E’ una dolce Pasqua quella andata in scena allo stadio Renzo Barbera, con il Palermo che trova all’interno del proprio uovo di cioccolato tre deliziosi punti. Termina 2-0 la trentatreesima giornata del campionato di serie B contro l’Avellino dell’ex Davide Ballardini. Un gol per tempo per i rosanero. A segno Palumbo e Ranocchia.
La strada appare subito in discesa per la compagine di Inzaghi, che in superiorità numerica, dopo la doppia ammonizione di Izzo, verso la fine dalla prima frazione di gioco, decide di complicarsi la vita, non sfruttando al massimo il vantaggio. Novanta minuti pieni di sofferenza per i 27.783 tifosi presenti oggi tra gli spalti. Ad esultare anche un ospite d’eccezione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha assistito al match al fianco del presidente Dario Mirri e del sindaco Roberto Lagalla. Promosso, con qualche nota negativa, compresi i diffusi guai fisici, il rientro dalla sosta. Considerata anche la vittoria del Frosinone contro il Padova, adesso i rosa affronteranno i ciociari allo Stirpe a distanza invariata. Il distacco dalla seconda si conferma a meno quattro.
Siciliani in piena emergenza in attacco. Coperta corta per il tecnico piacentino, costretto, alla vigilia, a fare a meno di Johnsen, fuori per l’elongazione dell’arto inferiore destro, e di Corona, a causa di un sovraccarico muscolare. Undici titolare con: Joronen tra i pali; difesa a tre con Peda, capitan Bani e Ceccaroni; Pierozzi lungo la fascia destra e Augello a sinistra; Segre e Ranocchia cuore e anima del centrocampo; in avanti Le Douaron e Palumbo alla spalle di Pohjanpalo.
Piede sull’acceleratore e via. La partenza dei padroni di casa è scoppiettante. Tanto pressing, attento giro palla e buona occupazione degli spazi in campo. E poco importa se una sbavatura di Augello sulla corsia mancina rischia di compromettere e macchiare subito il tabellino. A rimettere in carreggiata i rosanero ci pensano due delle frecce più preziose. Al dodicesimo minuto di gioco Le Douaron recupera un ottimo pallone a centrocampo e scappa via, allargando alla sua destra verso Palumbo. Dal limite dell’aria l’ex Modena sente il richiamo irresistibile della porta, sfoderando un tiro a giro telecomandato nei pressi del secondo palo. Imprendibile per Daffara: 1-0.
Il passo disinvolto subisce qualche piccolo contraccolpo e già al ventesimo il ritmo si abbassa notevolmente. La compagine palermitana non calca la mano, mentre gli irpini trovano davanti a sé un muro difficile da scalfire. Qualche leggerezza di troppo si rivela un piccolo segnale d’allarme, con i campani che trovano la rete del pareggio al trentatreesimo con Palumbo, annullato, però, per fuorigioco di Izzo. Proprio l’ex Monza sarà il grande protagonista nel finale del primo tempo. Il duello con Pierozzi infiamma il campo e al trentaseiesimo la rissa è servita. Lo scontro non si ferma qui e cinque minuti più tardi, ingenuamente, il numero 4 spinge i tacchetti alle spalle dell’esterno rosanero. Il pestone alla caviglia gli costa caro: cartellino rosso e ospiti in dieci. Una seconda tegola si abbatte così sui biancoverdi, costretti ad usufruire pochi minuti prima di uno slot per l’infortunio di Palmiero. Al suo posto Le Borgne.
L’Avellino perde così l’uomo di maggiore esperienza e tecnica, entrando in confusione e faticando ad uscire dalla propria metà campo. Il Palermo affila la lama e parte all’arrembaggio. A provarci per primo è Ranocchia, ma il numero 10 arriva sulla sfera con il corpo troppo sbilanciato in avanti, spedendo alle stelle. L’occasione più ghiotta è nel recupero. Dagli sviluppi di un calcio di punizione Bani intercetta, ma non inquadra lo specchio della porta, sfiorando appena il raddoppio.
Al rientro dagli spogliatoi giro di cambi per Ballardini e Inzaghi. Il tecnico piacentino decide di non correre rischi ed effettua il passaggio del testimone tra Pierozzi e Gyasi. Subito rosanero in avanti sotto i colpi di Pohjanpalo, con più ombre che luci nel corso della prima frazione. Per il finlandese non è stata la miglior giornata, tra l’obbligo di dover scendere in campo, in assenza di alternative, e la stanchezza dei viaggi intercontinentali con la propria Nazionale, insieme a Joronen, oggi chiamato in causa rade volte. Qualche minuto dopo il numero 20 torna a far tremare Daffara, con un colpo di testa dagli sviluppi di corner. Fulmine a ciel sereno al cinquantaseiesimo: Joronen si accascia a terra e a indossare i guantoni è Gomis. Il francese torna a riassaporare il terreno di gioco dopo lunghi mesi di assenza, esattamente dal 9 agosto, dall’amichevole al Renzo Barbera contro il Manchester City.
Nonostante l’inferiorità numerica la compagine campana non perde le speranze e non arretra di un centimetro, provando ad alzare la testa al momento giusto. Come già accaduto in precedenza la formazione di casa non ne approfitta, tra le urla e la disperazione del mister ex Pisa, cullandosi sul vantaggio, seppur minimo. Nel momento più complicato del match Inzaghi opta per una doppia sostituzione. Al settantunesimo fuori uno zoppicante Palumbo, tra i migliori in campo nonostante la vistosa fasciatura sul ginocchio sinistro, e Segre, dentro Vasic e Giovane. Rientro dalla sosta sfortunato per i rosa che pochi minuti dopo temo per l’altro pezzo da novanta: Bani. Il capitano si rialza con qualche esitazione, confermandosi pilastro portante dell’undici palermitano, con tante pezze nell’arco dei novanta minuti. Vigile e attento, insieme ai compagni di reparto, Peda e Ceccaroni, poco da recriminare.
La sofferenza si protrae fino all’ottantaduesimo. L’azione si sviluppa lungo la corsia dominata in lungo e largo da Augello. Il duetto Ranocchia-Pohjanpalo si conclude con un’imbucata perfetta servita al numero 10 spedito direttamente in porta. Il pallone supera pure Daffara ed è 2-0. Chiuso in cassaforte il risultato Inzaghi mette fine alla gara di Bani, cedendo il posto a Magnani.
Al Renzo Barbera il match di Pasqua termina così 2-0.




