L’arte che incontra la cristianità. La manualità che si sposa con i valori di comunità e di pace. Anche quest’anno, a Salemi, si ripete la tradizione della “cena” di San Giuseppe. Una ricorrenza che affonda le proprie radici nella cultura siciliana, anche se con varie sfaccettature da comune in comune.
A promuovere l’iniziativa è il Comune di Salemi, di concerto con vari soggetti del territorio. A cominciare dagli istituti scolastici. L’0biettivo è quello di tramandare i gesti, i valori e le arti legati alla tradizione della “cena”. Una sorta di altare adornato da agrumi, alloro e pani lavorati attraverso strumenti particolari. Manualità che permettono di creare dei veri e propri capolavori d’artigianato.
Le “cene” di San Giuseppe a Salemi
Strutture complesse che richiedono abnegazione, applicazione e sacrificio. Un patrimonio storico e culturale da non perdere, come sottolinea il sindaco Vito Scalisi. “La settimana delle celebrazioni di San Giuseppe rappresenta un periodo importante per la città. E la “cena”, in tale contesto, si configura come una tradizione sentita non solo dalla nostra comunità. Ma da tutta la provincia di Trapani. Si tratta di un’arte tramandata di generazione in generazione. E bisogna lavorare tutti insieme per non perdere questa tradizione e i valori legati ad essa“.
Il coinvolgimento della scuola per conservare la tradizione
Una missione nella quale, secondo il primo cittadino, è importante coinvolgere il mondo della scuola. “E’ la forma base di comunità della nostra società. Da lì bisogna partire per dare continuità a tutto il mondo legato alla festa di San Giuseppe“, ha evidenziato il primo cittadino.
Parole sostenute e condivise dal dirigente dell’istituto comprensivo “Giuseppe Garibaldi” di Salemi Salvino Amico. “Siamo stati molto lieti nell’accogliere questa idea. Negli anni passati abbiamo organizzato la “cena”. La scuola è diventata un luogo non solo di aggregazione culturale, ma anche e soprattutto sociale. Abbiamo riunito qui vari soggetti: dalle famiglie all’Amministrazione Comunale“.
Il dirigente scolastico sottolinea la peculiarità dell’incisione del pane, “fatta con strumenti ad hoc dai nostri ragazzi, aiutati dalle donne anziane che hanno acquisito una loro manualità nella fattura di questi pani. Prodotti che regaleremo ai visitatori insieme ad un libricino, scritto dalla docente Lidia Angelo e in cui ho inserito una mia piccola prefazione“.
La “cena”, pur chiamandosi così, vivrà il suo momento chiave a mezzogiorno. “Ci sarà la benedizione, con l’offerta del pane ai “santi” (ovvero, la trinità n.d.r.) – racconta Salvino Amico -. Dopodichè, insieme al sindaco, offriremo le 101 pietanze ai “santi”, per poi darle a tutta la comunità che verrà a trovarci“.
Il calendario (CLICCA LA FOTO PER INGRANDIRE)
Celebrazioni che vivranno vari momenti importanti nell’arco di questa settimana, coinvolgendo varie aree del comune di Salemi. “Abbiamo inaugurato l’illuminazione del nostro castello – sottolinea il sindaco Vito Scalisi -, innalzando una bandiera della rete “Castelli di Sicilia”. Un vessillo dal duplice valore. Il primo riguarda il senso di appartenenza a questo gruppo di strutture storiche che parte da Taormina e si dirama in tutta la Sicilia. L’altro, chiaramente, riguarda il valore della pace. In un momento così cupo per il Mondo, associare la pace alla “cena” di San Giuseppe sia il senso vero di queste celebrazioni“.



