Non basta sapere quanto si gioca per capire l’impatto del gioco d’azzardo sui territori. Una regione più popolosa o più ricca può registrare volumi elevati semplicemente perché ha più abitanti e più reddito. Per questo, Imiglioricasinoonline.net (Imco) ha realizzato un’analisi che cambia prospettiva: misura quanto le perdite nette da gioco online incidono sul reddito disponibile delle famiglie, regione per regione.

Un indicatore che mette in relazione il costo effettivo del gioco online con la capacità economica dei territori. Il risultato è una fotografia netta, che tende a premiare le aree più robuste e a mettere in evidenza quelle più fragili: quando il reddito disponibile è più basso, anche perdite non enormi in valore assoluto possono trasformarsi in una quota rilevante delle risorse familiari.
Il risultato evidenzia un’Italia divisa: l’incidenza cresce nelle regioni dove il reddito complessivo è più fragile. In testa alla classifica c’è la Campania, dove le perdite online valgono lo 0,71% del reddito disponibile delle famiglie (661,6 milioni di euro su 92.993,0 milioni). Subito dietro la Calabria, con un’incidenza dello 0,70% (210,2 milioni su 30.011,3 milioni). Terza la Sicilia, allo 0,61% (500,3 milioni su 82.563,0 milioni).
Il dato chiave, dal lato del gioco, non è la “raccolta”, cioè il totale delle giocate effettuate, ma la voce “spese (perdite)”. Si tratta della differenza tra quanto viene giocato e quanto torna indietro in vincite. È, a tutti gli effetti, il costo netto sostenuto dai giocatori, e rappresenta la misura più corretta per discutere di impatto economico e sociale.
Dal lato del reddito, non utilizziamo un valore medio o pro-capite, ma il reddito disponibile lordo complessivo delle famiglie in ciascuna regione. È la somma delle risorse effettivamente disponibili per consumi e risparmio, al netto di imposte e contributi, così come definita dall’ISTAT nei Conti economici territoriali.
La tabella delle Regioni
Mettere al numeratore le perdite totali e al denominatore il reddito disponibile totale consente di confrontare grandezze omogenee. Per il numeratore hanno utilizzato le perdite da azzardo da remoto (online) per regione relative al 2023, pubblicate nel volume Il Libro nero dell’azzardo – Edizione 2025, curato da CGIL, Federconsumatori e Isscon. La tabella di riferimento riporta, per ciascuna regione e per annualità, raccolta, vincite e spese (perdite) del gioco da remoto; ai fini di questa analisi abbiamo estratto la colonna delle perdite per l’anno 2023.
Per il denominatore hanno utilizzato il reddito disponibile lordo delle famiglie nei Conti economici territoriali ISTAT. Poiché il dato 2023 definitivo sul reddito regionale viene diffuso con un leggero ritardo rispetto all’anno di riferimento, nel file di lavoro operativo il reddito disponibile 2023 è stimato a partire dal 2022, applicando le variazioni territoriali riportate nella più recente pubblicazione ISTAT sui conti economici territoriali. Questo consente di ottenere un valore 2023 omogeneo e confrontabile con le perdite da gioco online dello stesso anno.
In tabella, i valori sono espressi in milioni di euro, una scelta che rende i numeri più leggibili senza alterarne il significato. Un’ultima precisazione: la fonte sul gioco online fornisce una disaggregazione regionale. Per questo motivo la tabella riguarda 20 regioni: il Trentino-Alto Adige è riportato come regione unica quando la fonte sul gioco non consente lo scorporo tra le due Province autonome.
| Pos. | Regione | Reddito disponibile famiglie (mln €) | Perdite gioco online (mln €) | Incidenza |
| 1 | Campania | 92.993,0 | 661,6 | 0,71% |
| 2 | Calabria | 30.011,3 | 210,2 | 0,70% |
| 3 | Sicilia | 82.563,0 | 500,3 | 0,61% |
| 4 | Basilicata | 9.454,8 | 53,5 | 0,57% |
| 5 | Puglia | 67.774,6 | 383,6 | 0,57% |
| 6 | Molise | 7.468,4 | 42,2 | 0,56% |
| 7 | Abruzzo | 31.904,8 | 155,9 | 0,49% |
| 8 | Sardegna | 32.864,1 | 125,9 | 0,38% |
| 9 | Lazio | 150.601,8 | 530,4 | 0,35% |
| 10 | Marche | 40.320,9 | 125,0 | 0,31% |
| 11 | Umbria | 23.220,0 | 66,7 | 0,29% |
| 12 | Liguria | 48.158,5 | 129,9 | 0,27% |
| 13 | Toscana | 94.665,3 | 244,5 | 0,26% |
| 14 | Piemonte | 108.797,5 | 250,0 | 0,23% |
| 15 | Veneto | 119.216,0 | 250,0 | 0,21% |
| 16 | Emilia-Romagna | 114.620,5 | 230,1 | 0,20 |
| 17 | Friuli-Venezia Giulia | 31.702,0 | 60,2 | 0,19% |
| 18 | Valle d’Aosta | 4.507,0 | 8,1 | 0,18% |
| 19 | Lombardia | 215.546,0 | 374,7 | 0,17% |
| 20 | Trentino-Alto Adige | 37.560,0 | 57,3 | 0,15% |
In Sicilia le perdite online nel 2023 raggiungono 500,3 milioni di euro, a fronte di 82.563,0 milioni di reddito disponibile: l’incidenza è dello 0,61%, terza più alta in Italia. Il confronto con la Lombardia è particolarmente indicativo: a parità di metrica, il peso sul reddito è più che triplo (0,61% contro 0,17%), segnalando come l’azzardo online possa gravare in modo molto diverso su territori con capacità economiche differenti. È un dato che funziona anche in chiave locale perché combina un ammontare assoluto elevato (oltre mezzo miliardo) con un’incidenza tra le più alte del Paese.
