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Il Programma di sviluppo 2026-2028

Il turismo siciliano tra green e destagionalizzazione, ma resta il nodo infrastrutture: le strategie per il triennio 

lunedì 26 Gennaio 2026

Sostenibilità e domanda green, delocalizzazione e destagionalizzazione. Sono questi i tre pilasti fondamentali su cui si basa il Programma triennale di sviluppo turistico 2026-2028 approvato nel corso della riunione di giunta di martedì scorso.

Il corposo documento, redatto dall’assessorato Turismo, sport e spettacolo diretto da Elvira Amata, è stato inviato all’Ars, presso la Commissione di competenza per il parere previsto per legge e racchiude tutte le linee strategiche necessarie per consolidare il posizionamento della Sicilia tra le principali destinazioni internazionali, rappresentando lo strumento di programmazione cardine per analizzare le evoluzioni del mercato globale, al fine di orientare le azioni operative e l’impiego delle risorse finanziarie regionali ed extraregionali.

turisti turismo sicilia
Turismo

Il quadro turistico siciliano avrebbe risentito del complesso quadro geopolitico internazionale, dal conflitto russo-ucraino alla crisi del Medio Oriente. La posizione strategica della Sicilia, nel cuore del Mediterraneo, permette così all’Isola di candidarsi come valida alternativa rispetto alla destinazioni oggi nella morsa dei recenti scenari di crisi, soprattutto in termini di sicurezza. Una condizione che cozza però con le criticità strutturali del territorio regionale, in particolar modo per quanto concerne le infrastrutture.

Le sfide più importanti? La destagionalizzazione, per una copertura quanto più omogenea possibile nei dodici mesi dell’anno, e la delocalizzazione dei flussi turistici, con un particolare riferimento alle aree interne. Occhio però anche agli obiettivi europei. Due sono gli elementi principali dell’agenda europea 2030. Da un lato la transizione verde, con l’obiettivo di migliorare la circolarità dei servizi turistici, sostenere la transizione verde delle pmi e delle imprese turistiche e la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione e di progetti pilota sul turismo circolare e sostenibile. Dall’altro la transizione digitale, che tra le priorità prevede la digitalizzazione delle pmi del settore turistico, la condivisione dei dati pubblici per incoraggiare servizi turistici innovatici e la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione e pilota, concernenti strumenti e servizi digitali nel turismo.

Amata: “La Sicilia può attrarre visitatori 365 giorni l’anno”

Le strategie da attuare per l’imminente futuro sono state presentate nei giorni scorsi dall’assessore Amata, ospite a Milano al Forum Internazionale del Turismo: “Ho avuto il piacere di rappresentare la nostra straordinaria Sicilia e di condividere la nostra visione per il futuro del comparto. Il messaggio che ho portato è chiaro: la Sicilia non è più solo una “meta estiva”, ma una destinazione esperienziale capace di attrarre visitatori 365 giorni l’anno. La sfida che stiamo portando avanti con decisione riguarda due pilastri fondamentali: la destagionalizzazione e la delocalizzazione dei flussi. Vogliamo che il turista scopra l’entroterra, i borghi, i cammini e l’enogastronomia anche nei mesi meno affollati. Diversificare l’offerta significa non solo proteggere il nostro immenso patrimonio, ma garantire un’economia turistica stabile e sostenibile per i nostri territori e per i giovani siciliani. Tuttavia, lo sviluppo non può prescindere dal supporto nei momenti di crisi e per questo ho voluto rivolgere un sentito ringraziamento al Premier Giorgia Meloni per la grande attenzione e la sensibilità che il Governo sta dimostrando verso le zone della Sicilia colpite dal ciclone Harry. I nostri operatori turistici in quelle aree hanno subito danni durissimi; sapere di poter contare su una filiera istituzionale solida e attenta è fondamentale per ripartire con ancora più forza“.

Presenze superiori al pre-covid e boom extra-alberghiero

Il documento parte dall’analisi dei dati offerti dell’Osservatorio turistico regionale.

Con la pandemia ormai alle spalle, il comparto conferma la forte ripresa a partire dal 2021, riuscendo a superare anche i numeri del 2019, quando le presenza turistiche in Sicilia erano 15,1 milioni, mentre gli arrivi ammontavano a 5,12 milioni. Al 31 dicembre 2024, infatti, le presenze complessive sono state oltre 22 milioni, mentre gli arrivi 7 milioni.

