L’ex presidente della Regione Rosario Crocetta è l’ospite della puntata n.351 di Bar Sicilia, condotta da Maria Calabrese e Maurizio Scaglione.
A seguito della sentenza di prescrizione che lo ha assolto dopo cinque anni dall’accusa di corruzione “per un bonifico al mio movimento di 5 mila euro”, nell’ambito dell’inchiesta sul processo Montante, Crocetta è più sereno e felice, ma racconta della sua inquietudine che lo ha tormentato durante tutti questi anni di incertezza.
Sindaco di Gela dal 2003 al 2009, deputato al Parlamento europeo dal 2009 al 2012, presidente della Regione Siciliana dal 2012 al 2017, Crocetta afferma di non pensare ad una ricandidatura alle Regionali del 2027. Un pensionato, certamente, ma che osserva da vicino la politica siciliana. Non ne manda a dire quando parla del Partito democratico: “un partito che litiga e che non pensa più al bene comune”, al quale appartiene da sempre, ma che non riconosce più. Un partito che lo ha messo da parte e dal quale si aspettava una maggiore solidarietà. Non per questo, tuttavia, ha smesso di essere un tesserato.
Dopo la politica Crocetta si è trasferito in Tunisia per poi ritornare in Sicilia, a Tusa.



