Una storia da scoprire, celata sottoterra e che nasconde l’anima greca di Francavilla di Sicilia. Nuova serie di scavi nel comune ionico della provincia di Messina. La ricerca, condotta da un team svedese guidato dal professore Kristian Göransson dell’Università di Göteborg, si sta svolgendo in particolare su un terreno compreso fra l’area demaniale e Palazzo Cagnone. Bene sotto la custodia del Parco Archeologico Naxos-Taormina. In particolare, gli studiosi stanno lavorando per riportare alla luce un’abitazione greca risalente ad un periodo compreso fra il V e III secolo A.C. Un segno tangibile della presenza ellenica in in uno dei primi avamposti siciliani.
Il nuovo sito del Parco Archeologico Naxos-Taormina
Un sito ritenuto chiave da Maria Grazia Vanaria, funzionario ed archeologo del Parco Naxos Taormina. “Questo scavo rappresenta la prosecuzione della ricerca archeologica avviata nel 2000. Sta riportando alla luce l’antico tessuto urbano della Francavilla greca. La zona si trova fra Palazzo Cagnone e l’area demaniale. Quest’ultima riveste un ruolo molto importante. L’area demaniale è molto importante. Ha restituito l’abitato greco di Francavilla di Sicilia. Un centro che ad oggi rimane anonimo“.
Il team svedese a lavoro a Francavilla di Sicilia
Gli scavi sono stati dati in concessione all’istituto di studi svedesi grazie ad una convenzione di scavo stipulata fra il Parco Archeologico di Naxos-Taormina, il Comune di Francavilla di Sicilia, la Sovrintendenza di Messina e l’Università di Göteborg. “Abbiamo già fatto cinque campagne di scavo. Siamo tornati per esplorare questo abitato greco – ha dichiarato Kristian Göransson, professore associato dell’Università di Göteborg -. Vogliamo controllare se questo abitato rappresenta una naturale prosecuzione di quanto scoperto nell’area demaniale. Stiamo lavorando sulle mura per capire tutto questo“.
Il legame fra l’Isola e la Svezia
Una campagna che conferma il legame, a livello archeologico, fra la Sicilia e la Svezia. “L’individuazione del sito nasce da una vecchia collaborazione – spiega Kristian Göransson -. Sono stato invitato qui al parco Naxos-Taormina sul solco di una collaborazione risalente al periodo degli scavi di Morgantina. Un sito su cui molti archeologici svedesi hanno lavorato. E io sono parte di questa tradizione“.