Turismo

Bene anche le strutture ricettive, con un particolare riferimento all’extra-alberghiero, che rispetto al 2023 hanno registrato una crescita del 9,7%, con un picco del 14,9% per quanto riguarda gli stranieri, che trainano l’intero settore. I dati provvisori del periodo gennaio-settembre 2025 , infatti, evidenziano l’espansione del fenomeno degli affitti brevi, a conferma di un comparto extra-alberghiero vitale rispetto all’alberghiero che continua a crescere, in linea con i numeri regionali, ma con un ritmo decisamente meno sostenuto.

Statistiche sostenute anche dall’aumento dei passeggeri e dei movimenti dei due principali aeroporti. A Catania, l’aeroporto Fontanarossa, con complessivi 12,3 milioni di passeggeri passeggeri (+15% sul 2023) e 82,5mila movimen1 (+12,8% sul 2023), si piazza al primo posto, nel 2024, per passeggeri trasportati nel panorama siciliano. L’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo ha invece chiuso il 2024 con un traffico commerciale complessivo di 8,9 milioni di passeggeri (+10,1% sul 2023) e oltre 65mila movimenti aerei (+8,9% sul 2023).

Le strategie e gap da colmare

La Regione ha così tracciato le prossime strategie sulla base di un dato non trascurabile: la crescita del turismo in Sicilia è sempre più legata alla qualità dell’esperienza dei turisti, per la quale l’attenzione nei loro confronti è connessa non solo agli standard dei servizi, ma anche alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e alla qualità della vita percepita nell’incontro con le comunità locali.

Un’attrattività e una competitività condizionata da cinque nodi cruciali da sciogliere: l’adeguamento delle infrastrutture e dei servizi di trasporto sia nelle reti lunghe che nel trasporto pubblico locale; la tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e la salvaguardia del territorio dai fattori di rischio; la disponibilità di risorse e l’efficienza delle reti nei settori idrico ed energetico; la promozione dell’imprenditorialità e gli investimenti per la competitività; il sostegno alla transizione verde e digitale.

In tal senso, il Programma triennale di sviluppo turistico 2026-2028 individua tre settori strategici di intervento: l’attrattività della destinazione Sicilia, la competitività delle imprese turistiche, che si estende anche alle imprese del settore dello spettacolo, e la funzionalità del quadro normativo e della governance.

I diversi volti del turismo siciliano e la domanda green

Turismo di lusso

Sul piano dell’attrattività sono individuate le diverse sfaccettature del turismo che racchiudono i distinti segmenti della domanda ritenuti di interesse strategico. Un esempio è il turismo congressuale, che necessita un’adeguata offerta e una promozione delle strutture dedicate, con la riqualificazione dei poli fieristici come il Polo Fiera del Mediterraneo di Palermo. In costante crescita anche il turismo di alta gamma o luxury, che da un lato genera entrate sostanziali e dall’altro opportunità di lavoro più qualificate e durevoli rispetto alla media del settore. Rientra anche il turismo del benessere, che ricomprende una serie di servizi ed esperienze che valorizzano le risorse naturali, dalle terme alle spa, culturali ed enogastronomiche e a cui si lega anche il turismo sportivo. Puntano sulla destagionalizzazione altre forme di turismo come il cineturismo o quelle dello spettacolo. Altre strade sono invece state segnate dal Piano strategico del turismo 2023-2027 redatto dal Ministero del Turismo, come il turismo esperienziale, delle radici o scolastico.

Per il raggiungimento dei target legati alla sostenibilità un ruolo fondamentale è giocato dalla delocalizzazione, che interviene attraverso il rafforzamento di nuovi sistemi di accoglienza vocati al turismo sostenibile, riducendo così i fattori di pressione da overtourism sulle destinazioni prossime alla saturazione, valorizzando identità e patrimoni locali. Un campo che necessità una multidisciplinarietà e che in al senso vede una ridotta disponibilità di strumenti operativi e risorse finanziarie delle politiche Fesr, che rappresentano la componente più cospicua delle politiche di coesione. Un focus è così posto sulle aree interne, nelle quali verranno previsti interventi nei territori già accessibili, nonché nelle aree a media accessibilità, prevedendo azioni di promozione dei territori oggi difficilmente raggiungibili, una volta completate le opere necessarie.

