Condividi
Dati Annuario: come cambia il profilo socioculturale

La televisione italiana nel 2025 resiste come baricentro mediatico nell’era digitale: in crescita Smart TV, streaming e piattaforme alternative

mercoledì 11 Febbraio 2026
:

Nonostante la frammentazione dei device e la crescita dello streaming, la TV tradizionale italiana resta il cuore del consumo audiovisivo nazionale. Smart TV, smartphone e intelligenza artificiale ridefiniscono abitudini e contenuti.

 

La televisione italiana non arretra, ma cambia pelle. Nell’era dello “streamcasting”, dove broadcasting tradizionale e streaming online si intrecciano, i numeri dell'”Annuario 2025″  raccontano una realtà meno scontata di quanto si potrebbe pensare: quasi tre ore e venti minuti di consumo quotidiano, oltre 35 milioni di contatti al giorno e 19,6 milioni di spettatori in prime time.

Mentre Smart TV e smartphone ridefiniscono modalità e tempi di fruizione, la TV lineare continua a occupare un ruolo centrale nel sistema mediale nazionale. Cresce l’ibridazione tra schermi e piattaforme, aumenta l’uso delle TV connesse e si amplia l’offerta digitale, ma la dimensione collettiva dell’esperienza televisiva resta un punto di riferimento culturale e sociale.

L’Annuario 2025 fotografa un settore resiliente, attraversato da trasformazioni tecnologiche e sfide economiche, ma ancora capace di parlare a generazioni diverse e di costruire momenti condivisi nel panorama frammentato dell’audiovisivo contemporaneo.

 

I dati dell’Annuario 2025

 

L’era dello streamcasting ha segnato un punto di svolta per il panorama televisivo italiano. Il concetto, che descrive l’ibridazione tra il broadcasting tradizionale e lo streaming online, non è solo un fenomeno tecnologico: racconta le abitudini culturali e sociali di milioni di italiani, dalle fasce più giovani a quelle più adulte, e mostra come la televisione resti un punto di riferimento anche in un contesto di offerta frammentata.

Dal settembre 2024 al maggio 2025, il consumo medio di TV in Total Audience si è attestato a circa 8,73 milioni di spettatori nel giorno medio, una cifra che rappresenta una flessione di appena l’1,2% rispetto all’anno precedente, pari a circa 100 mila spettatori in meno. Anche il prime time, tradizionalmente il momento più seguito della giornata, ha registrato un numero di spettatori notevole, 19,6 milioni, con un calo limitato dell’1,4%.

Dati simili si confermano sull’intero anno solare 2025, durante il quale la TV tradizionale ha mantenuto un ruolo centrale con quasi 3 ore e 20 minuti di consumo medio giornaliero, raggiungendo oltre 35 milioni di contatti e un ascolto medio giornaliero superiore ai 7,6 milioni di spettatori.

La televisione tradizionale, dunque, non arretra. E questo nonostante la crescita significativa dell’offerta video, che oggi comprende oltre ai canali lineari anche servizi di streaming, piattaforme on demand, YouTube e social media. L’ascolto “non riconosciuto”, che misura i consumi su questi servizi non misurati granularmente, resta stabile attorno a 1,7 milioni di spettatori medi nel giorno, mentre in prima serata gli spettatori medi per i servizi non lineari si attestano a quasi 3,9 milioni.

Questi numeri dimostrano che, pur in un contesto frammentato, la TV lineare continua a essere il fulcro del consumo audiovisivo italiano, capace di generare momenti condivisi e di aggregazione.

L’impatto della tecnologia è evidente soprattutto nelle case italiane. Le Smart TV hanno superato per la prima volta la soglia del 50% del parco complessivo, con 22,2 milioni di unità, e generano oggi circa il 40% del consumo televisivo medio, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente.

Parallelamente, gli smartphone confermano la loro diffusione capillare, con 50,3 milioni di device (64,5% degli schermi non televisivi), seguiti dai computer con 20,2 milioni e dai tablet con 7,4 milioni. Questo scenario non riguarda solo le fasce più giovani: l’adozione di Smart TV tra gli ultra 65enni è aumentata del 10,5%, mostrando come la tecnologia riesca a integrarsi nelle abitudini consolidate della popolazione adulta, senza sostituire l’esperienza lineare tradizionale ma ampliandone le possibilità di fruizione.