Se l’online si presta a un ragionamento sul peso economico, il canale fisico si racconta meglio attraverso la geografia dell’offerta, cioè quante macchine e quanti punti vendita sono presenti sul territorio. Nel Libro Blu 2023, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica una dettagliata tabella sulla rete di vendita per il comparto apparecchi (AWP, VLT e apparecchi ex comma 7), riferita all’anno 2023 e organizzata per “Uffici dei Monopoli”, che in alcuni casi coincidono con una regione e in altri accorpano più territori.
Le concentrazioni sono nette: Lombardia in testa con 8.215 esercizi AWP, 40.757 AWP, 662 sale VLT e 10.384 VLT, seguita da Campania (5.197 esercizi, 29.357 AWP, 529 sale VLT, 4.917 VLT) e Lazio (4.289 esercizi, 20.599 AWP, 446 sale VLT, 5.543 VLT). Tra le aree più presidiate rientrano anche Veneto (4.131 esercizi e 21.136 AWP) ed Emilia-Romagna (3.867 esercizi e 20.800 AWP).
Alcuni “Uffici dei Monopoli” aggregano più territori: “Puglia, Basilicata e Molise” arriva a 4.601 esercizi e 23.178 AWP, mentre “Piemonte e Valle d’Aosta” registra 2.530 esercizi e 13.919 AWP, con 5.192 VLT.
Anche la Sicilia presenta una rete ampia nel canale apparecchi, con 3.145 esercizi, 13.243 AWP, 241 sale VLT e 2.057 VLT, mentre la Sardegna mostra 2.128 esercizi e 9.045 AWP, ma un numero molto più contenuto di sale VLT (40), segnalando una struttura dell’offerta diversa.
In sintesi, l’analisi sul fisico affianca quella dell’online: non solo “quanto si perde”, ma anche dove (e quanto) il gioco è presente nella quotidianità dei territori. Riuscendo con la sua visibilità, forse, persino a convertire un passante in un giocatore virtuale.

“Non basta sapere quanto si gioca per capire l’impatto del gioco d’azzardo sui territori. Non significa che al Nord non si giochi, ma che la stessa spesa pesa diversamente in base alla capacità economica complessiva delle famiglie. In questo modo la metrica descrive l’impatto economico relativo, rendendo comparabili territori diversi per dimensione e ricchezza”, è il commento di Claudio Poggi, esperto di Imiglioricasinoonline.net.
Il punto che emerge con più forza è che l’azzardo online, misurato attraverso le perdite nette, non pesa ovunque allo stesso modo. La stessa spesa produce pressioni economiche molto diverse perché diverso è il denominatore: il reddito disponibile delle famiglie. La fotografia che ne deriva è chiara: l’incidenza è più alta nelle regioni dove la capacità economica è più fragile, e questo rende il fenomeno inevitabilmente anche sociale.
Affiancare all’analisi dell’online la mappa dell’offerta fisica permette di completare il quadro, offrendo chiavi di lettura alternative e territoriali. È solo tenendo insieme queste due dimensioni che il gioco d’azzardo può essere compreso davvero come fenomeno economico e sociale.