Il tema della sostenibilità viene così analizzato attraverso una visione più ampia non limitato solamente alla tutela del patrimonio ambientale, ma anche come principio guida per approcciare segmenti turistici di media e alta gamma. Un esempio? Il glamping, un’esperienza nella quale le tradizionali attività di camping sono accompagnate dal glamour offerto da particolari servizi e, in alcuni casi, in stile resort. Si apre così una nuova sfida: attrarre un turismo di alta gamma, ma al contempo green ed ecosostenibile.

Cicloturismo

La Sicilia si trova così ad inseguire e ad adeguarsi le nuove richieste del mercato, con la costante crescita della nuova domanda green: un turismo di tipo esperienziale, responsabile, sostenibile, che punta sulla mobilità lenta, con itinerari ciclabili o da percorre a piedi, alla scoperta di siti e luoghi lontani dal concetto più tradizionale di turismo. Il Dipartimento del Turismo pone così come obiettivi la progettazioni e la realizzazione di cammini e percorsi tematici, che coinvolgano in prima linea borghi e aree interne. Valorizzare nuovi itinerari da offrire ai tour operator per la costruzione di specifici pacchetti legati ad esempio alla ceramica tradizionale, alle attività archeologiche e i siti meno noti, l’enogastronomia, l’escursionismo naturalistico e vulcanologico, la cultura e i luoghi del mare, come museri, tonnare o fari. All’interno di questo capitolo, in coerenza con le tendenze europee, trova ampio spazio anche il turismo del benessere.

Le imprese turistiche e la valorizzazione del brand Sicilia

Gli obiettivi più impattanti sul settore strategico, però, si riferiscono alle imprese turistiche e delle spettacolo sia negli aspetti dell’interazione con il contesto esterno, sia nella dimensione interna all’impresa stessa laddove si intende accompagnare una crescita evolutiva del modo di produrre fornendo un sostegno alla transizione verde e digitale delle imprese turistiche.

Il Programma triennale offre due priorità di intervento. La prima è diretta al sostegno alle imprese della filiera turistica e dello spettacolo, sia nelle fasi della loro nascita che nei processi di crescita e di riconversione di quelle esistenti. La seconda è l’incentivo alla diffusione dei servizi innovatici, spingendo le imprese, anche in collaborazione con l’Agenzia regionale per l’innovazione tecnologica (Arit), come il content marketing (che consente l’identificazione e il raggiungimento di azioni di marketing dedicate a nicchie specifiche di clientela), strumenti dedicati e piattaforme per facilitare l’offerta dei servizi e i sistemi di comunicazione.

La visione strategica si estende anche al di là dello Stretto, fuori dai confini regionali. Tra le azioni cardine spiccano così: gli aiuti alle imprese del settore turistico per ampliare la base produttive e migliorarne la competitività; il sostegno agli operatori del settore cinematografico e audiovisivo; le iniziative mirate per il supporto agli operatori nei segmenti di mercato strategici ed emergenti.

Grande attenzione è rivolta alla valorizzazione del brand Sicilia attraverso l’internalizzazione attraverso Borse, Fiere (tra le principali indicate BIT Milano, ITB Berlino, TTG Rimini, WTM Londra, IBTM Barcellona e ILTM Cannes) e iniziative di incoming e outgoing. Per il primo semestre dell’anno 2026 è previsto l’avvio dell’iter per la selezione delle fiere da inserire nel calendario e la definizione di tutte le attività connesse alla modalità di partecipazione. A partire dalla seconda metà dell’anno l’attività entrerà pienamente a regime continuando nei successivi anni del triennio. Si prevede inoltre di programmare interventi di promozione per conquistare nuovi spazi di mercato sia in Italia sia all’estero, assicurando anche la partecipazione istituzionale a tutte le inizia1ve di settore, ovvero le Borse turistiche internazionali, per sostenere in modo organico ed efficace il brand Sicilia. In tal senso verranno impiegati fondi regionali e del Po Fesr Sicilia 2021- 2027.

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