Il concetto di streamcasting, al centro dell’Annuario 2025 curato da Massimo Scaglioni, professore ordinario di Economia e marketing dei media e direttore del Ce.R.T.A. presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, descrive questo scenario di ibridazione.

Quattro soggetti principali si muovono nello spazio audiovisivo: i broadcaster tradizionali, le piattaforme globali, i servizi di streaming e i social media. L’insieme dei contenuti non riconosciuti da Auditel cresce lievemente (+1,7%) rispetto al 2024, raggiungendo il 18,8% del consumo complessivo, segnalando come le nuove modalità di fruizione siano sempre più integrate con la televisione lineare, anziché sostituirla.

I numeri sui contenuti sono altrettanto evidenti delle trasformazioni in corso.

La produzione di Digital Video Entertainment, in particolare gli unscripted lineari, cresce sia in titoli (+6%) sia in ore (+3%), mentre le ore di unscripted sui servizi OTT registrano un calo del 7%.

La produzione indipendente mostra segni di vitalità nel tradizionale, con un aumento sia nei titoli (+4%) sia nelle ore (+7%), trainata dal prime time (+9%) e dal daytime (+16%). Il 2025 è stato l’anno del Factual e del Game, generi che crescono rispettivamente del 44% e del 42% in termini di ore, confermando un interesse del pubblico per contenuti partecipativi e informativi, capaci di coniugare intrattenimento e conoscenza.

La produzione scripted originale, invece, segna un calo complessivo: 93 titoli per 658 ore, con un -24% nei titoli e -12% nelle ore, coinvolgendo sia i canali free (-20% titoli, -8% ore) sia le piattaforme pay (-33% titoli, -25% ore). Tuttavia, la stagione 2024-25 segna l’esordio di alcune delle produzioni italiane più costose di sempre. Il costo complessivo dell’offerta originale supera 894 milioni di euro (+15% sul 2023-24), con un costo medio per minuto che supera i 27 mila euro (+26%). La componente free cresce fino a 498 milioni di euro (+23%), con un costo medio di circa 19 mila euro al minuto (+27%), mentre la pay registra un aumento più contenuto (+7%), ma con un costo unitario di oltre 57 mila euro al minuto (+38%). Le grandi produzioni premium e le co-produzioni internazionali sono i principali motori di questa crescita.

Anche il comparto notiziari e speciali mostra vitalità, con oltre 9.300 ore complessive tra notiziari, rubriche e speciali. Gli speciali informativi aumentano fino a circa 309 ore (+140%), mentre gli eventi sportivi in chiaro raggiungono 920 ore (+2%), dimostrando come la televisione lineare continui a rispondere a bisogni di informazione immediata e partecipazione collettiva.

 

Le dichiarazioni istituzionali sui risultati dell’Annuario 2025

Sul piano istituzionale, le dichiarazioni sui dati dell’Annuario 2025 confermano la centralità del tema. Il 1o febbraio presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto si è svolto un convegno dedicato proprio all’ “Annuario della televisione italiana 2025 – Le sfide dello streamcasting”, che ha trattato la questione e analizzato i dati.

Ecco alcune delle dichiarazioni:

Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, ha rilevato: “L’Annuario rappresenta uno strumento prezioso, perché offre una guida tra passato e futuro del servizio televisivo e delle piattaforme digitali. Le piattaforme si stanno moltiplicando e anche il servizio pubblico sta adottando nuovi strumenti per affrontare una sfida che va costruita insieme poiché ha una portata globale, riguardando non solo la televisione, ma anche l’editoria e il mondo della carta stampata. È necessario promuovere una riflessione sul ruolo delle piattaforme, che non devono essere viste solo sotto il profilo della convenienza economica, ma come soggetti chiamati a contribuire, anche su base volontaria, alla valorizzazione delle specificità del prodotto televisivo italiano, puntando sulla qualità e non soltanto sull’ampiezza dell’offerta culturale. In questo senso è fondamentale il lavoro svolto con l’AGCOM, non solo in termini di controllo, ma soprattutto di dialogo. In tale contesto la politica deve fornire un orientamento, ma anche interagire con chi studia e conosce a fondo i settori su cui è chiamata a intervenire”.

Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, ha affermato: “La ricerca evidenzia come lo streaming online non sia più un compartimento stagno, ma si integri sempre di più con la televisione lineare, che mantiene un ruolo centrale pur espandendosi su nuovi device. In questo processo di integrazione, le Smart TV hanno superato una soglia significativa all’interno del parco complessivo dei dispositivi. Il sistema televisivo italiano si conferma vivo, reattivo e capace di investire. Per proteggere questa ricchezza produttiva è necessario affrontare il tema della legalità digitale: insieme all’AGCOM lavoriamo per contrastare ed estirpare la pirateria digitale. È una direzione corretta, ma non ci fermeremo qui. È necessario che chiunque operi nel mercato rispetti le regole di trasparenza valide per tutti i player. La televisione italiana resta il cuore pulsante del nostro immaginario collettivo, in tal senso garantiremo che l’innovazione tecnologica sia sempre accompagnata dalla certezza del diritto e dalla valorizzazione della qualità”.

Massimo Scaglioni, Professore ordinario di Economia e marketing dei media, ha dichiarato: “Siamo entrati ormai in un’epoca nuova per i media audiovisivi, quella che abbiamo chiamato l’era dello streamcasting, dove il broadcasting della TV tradizionale si ibrida e si fonde col mondo digitale delle piattaforme di streaming. Cambia così il mercato e le sue sfide: se la TV tradizionale resta sorprendentemente centrale, con quasi 3 ore e venti di consumo quotidiano da parte degli italiani, i competitor nel mondo audiovisivo crescono. Non solo i servizi di streaming, ma anche YouTube e i social media. Le sfide dello streamcasting riguarderanno i contenuti e le risorse pubblicitarie, e la domanda di fondo è come preservare un sistema mediale in grado di garantire risorse capaci di realizzare prodotti di qualità per l’informazione e l’intrattenimento”.

Giacomo Lasorella, Presidente AGCOM, ha osservato: “La ricerca è molto interessante perché introduce il concetto di streamcasting, caratterizzato dalla presenza di molteplici flussi di contenuti ai quali consumatori e cittadini attingono sempre più liberamente, mentre le barriere tra televisione lineare e online tendono progressivamente ad assottigliarsi. Emergono due temi principali: la necessità di garantire, in conformità con la normativa europea, un’adeguata preminenza ai servizi di interesse generale e la questione delle audience, in un contesto in cui televisioni lineari e TV digitali si incrociano sempre di più, rendendo opportuno disporre di mercati di consumo e di ascolto omogenei, condivisibili e comparabili”.

Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente Auditel, ha aggiunto: “I media riflettono i cambiamenti della società: per capire interessi e preoccupazioni degli italiani basta osservare cosa guardano. Senza una misurazione condivisa, il mercato perderebbe forma e capacità di orientamento. Viviamo una fase cruciale, in cui i confini tra linguaggi, piattaforme e pubblici non sono più linee nette. Di fronte alla moltiplicazione dei device, servono adattamento e visione strategica. Auditel ha accompagnato questo cambiamento, mentre i broadcaster hanno continuato a presidiare lo streaming mantenendo il loro ruolo centrale. Il pubblico cambia modalità di fruizione, ma continua a cercare momenti di condivisione: il grande ascolto si costruisce. Anche in un contesto frammentato, la televisione resta uno spazio fondamentale, capace di parlare al presente e al futuro. È necessaria, in tal senso, una responsabilità condivisa tra editori, istituzioni e organismi di garanzia per affrontare uno scenario in rapida evoluzione”.

Fabrizio Angelini, Amministratore Delegato Sensemakers, ha sottolineato: “L’attuale fase del mercato televisivo è caratterizzata dalla resilienza della TV lineare e da una competizione sempre più forte per intercettare la crescita generata dalla penetrazione delle TV connesse e dalle nuove forme di fruizione. Se gli streamcaster da un lato stanno ottimizzando la distribuzione dei propri contenuti sui social network, dall’altro continuano a sviluppare l’offerta sulle proprie piattaforme digitali prevalentemente in modalità Catch Up Tv. Gli streamers si confrontano invece su un mercato delle sottoscrizioni prossimo alla saturazione e spostano la competizione sulla raccolta pubblicitaria anche allargando le proprie library a generi di contenuto tipici della TV lineare”.

