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Agrumeti in ginocchio

Grandine nell’Agrigentino, Daino: “Devastata l’Arancia di Ribera DOP. Un colpo durissimo per le aziende”

sabato 21 Febbraio 2026

Una violenta grandinata si è abbattuta nelle scorse ore sul territorio di Ribera e nei comuni limitrofi, mettendo in ginocchio decine di aziende agricole e colpendo duramente la produzione dell’Arancia di Ribera DOP.

Chicchi di ghiaccio di grosse dimensioni hanno colpito gli agrumeti per diversi minuti, provocando la caduta prematura dei frutti, gravi lesioni sulla buccia delle arance rimaste sugli alberi e danni strutturali alle piante.

Un impatto che compromette non solo la quantità, ma soprattutto la qualità del raccolto.

 

Perdite ingenti per le aziende

Secondo una prima stima fornita dal presidente Salvatore Daino, in alcune contrade i danni superano l’80% della produzione. Le arance colpite dalla grandine presentano ammaccature e spaccature che le rendono invendibili sul mercato del fresco, destinandole — nella migliore delle ipotesi — alla trasformazione industriale, con ricavi nettamente inferiori.

“È un colpo durissimo — racconta il presidente dell’Arancia di Ribera DOP, Salvatore Daino —. Non ci voleva proprio. Eravamo in una fase delicata della campagna agrumicola, dopo mesi di sacrifici e dopo aver superato, almeno in parte, le difficoltà legate alla crisi idrica. Poi sono arrivate le piogge torrenziali, accompagnate da venti forti che hanno già colpito molti agrumeti. Adesso si è aggiunta anche la grandine. Vedere il raccolto distrutto in pochi minuti è devastante”.

Emergenza e richieste di sostegno

Le aziende chiedono il riconoscimento dello stato di calamità naturale e interventi immediati a sostegno del comparto. Tra le richieste principali figurano ristori economici, sospensione dei mutui e contributi per il ripristino degli impianti danneggiati.

L’agrumicoltura rappresenta uno dei principali motori economici del territorio riberese. Senza un sostegno concreto, il rischio è un effetto domino sull’intera filiera, con ripercussioni sull’occupazione e sull’indotto locale.

La speranza degli operatori è che le istituzioni intervengano rapidamente per salvaguardare un’eccellenza siciliana, simbolo di qualità e tradizione.

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