Fonti: https://www.imiglioricasinoonline.net/blog/gioco-reddito-azzardo-online-famiglie.php
- CGIL – Federconsumatori – Isscon, Il Libro nero dell’azzardo – Edizione 2025 (PDF): https://files.cgil.it/version/c:NmJlYzY1ZWMtMTRkOC00:NzFjYTAyYzEtNmI0Zi00/libro-nero-azzardo-3luglio2025.pdf
- ISTAT, Conti economici territoriali (accesso ai dati e documentazione): https://www.istat.it/it/archivio/conti-economici-territoriali
- ISTAT, Scheda qualità – Reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane: https://www.istat.it/scheda-qualita/reddito-disponibile-delle-famiglie-nelle-regioni-italiane/
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Libro Blu 2023 – Relazione annuale (PDF): https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/228258926/Libro+blu+2023+-+Relazione+%281%29.pdf
Nota Metodologica
Imiglioricasinoonline.net ha calcolato un indicatore regionale di incidenza mettendo in relazione le spese (perdite) da azzardo da remoto (online) nel 2023 con il reddito disponibile lordo complessivo delle famiglie nello stesso territorio (in milioni di euro). L’incidenza è stata calcolata come rapporto percentuale: (perdite / reddito disponibile) × 100.
Le perdite online regionali derivano dal report “Il Libro nero dell’azzardo – Edizione 2025” (CGIL, Federconsumatori, Isscon) su base ADM; il reddito disponibile deriva dai Conti economici territoriali ISTAT.
L’analisi considera il 2023 come anno di confronto.
Il costo invisibile: l’impatto economico e sociale in Sicilia
I numeri contenuti nel “Libro Nero dell’Azzardo 2025” non sono semplici cifre su un foglio; sono il battito di un’economia che sanguina e il grido silenzioso di migliaia di famiglie siciliane. Per comprendere la portata di questa “piaga”, dobbiamo guardare oltre le percentuali e osservare come l’azzardo stia riscrivendo il destino dell’Isola su tre livelli: economico, umano e legale.
L’emorragia economica: sogni che sottraggono “pane”
Ogni volta che un cittadino siciliano clicca su “punta” dal proprio smartphone, si innesca un meccanismo di drenaggio spietato. Nel 2023, la Sicilia ha visto svanire oltre 500 milioni di euro in perdite nette nel solo gioco online. È una cifra che gela il sangue se pensiamo all’economia reale: quei soldi sono stati sottratti ai negozi di vicinato, alle botteghe artigiane, alla spesa alimentare e all’istruzione.

Mentre i profitti volano verso le casse di multinazionali con sede nei paradisi fiscali, sul territorio restano le macerie del sovraindebitamento. Per molte famiglie, il debito da gioco non è che il primo passo verso l’abisso: quando le banche chiudono le porte, si spalancano quelle dell’usura familiare. In Sicilia, il gioco d’azzardo è diventato la via maestra attraverso cui il ceto medio scivola verso la povertà assoluta, barattando la sicurezza della casa con il miraggio di una vincita che non arriva mai.
Il danno sanitario: la Pandemia “GAP” tra le mura di casa
L’azzardo online ha compiuto un salto di specie: è diventato “invisibile”. Oggi non serve più entrare in una sala scommesse polverosa; la dipendenza abita nelle camere da letto dei nostri figli e nelle borse delle madri di famiglia. La Sicilia sta affrontando una vera nuova pandemia: il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP).
L’impatto emotivo è devastante. La dipendenza rompe i legami di fiducia, distrugge i matrimoni e spinge i giovani all’abbandono scolastico, intrappolati in un loop di dopamina e disperazione. I nostri SERT sono in trincea, cercando di curare pazienti che portano con sé non solo un disturbo psichico, ma il peso di aver tradito i propri cari. È un costo sociale immenso, fatto di vite sospese e di un sistema sanitario regionale che deve farsi carico di ferite che la prevenzione avrebbe potuto evitare.
L’ombra delle Mafie: l’azzardo come “bancomat della criminalità”
Infine, c’è l’aspetto più cupo: la legalità. Come denunciato dai report più recenti, le mafie siciliane hanno trasformato l’online nel loro “bancomat” preferito. Per Cosa Nostra, le piattaforme di gioco sono lavatrici perfette per ripulire il denaro sporco.
Quando leggiamo di piccoli comuni siciliani con giocate pro capite di 5.000 euro, dobbiamo avere il coraggio di dire la verità: non sono scommettitori accaniti, sono operazioni di riciclaggio. L’azzardo legale, paradossalmente, offre lo schermo perfetto dietro cui i clan controllano il territorio, sfruttando la debolezza dei singoli per alimentare il potere criminale.
Un futuro da riconquistare
La Sicilia sta pagando un tributo che non può più permettersi. Non è solo una questione di controlli o di repressione: finché continueremo a considerare l’azzardo come una semplice “entrata erariale”, ignoreremo il fatto che stiamo svendendo la stabilità delle nostre famiglie e la libertà dei nostri territori.
Riconquistare questi spazi, educare i giovani e limitare l’accessibilità selvaggia all’online non è più una scelta, ma un dovere morale per evitare che la Sicilia diventi l’Isola che si gioca il futuro su un tavolo verde digitale.





