La Corte dei Conti questa mattina ha espresso il giudizio di parifica parziale del rendiconto 2021. E’ stata così accolta la richiesta avanzata dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, oggi presente con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. Il dispositivo è stato letto dalla presidente della sezione di controllo Maria Rachele Aronica che ha evidenziato però alcune irregolarità, con delle raccomandazioni.
Adesso grande attesa per il giudizio di parifica sugli esercizi finanziari del 2022 e del 2023, che avverrà a fine maggio parallelamente. Un passo che permetterebbe alla Regione di poter mettere subito in campo le prime importanti risorse, circa mezzo miliardo di euro. La speranza è quella di veder realizzare il via libera al rendiconto 2024, tra giugno e luglio, in modo da poter usufruire degli oltre due miliardi di euro per la variazione di bilancio che precederà la pausa estiva. La palla adesso passa in giunta. L’assessorato, infatti, adesso dovrà impegnarsi per preparare i disegni di legge relativi al rendiconto 2020 e 2021 con i correttivi dettati dalla Corte dei Conti. Una volta ottenuto il disco verde sarà l’Assemblea regionale ad esprimersi.
Tra i nodi principali le irregolarità relative al recupero di quasi 89 milioni di euro assegnati al trasporto pubblico locale per la proroga del servizio ritenuta illegittima da una sentenza della Corte Costituzionale e all’impiego delle delle risorse per le perdite di gettito dovute al Covid perché all’epoca il tavolo col Mef era aperto.
Cosa era successo
Nel marzo 2024 la Corte dei Conti aveva accolto il ricorso della Regione Siciliana, difesa allora proprio dall’attuale assessore al Bilancio, contro il giudizio di parifica sul rendiconto 2021 pronunciato nel novembre 2023. Per effetto della decisione, la deliberazione era stata annullata per violazione del contraddittorio processuale. In particolare era stato accolto il primo motivo del ricorso con cui la difesa della Regione ha sostenuto la violazione del diritto al contraddittorio.
La decisione sul giudizio di parificazione viene pronunciata, infatti, in occasione di un’udienza che viene celebrata a seguito dell’istruttoria svolta dai magistrati contabili, e in quella stessa udienza la Corte distribuisce una mera sintesi della relazione allegata alla decisione. Secondo quanto rilevato dalla difesa regionale e condiviso dalle Sezioni riunite in speciale composizione, invece, la Regione aveva diritto di conoscere la relazione finale in versione integrale e contraddire su di essa prima della celebrazione dell’udienza e, quindi, con anticipo rispetto alla decisione della Corte dei Conti territoriale.
Una decisione che Dagnino, allora avvocato per la Regione, aveva definito di “portata storica perché riscrive, con effetto esteso all’intero territorio nazionale, il procedimento in base al quale devono svolgersi i giudizi di parificazione, riconoscendo maggiori garanzie alle Regioni“.
Nel febbraio 2025 altro passo importante, con la decisione della Corte dei Conti di respingere il ricorso della Procura generale, confermando la storica sentenza che aveva accolto la posizione della Regione Siciliana sulla parifica del rendiconto 2021. Un mese fa il giudizio di parifica parziale del rendiconto 2020, che ha spianato la strada verso l’attuale decisione (CLICCA QUI).