Perchè questi dati? Un’analisi socioculturale 

L’analisi dei dati dell’Annuario 2025 non è solo numerica. La TV tradizionale, pur in un contesto frammentato, mantiene un ruolo centrale per ragioni profonde legate alla cultura e alla struttura sociale del Paese. La permanenza di quasi tre ore e venti minuti di consumo quotidiano non è casuale: risponde a un bisogno collettivo di condividere esperienze, discutere eventi, partecipare alla narrazione nazionale. La televisione è ancora il luogo dove si incontrano generazioni diverse, dalle famiglie alle comunità online, creando un senso di identità condivisa che i device personali non riescono a replicare completamente.

L’aumento dell’adozione delle Smart TV tra gli over 65 segnala una trasformazione culturale: gli italiani più maturi stanno integrando strumenti digitali nelle loro abitudini, dimostrando apertura all’innovazione senza abbandonare la fruizione lineare consolidata. Ciò è favorito anche dalla familiarità con i contenuti e dalla volontà di mantenere la connessione con la comunità attraverso programmi condivisi, eventi sportivi e notizie. La tecnologia, quindi, non sostituisce la TV ma ne amplia le possibilità, generando un consumo più ricco e stratificato.

D’altra parte, il consumo di contenuti non riconosciuti da Auditel, che comprende servizi SVOD, social media e piattaforme digitali, cresce come risposta alle esigenze di autonomia e flessibilità, soprattutto tra i giovani e i professionisti. Questi spettatori cercano di modellare la fruizione secondo i propri ritmi di vita e interessi personali, un fenomeno che riflette la frammentazione della società contemporanea e la ricerca di identità individuale attraverso la cultura audiovisiva.

Il boom dei generi Factual e Game e la crescita della produzione indipendente rispondono a un bisogno culturale di autenticità, partecipazione e stimolo cognitivo. La popolarità del Factual deriva dalla combinazione di intrattenimento e conoscenza, mentre i Game show creano coinvolgimento diretto, interazione e competizione tra spettatori. La TV lineare, pur confrontandosi con piattaforme digitali, riesce così a preservare la propria capacità di parlare al pubblico e di stimolare conversazioni collettive.

I dati sulla produzione scripted mostrano un calo, ma le produzioni più costose e le co-produzioni internazionali confermano l’investimento del sistema nella qualità e nella competizione globale. Questo equilibrio tra innovazione e tradizione è fondamentale per sostenere un ecosistema mediale che continua a svolgere un ruolo educativo e culturale, oltre che di intrattenimento.

Infine, gli algoritmi di raccomandazione e l’AI non incidono solo sui processi produttivi, ma anche sulla percezione culturale. La possibilità di scoprire contenuti personalizzati ridefinisce le abitudini di consumo e influenza gusti, conversazioni e comportamenti sociali. L’obiettivo per il futuro sarà bilanciare questa flessibilità con la necessità di garantire contenuti di qualità, trasparenza e coesione culturale.

La TV italiana del 2025 resta centrale non solo per ragioni economiche o tecnologiche, ma perché riflette e sostiene la società italiana stessa. Lo streamcasting non rappresenta un’alternativa alla televisione tradizionale, ma un suo naturale ampliamento, capace di coniugare collettività, personalizzazione e innovazione. Comprendere questi dati significa comprendere l’Italia contemporanea, le sue abitudini, i suoi valori e il modo in cui costruisce e condivide il proprio immaginario collettivo.

 

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Riforma della dirigenza, Abbate: “Presentati 26 emendamenti, evitare che la riforma si blocchi” CLICCA PER IL VIDEO

Il presidente della I Commissione Ignazio Abbate ha deciso di allungare i tempi per la presentazione degli emendamenti, fissando il nuovo limite a martedì 16 giugno

BarSicilia

Maria Terranova a Bar Sicilia: “Termini Imerese modello per il campo largo. Candidata alle regionali? Continuo a fare la sindaca” CLICCA PER IL VIDEO

Ospite di Bar Sicilia la regina delle preferenze in quest’ultime elezioni amministrative, la sindaca di Termini Imerese Maria Terranova

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.

ilSicilia.it