggi.

Tra i capitoli caldi anche l’articolo 8 sulle liste d’attesa. Più volte riscritto e accantonato, potrebbe adesso celare una grossa novità all’orizzonte per gli ex lavoratori Almaviva. Una delegazione aveva incontrato ieri il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. In tal senso, proprio l’esponete di Fratelli d’Italia aveva chiesto ulteriore tempo all’assessore alla Salute Daniela Faraoni che si era detta poco favorevole ad una delle proposte avanzate dal capogruppo del M5S Antonio De Luca, quella relativa al rinvio dell’implementazione del personale del SovraCUP per puntare prima sulla creazione di infrastrutture digitali.

Prima si vota, poi lo stralcio

La mattinata di oggi inizierà con la votazione dell’articolato principale, quello varato già dal governo, e che compone la prima parte della Finanziaria. Si ripartirà dunque dalla sospensione di ieri sera, dopo le proteste dei deputati in aula, quando il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno stava per annunciare l’esame dell’articolo 16, le disposizioni in materia di servizio idrico integrato.

Poi arriverà lo stralcio. Circa una sessantina di norme potrebbero così essere messe da parte, pronte a comporre il collegato che tonerà tra i banchi di Sala d’Ercole a gennaio. Prove di intesa erano già andate in scena ieri, subito dopo pranzo. Le interlocuzioni tra opposizioni e Galvagno non sarebbero però andate a buon fine. Secondo indiscrezioni a mantenere il pugno duro sarebbe stato principalmente il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera. Al termine dell’incontro, in accordo con la maggioranza, si è così deciso di proseguire l’articolato, anche con l’ostacolo voto segreto. Oggi, però, considerando anche le scadenze, il dialogo potrebbe prevalere.

Secondo indiscrezioni raccolte da ilSicilia.it tra i corridoi dell’Assemblea, potrebbero successivamente trovare spazio all’interno del possibile collegato anche i due articoli bocciati ieri con il voto segreto, il 18 e il 19.

Le prime vittime del voto segreto

Nel corso della votazione di ieri, due articoli hanno trovato un brusco stop: il 18, gli interventi per la prevenzione degli incendi nei parchi archeologici, e il 19, il fondo per la prevenzione degli incendi boschivi. Il primo fa capo all’assessorato ai Beni Culturali, diretto da Francesco Scarpinato, il secondo all’assessorato all’Ambiente guidato da Giusi Savarino. I due esponenti di Fratelli d’Italia sono stati così colpiti dallo scrutinio segreto con percentuali bulgare, oltre 40 voti favorevoli alla bocciatura.

Secondo indiscrezioni de ilSicilia.it due sono le ipotesi più acclarate: un segnale verso i due esponenti meloniani o semplicemente un modo per sbaragliare le carte. Non si placano dunque le voci di un possibile asse FdI-Mpa con PD-M5S-Controcorrente. 

La paura del voto segreto ha fatto tremare in più occasioni le mura di Sala d’Ercole. E’ il caso dell’articolo 22, l’implementazione e adeguamento piattaforme digitali del Dipartimento regionale tecnico, accantonato dopo la “richiesta di grazia” dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò. 

Salvo, invece, dopo un lunghissimo dibattito l’articolo 6 sulla tassa automobilistica che, con stupore dei presenti, è riuscito a superare l’arduo ostacolo.

Gli articoli già approvati

Ecco tutti gli articoli già approvati fino alla serata di ieri, giovedì 18 dicembre: l’1, sugli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato; il 2, sugli incentivi a sostegno delle assunzioni connesse a progetti di investimento iniziale; il 3, sul south working, il 13, sul settore forestale; il 14, sull’istituzione della cabina di regia regionale per le specie esotiche invasive; il 24, sulle norme in materia di rientri nel Fondo Sicilia; il 23, sul fondo per la risoluzione dei contenziosi mediante transazioni; il 7, sul fondo per l’editoria; il 6, sulla tassa automobilistica; il 9, sui disabili gravissimi; il 21, sulle norme in materia di personale del corpo forestale della Regione Siciliana; il 4, sulla Super Zes; il 5, sui bonus edili; il 10, sul disagio sociale; il 12, sulle misure a sostegno della finanza locale. 

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