E’ stato deliberato lo stato di emergenza regionale per i danni inflitti dal ciclone Harry. Lo ha annunciato il governatore siciliano Renato Schifani, durante una conferenza stampa convocata per comunicare i primi provvedimenti per contrastare la devastazione causata dal passaggio della perturbazione sull’isola.
L’ondata di maltempo che ha travolto la Sicilia fra lunedì e martedì non ha avuto pietà. Soprattutto sulle coste orientali. Vento, pioggia ma soprattutto onde alte anche dieci metri. Il mare ha inghiottito ogni cosa. Ferrovie, auto, interi litorali. Una tempesta perfetta che ha ridisegnato la conformazione costiera di un’area in cui il dissesto idrogeologico continua a rappresentare un problema irrisolto. Dal Messinese Etneo alla piana di Catania, passando per i comuni della Sicilia Sud-Orientale. I danni sono ingenti Una perturbazione che, seppur in maniera più moderata, ha colpito anche il lato occidentale dell’Isola. A Palermo i danni sono stati principalmente causati dalla mareggiata che, soprattutto nella serata di martedì, ha travolto porticcioli e borgate marinare. Secondo le prime stime fornite dal governatore, si parla di una prima stima intorno ai 740 milioni di euro.
Deliberato lo stato di calamità regionale, danni per oltre 740 milioni
Una situazione sulla quale il presidente della Regione ha annunciato oggi i primi provvedimenti, a margine della seduta straordinaria di Giunta Regionale tenuta a Palazzo Orleans. “Abbiamo deliberato lo stato di calamità regionale – ha dichiarato Schifani -. Chiederemo lo stesso al Governo Nazionale, una volta acquisiti ulteriori elementi. E’ stato effettuato un primo atto ricognitivo dal responsabile regionale della Protezione Civile Salvo Cocina. Le prime stime parlano di danni per circa 740 milioni di euro. Risorse a cui andranno aggiunti i danni indiretti“. A tal proposito, il presidente della Regione ha annunciato un primo stanziamento da “70 milioni di euro, di cui 50 milioni immediatamente operativi. Gli altri 20 milioni verranno sbloccati con una norma ordinamentale dell’Ars“.
Durante la conferenza, è stato fornito un prospetto relativo alla stima dei danni causati dal ciclone Harry. La provincia più colpita è quella di Catania, in cui saranno necessari oltre 244 milioni di euro di investimenti. Seguono Messina (202,5 milioni), Siracusa (159,8 milioni), Agrigento (33 milioni), Ragusa (29,9 milioni), Palermo (23,2 milioni), Trapani (18,1 milioni), Caltanissetta (15,8 milioni) ed Enna (14,8 milioni). Il settore più colpito è quella della viabilità, il quale registra 273,8 milioni di euro di danni. Criticità riguardano inoltre il mondo delle attività produttive (73,9 milioni), porti (85,7 milioni), edilizia pubblica (58,7 milioni), edilizia residenziale (46,6 milioni), dissesto idrogeologico (112,9 milioni), ristori (51 milioni) e danni di altro genere (39,7 milioni).
La fase emergenziale
Prima di tutto, bisognerà pensare alla fase emegenziale. “Siamo concentrati sull’eliminazione delle situazioni di pericolo. Linosa, ad esempio, è quasi isolata. Occorrerà essere tempestivi. Ringrazio tutti i sindaci che hanno collaborato sul fronte preventivo. L’allerta ha funzionato. E’ una tragedia ambientale e finanziaria che cercheremo di risolvere. La Regione sarà al fianco dei siciliani, di coloro i quali hanno subito danni diretti e indiretti. Faremo sistema. Domani mi recherò sul lato ionico per parlare con i sindaci, a cui rappresenterò la mia solidarietà in questo momento. “.
Il dopo: risarcimenti e ricostruzione
Ci sarà poi il “momento del dopo”, come lo ha definito Schifani, ovvero della ricostruzione e dei risarcimenti a cittadini ed imprese. “Abbiamo varie ipotesi sul tavolo che stiamo studiando al fine di giungere ad un esito. Stiamo esaminando la possibilità di ricorrere al Fondo di Solidarietà Europea. Ci risulta coperto per il 2026, anche se stiamo valutando se ci sono i presupposti. Occorre aver subito un livello di danno non indifferente per accedere alla misura. Valuteremo se fare fronte comune con Sardegna e Calabria. Altre fonti di finanziamento saranno reperite in una riprogrammazione dei fondi FSC, siamo 2014-20 che 2021-27“.
Parentesi anche sui danni riportati dal tratto ferroviario Messina-Catania. “C’è un interlocuzione continua con RFI da parte dell’assessore Aricò. Ci sarà un’immediatezza d’intervento. Anche perchè, il servizio di trasporto pubblico deve essere garantito“.
Il messaggio al Governo Nazionale e ai cittadini
Una conferenza nella quale il presidente della Regione si è rivolto al Governo Nazionale. “Sono certo che farà la propria parte. In situazioni del genere, potrebbe entrare in gioca la riforma della Protezione Civile avvenuta nel 2025. Legge che “prevede la nomina di un commissario per procedere ad interventi di ricostruzione strutturale. Sono convinto che sarà una figura vincente. Concentrare tutto su una figura capace e che può agire in deroga semplificherà le procedure“. Un messaggio, poi, rivolto a cittadini ed imprese. “Incontrerò i balneari e tutte le categorie che hanno subito danni. Troveremo una soluzione per i risarcimenti. Non si possono accettare danni ambientali a cui la volontà dell’uomo è estranea“.



