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L'emendamento di Giambrone (AVS) e Randazzo (M5S)

“Affidare Piano Battaglia ai privati”, la provocazione delle opposizioni sul Dup della Città Metropolitana

martedì 20 Gennaio 2026
Piano Battaglia, Palermo

La proposta è di quelle che faranno discutere. Affidare la gestione degli impianti di Piano Battaglia ai privati. A lanciare l’idea sono i consiglieri metropolitani di Palermo Antonino Randazzo e Fabio Giambrone, attraverso un emendamento presentato al Documento Unico di Programmazione (abbreviato Dup). Una richiesta di modifica dell’atto che segue al deposito di due precedenti proposte diametralmente opposte, volte a scongiurare la privatizzazione della gestione dell’aeroporto Falcone-Borsellino al momento nelle mani di Gesap.

La proposta de L’Alternativa sul futuro di Piano Battaglia

L’analisi del Dup era prevista per la giornata odierna, anche se l’allerta meteo dovuta all’arrivo in Sicilia del ciclone Harry porterà Sala Martorana a riunirsi, con ogni probabilità, in un momento successivo. Allo stato attuale, la gestione degli impianti di Piano Battaglia è nelle mani di Palermo Energia. Società Partecipata della Città Metropolitana presieduta da Salvatore Lentini. Nelle scorse settimane, si erano registrate alcune frizioni fra gli uffici di Palazzo Comitini e la stessa azienda. Ciò sul fronte del piano manutenzioni e di alcuni bandi che erano stati emanati da Palermo Energia per assumere nuovo personale.

Secondo quanto previsto dall’emendamento depositato da Randazzo e Giambrone, l’obiettivo è quello di affidare la gestione degli impianti di Piano Battaglia ad operatori privati attraverso un bando di gara internazionale per un lungo periodo pluriennale. Una proposta che i due esponenti de L’Alternativa giustificano così. “Intendiamo dare una svolta concreta a Piano Battaglia – dichiarano Antonino Randazzo e Fabio Giambrone -. Bisogna superare la gestione in-house per garantire manutenzione, valorizzazione commerciale, sviluppo infrastrutturale e destagionalizzazione dell’offerta, trasformando la stazione in un volano reale per tutte le Madonie”.

Gli emendamenti già depositati sul futuro di Gesap

In precedenza, Antonino Randazzo e Fabio Giambrone avevano presentato altri due emendamenti, relativi alla futura privatizzazione di Gesap. Società Partecipata di cui Comune di Palermo e Città Metropolitana di Palermo detengono la maggioranza delle quote azionarie e decidono insieme i 4/5 del Consiglio d’Amministrazione. Il via libera al Documento Unico di Programmazione, quindi, costituisce un passaggio chiave per il cambio gestionale, in particolare sulla ricerca dell’advisor. Figura che sarà scelta attraverso un bando europeo ad hoc, così come dichiarato in autunno dal presidente di Gesap Salvatore Burrafato. All’incaricato il compito di guidare la transizione dalla gestione pubblica dell’aeroporto verso quella privata. Metamorfosi più volte caldeggiata dal presidente della Regione Renato Schifani e che, negli ultimi mesi, ha trovato la condivisione anche del sindaco Roberto Lagalla.

In tal senso, Randazzo e Giambrone hanno deciso di muoversi in maniera opposta rispetto a quanto chiesto per Piano Battaglia. Due gli emendamenti presentati. Con il primo, Randazzo e Giambrone chiedono la “verifica di tutti gli aspetti tecnici e giuridici connessi a una possibile quotazione in borsa“. Inoltre non vogliono procedere, secondo quanto previsto dal testo del secondo emendamento depositato, “alla dismissione, totale o parziale, della partecipazione in Gesap nè alla cessione a soggetti privati della gestione o del controllo dell’infrastruttura aeroportuale, considerata strategica per il territorio metropolitano“. Senza sponde in aula del centrodestra però, appare complesso che i provvedimenti in questione possano passare l’esame dell’aula.

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