“Sono venuto sulla costa ionica per verificare di persona le condizioni dei territori colpiti da questa straordinaria ondata di maltempo. È una situazione estremamente grave e ho voluto rendermi conto di persona, anche in funzione degli interventi da attivare. Gli eventi atmosferici hanno infierito contro una costa che è fiore all’occhiello del turismo siciliano. Ci siamo adoperati a dichiarare subito lo stato di crisi e di emergenza regionale e la prossima settimana il governo nazionale riconoscerà lo stato di emergenza di rilievo nazionale, come da noi richiesto. Questo consentirà l’accelerazione di moltissime procedure oltre agli stanziamenti economici, che permetteranno di avviare la ricostruzione. È l’inizio di un percorso in cui faremo di tutto per restituire alla nostra regione quello che la natura violenta le ha sottratto in poche ore. Siamo accanto a tutti i siciliani che hanno perso le loro case, le loro attività economiche, i loro beni”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, durante il sopralluogo nelle località della costa ionica messinese, che hanno subito gravi danni a causa delle mareggiate provocate dal ciclone Harry.
“Questa mattina ho riferito al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, la difficile situazione che stiamo attraversando. Dico ai siciliani di avere fiducia nelle istituzioni. Non faremo mancare il nostro appoggio e le risorse necessarie per ricominciare”, aggiunge Schifani.
Prima tappa, Mazzeo, frazione di Taormina. Il presidente Schifani ha visitato la piazza sul mare, Salvatore D’Acquisto, crollata per la furia delle onde che, tra l’altro, ha provocato anche la distruzione della condotta fognaria di Taormina. Ad accompagnarlo il capo della Protezione civile regionale e commissario per l’emergenza Salvo Cocina, il prefetto di Messina Cosima Di Stani, il sindaco metropolitano di Messina Federico Basile, il vice sindaco di Taormina Alessandra Cullurà, il presidente società Patrimoni partecipata del Comune di Taormina Massimo Brocato.
Presente anche l’ingegnere Antonino Puleio, presidente del consorzio Messina-Catania guidato da Webuild con l’impresa Pizzarotti che ha messo a disposizione mezzi e tecnici per eseguire i lavori urgenti di rimozione materiali e messa in sicurezza in tutti i Comuni della fascia costiera interessata dai danni.
Il presidente si è poi recato a Santa Teresa Riva, dove il sindaco Danilo Lo Giudice lo ha accompagnato sul lungomare devastato dalla potenza delle onde per la maggior parte della sua lunghezza.
Oltre alla sede stradale e ai muri di contenimento, forti danni hanno subito anche la rete fognaria e i sottoservizi.
«Il governo regionale – continua Schifani – ha già individuato le risorse, il governo nazionale farà altrettanto e stiamo studiando varie ipotesi per accedere, insieme con le altre regioni del Sud colpite dal maltempo, a fondi extraregionali. Esaurita la fase dell’emergenza, si passerà alla fase della ricostruzione. La legge offre la possibilità della nomina di un commissario straordinario che verrà individuato dal governo nazionale, affinché operi in deroga per velocizzare i tempi. Una persona qualificata, autorevole, dotata di esperienza che sia garanzia del raggiungimento degli obiettivi».
Infine, Schifani ha visitato il Comune di Furci Siculo. Qui il sindaco Matteo Francilia ha mostrato al presidente della Regione il tratto del lungomare divelto dalla forza del mare.
L’incontro in prefettura a Messina
“Ho avuto una call con il presidente del Consiglio Meloni, il ministro della Protezione civile Musumeci e i presidenti delle Regione Calabria e Sardegna, Occhiuto e Todde, per fare il punto della situazione. Un confronto positivo, c’è in atto una velocizzazione della procedura, invieremo già stasera la richiesta di stato di emergenza deliberata ieri dalla giunta. È un’iniezione di ulteriore fiducia rispetto ai tempi, così come da volontà della premier espressa personalmente davanti a noi. La presidente Meloni ci ha comunicato che già lunedì il Consiglio dei Ministri si riunirà per dichiarare lo stato di emergenza e stanziare le prime risorse per far fronte agli interventi urgenti e garantire i primi ristori”, ha aggiunto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, in Prefettura a Messina.
Nel capoluogo peloritano Schifani ha incontrato i sindaci del territorio, i rappresentanti degli imprenditori, delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, dell’esercito e delle capitanerie di porto, accompagnato dal prefetto Cosima Di Stani e dal dirigente generale della Protezione civile regionale e commissario per l’emergenza Salvo Cocina
“I danni al turismo che possono derivare dalla non fruibilità, ad esempio di molti alberghi di Taormina, sono notevoli. L’economia della Sicilia, che ha fondato la crescita anche sul turismo in questi anni di governo e che ha visto il Pil e crescere, rischia un forte danno. E questo non ce lo possiamo consentire”, continua il presidente Schifani.
Rispondendo alla domanda se si prevedono procedure come quelle praticate per l’emergenza Covid, ha risposto che “il governo Meloni ha previsto che in questi casi si adottino due dinamiche: la prima è quella dell’emergenza, quindi lo stanziamento di fondi e l’utilizzo di questi da parte dei Comuni e della Protezione civile per le le persone l’ambiente e l’incolumità. Per questo noi abbiamo già stanziato 70 milioni e il il governo nazionale stanzierà altre somme. La seconda fase, finita l’emergenza, è dedicata alla ricostruzione e la stessa legge prevede la possibilità la nomina di un commissario straordinario, con poteri in deroga, che possa velocizzare della ricostruzione. Su una cosa sono certo: non mancheranno i fondi. Occorrerà velocità, ma abbiamo gli strumenti istituzionali per poter rispondere ai cittadini e all’economia della regione”.
“È cambiato il clima, – conclude Schifani -. Non ricordo di mareggiate come quella degli scorsi giorni, e questo ci impone di progettare arretrando dalla linea di costa: niente più ristoranti che poggiano sul mare con le palafitte; niente più passeggiate sul lungomare che non abbiano una protezione e banchine di protezione per contenere le mareggiate. Bisogna cambiare filosofia architettonica e urbanistica delle coste”.




