La bellezza della città di Palermo si rinnova con l’arte contemporanea!
Importanti progetti sono stati di recente annunciati sulla stampa d’opinione, dall’acquisizione di Palazzo Forcella De Seta, da parte della galleria svizzera di rilievo mondiale Houser & Wirth, alla fondazione, per volontà dei coniugi Bernad e Brigitte Riccobono, del Museum of Artificial and Intelligence & Immersive Art (MAIIA), all’interno dei padiglioni in cui sorgeva, nel quartiere popolare della Noce, la ditta tessile Gulì.

A queste importanti iniziative si affianca anche quella, sorta da poco ma con lungimirante intuizione, dell’Ateneo Lumsa, che ha inaugurato un laboratorio di ricerca denominato LAF, acronimo di Lumsa Art Factory. Il Direttore del Dipartimento, Prof. Giampaolo Frezza, chiarisce che “si tratta di uno spazio di ricerca e di sperimentazione di linguaggi artistici contemporanei, un ambiente dinamico, non strutturato, in cui arte e conoscenza si intrecciano per generare nuove idee. Un luogo che si pone come catalizzatore di un processo continuo di scambi culturali e intellettuali, rivolto agli studenti, ma anche alla comunità palermitana, ricca di tradizioni culturali”.
Nell’ambito della valorizzazione del polo culturale della sede palermitana dell’Ateneo, conseguente alla ristrutturazione degli spazi Liberty della vecchia stazione Lolli, si colloca, fra l’altro, una prestigiosa iniziativa appena realizzata con il Maestro Mimmo Paladino, artista di fama internazionale, esponente autorevole della Transavanguardia.
Il Maestro ha illustrato, con più di trenta tavole, un testo appartenente alla tradizione popolare palermitana, La vecchia dell’aceto di Luigi Natoli.
Il volume è edito da una raffinata casa editrice di Bagheria, Drago edizioni, specializzata nelle pubblicazioni di pregiate opere illustrate da artisti di arte contemporanea ed è stato realizzato con il finanziamento di Lumsa, dell’Assemblea regionale siciliana e Elenk’Art.
La vecchia dell’aceto è un personaggio letterario, chiarisce ancora Giampaolo Frezza, “archetipo della memoria collettiva siciliana, nella quale figure marginali riflettono i timori, i desideri e le contraddizioni di una comunità”.
Ecco allora che “il gesto artistico di Paladino, attraverso le sue tavole illustrative, restituisce a questo immaginario popolare una nuova vita, traducendolo in un linguaggio universale che dialoga con le sensibilità contemporanee. L’arte diventa così strumento di mediazione: da un lato, recupera la forza narrativa delle tradizioni popolari; dall’altro, le rende accessibili e leggibili in chiave simbolica e concettuale. In tal modo, il progetto si configura non soltanto come un omaggio al patrimonio culturale siciliano, ma anche come un laboratorio di riflessione su come l’arte contemporanea possa nutrirsi delle radici popolari per generare nuove forme di senso: Palermo diventa un crocevia nel quale si intrecciano memoria del passato e creatività del presente, dando corpo a un’esperienza estetica condivisa dall’intera comunità della quale l’Università costituisce parte integrante”.
Con LAF, l’Ateneo Lumsa, presente ormai da venticinque anni a Palermo, intende contribuire a valorizzare quello che il prof. Giampaolo Frezza ha definito il Miglio dell’arte: la distanza fra Piazza Politeama e i Cantieri culturali della Zisa. Un’asse in cui si trovano varie istituzioni culturali: Palazzo Ziino, Villa Favaloro e Villa Whitaker, a cui si aggiungeranno, fra pochi anni, il progetto MAIIA e quello della nuova sede palermitana della Lumsa nei pressi della vecchia stazione Lolli.




