Secondo gli organizzatori, è un’occasione unica per far conoscere le biodiversità di alcune specie di galli e colombi. Per il mondo politico civico e progressista invece si tratta di una forzatura, con particolare riguardo alla location dell’evento. Sta creando divisioni la scelta dell’Amministrazione Comunale di autorizzare una fiera avicola all’interno dello Spazio Zero dei Cantieri Culturali della Zisa, a Palermo.
Gli organizzatori: “Manifestazione come tante altre in Italia”
Negli stessi luoghi in cui nei primi del ‘900 venivano progettati e composti i mobili che popolano ad esempio la Camera dei Deputati di Roma, oggi trovano spazio specie avicole e colombi. Circa 500 gli esemplari presenti negli stand che, nella giornata di domani, apriranno ufficialmente i battenti al pubblico. Specie che, per il mantenimento delle loro peculiarità, richiedono cure e sacrifici.
A spiegare il senso dell’evento è Leo Landi, giudice della FIAC Italia. “E’ una manifestazione, come tante altre in Italia, per far conoscere alcune razze di colombi e di polli che altrimenti non avremmo la possibilità di ammirare. Questi esemplari rimangono in gabbia al massimo per 2-3 giorni. Il tempo dell’esposizione. Il resto dell’anno vivono liberi in aie di proprietà degli allevatori. Persone che fanno sacrifici per mantenere e curare questi animali“.
La polemica sulla location dei Cantieri Culturali
A finire sotto le forche della critica però non è l’evento in sè, bensì la location scelta per lo stesso. A sottolineare questo aspetto è l’esponente di “Oso” Giulia Argiroffi. Uno dei consiglieri comunali che, nella giornata di ieri, hanno firmato una richiesta di accesso agli atti.
“Era un atto necessario ad acquisire la doverosa consapevolezza che, come consiglieri comunali, ci spetta avere su un evento pubblico ed organizzato in un luogo di cultura come questo. Quest’area è un pezzo d’identità della città di Palermo. Qui si realizzavano i mobili della fabbrica Ducrot. I mobili disegnati da Ernesto Basile. Vorrei precisare che ho tutto il rispetto per questa manifestazione e per chi la organizza. Sono momenti che richiamano tutta la comunità ad una maggiore consapevolezza. Forse non era il luogo adatto. Ma questa è solo responsabilità dell’Amministrazione Comunale“.
Una sottolineatura, quella della location, alla quale Leo Landi ha così risposto: “E’ da 40 anni che vivo questo mondo. All’estero c’è una sensibilità totalmente diversa rispetto all’Italia. Ho organizzato mostre, con i nostri colleghi francesi, addirittura nel palazzo dei congressi di Cannes. Non capisco quale sia il problema. Se chi organizza l’evento lascia gli spazi per come li ha trovati, non credo che facciamo un torto a nessuno“.



