A Melilli, nel siracusano, una stanza vuota all’interno dell’Istituto Comprensivo “G.E. Rizzo” ha smesso di essere un perimetro di pareti bianche per trasformarsi in un organismo vivo. E’ la prima “The Room of Feeling” che, da oggi sino al novembre 2026, nascerà nelle nove province siciliane nell’ambito del progetto @Lab_School. L’iniziativa è promossa e finanziata dalla Regione Siciliana attraverso l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale, che ha stanziato per questa seconda annualità un fondo di 1,7 milioni di euro (FSE+ 2021-2027) dedicati al contrasto delle dipendenze patologiche e del malessere giovanile nelle scuole dell’isola.
Il 1° aprile 2026 è avvenuta l’inaugurazione della prima ‘Room of Feeling’ all’IC G.E. Rizzo di Melilli (SR), intitolata a Federico Monti, dopo un percorso di tre giorni avvenuto all’interno dell’istituto e che ha coinvolto studenti, docenti e personale scolastico.
Non si tratta di un semplice intervento di decoro urbano, ma di un dispositivo di “ascolto visivo” ideato dall’artista Igor Scalisi Palminteri. In questo spazio, l’arte partecipata diventa il pretesto per un “progetto alla pari”, dove studenti, docenti e genitori si spogliano dei propri ruoli istituzionali per abitare un cerchio di empatia.
L’obiettivo, sostenuto da una solida rete istituzionale, è creare connessioni umane talmente profonde da fungere da barriera contro la deriva delle dipendenze, trasformando la scuola in un presidio di prevenzione attiva che toccherà tutte le nove province siciliane fino al novembre 2026. L’intitolazione della stanza a Federico Monti, giovane studente prematuramente scomparso, carica lo spazio di un valore etico profondo, trasformando il ricordo in risorsa collettiva.
Come sottolineato da Ernesto De Bennardis, Direttore del SERT di Siracusa, l’uso di sostanze rappresenta oggi la “fuga a buon mercato” per chi è sordo alle proprie emozioni o privo del vocabolario necessario per interpretarle. Il laboratorio artistico collettivo, documentato dall’azione di Media Education dell’Associazione Incontrosenso, diventa così un esercizio di alfabetizzazione emotiva: dipingere insieme significa costruire un vocabolario comune e rompere l’isolamento.
Analizzeremo questo progetto attraverso un percorso in quattro tappe: partiremo dal “Vocabolario dell’Empatia” per ascoltare la voce dei protagonisti, per poi immergerci nella “fredda oggettività” dei dati con un capitolo dedicato all’Emergenza Silenziosa delle nuove dipendenze in Italia e in Sicilia.
Vedremo come la Media Education stia trasformando il processo creativo in risorsa didattica permanente, concludendo con la visione di una Rete Regionale capace di unire le nove province in un’unica strategia di resistenza psicologica e sociale.
“L’architettura dell’incontro”: la voce dei protagonisti del progetto
Se l’ossatura logistica e il finanziamento dell’Assessorato regionale garantiscono la stabilità di @Lab_School, la spinta vitale di “The Room of Feeling” risiede nella sua capacità discardinare le gerarchie consolidate dello spazio educativo. Il progetto non si limita a ridipingere una stanza; si propone di ricostruire il tessuto relazionale di una comunità che spesso, sotto il peso della routine scolastica o del disagio sociale, smarrisce la capacità di guardarsi negli occhi.
L’elemento portante di questa strategia risiede nell’abbattimento del “ruolo”. In questo spazio, il docente non è più solo colui che valuta e lo studente non è più solo colui che viene valutato. Entrambi diventano attori di una trasformazione cromatica e psicologica che trasforma il silenzio in espressione. Igor Scalisi Palminteri, ideatore dell’azione, descrive questa dinamica come un ritorno all’essenziale dell’umanità.
Le sue parole chiariscono la genesi e la missione profonda del laboratorio: “Più volte gli esperti della società contemporanea ci dicono che i giovani sono spesso privi di empatia. Ammesso che questo sia vero, cosa in cui credo poco, penso piuttosto che servano occasioni, luoghi, circostanze in cui creare connessioni, in cui si possa guardare negli occhi la persona con cui condividi lo spazio scolastico, ma anche la città, per costruire relazioni sane, belle, intrise di bellezza. La stanza è il luogo dove si possono creare connessioni tra tutti gli attori della comunità scolastica: genitori, allieve e allievi, docenti, personale ATA, amministrativi. La comunità scolastica diventa così il luogo dell’empatia, in cui ci si conosce, ci si può confidare, condividere una difficoltà o un problema perché non diventi insormontabile e non sfoci nella dipendenza, ma resti un peso da portare insieme. Quando ho immaginato questo progetto, ho pensato a un progetto alla pari. Ogni volta che mi è capitato di creare un cerchio in cui i docenti si spogliavano del loro ruolo ed erano insieme ai ragazzi, ho notato che il dialogo e la comprensione dell’altro erano facilitati. Da qui l’idea di dipingere insieme la stanza dell’empatia, del feeling, con una rappresentanza della scuola in tutte le sue componenti, dei genitori. Ma noi non facciamo solo pittura, noi proviamo a guardarci negli occhi”.
Questa visione dell’arte come “ponte” si scontra e si intreccia con una realtà clinica complessa. Il progetto, infatti, non nasce nel vuoto pneumatico, ma è una risposta diretta alla necessità di intercettare il malessere prima che questo si cristallizzi in patologia o dipendenza. In questo senso, la “Stanza” di Melilli, e quelle che seguiranno nelle altre otto province siciliane, fungono da laboratori di prevenzione primaria ad alto impatto.
Il contributo scientifico e operativo del sistema sanitario è qui rappresentato da Ernesto De Bennardis, Direttore presso le Dipendenze Patologiche del SERT di Siracusa. La sua analisi sposta il piano dalla superficie artistica alla profondità della psiche giovanile, identificando nella carenza di “alfabetizzazione emotiva” il principale fattore di rischio per l’approccio alle sostanze: “Noi riteniamo che prevenire l’uso di sostanze nei giovani non possa prescindere dal fatto che i ragazzi possano essere in grado di conoscere e vivere in maniera approfondita, transitare attraverso le proprie emozioni. Se si è sordi, se non si ha il vocabolario delle proprie emozioni, le emozioni diventano soverchianti e quando uno è soverchiato da un’emozione vuole fuggire. L’uso di sostanze è la maniera oggi più a buon mercato per fuggire, però è anche la maniera più pericolosa e distruttiva. Un’iniziativa come questa, che può mettere i ragazzi in contatto con le loro emozioni e fargliele scoprire, dare loro un nome, comprenderle, attraversarle, guardarle dall’esterno e passare avanti, è una prevenzione ad alto livello. Come Dipendenze Patologiche dell’ASP Siracusa, siamo contentissimi di questa azione; ci auguriamo che altre scuole possano continuare questo tipo di intervento.”
In un mondo che offre soluzioni chimiche o digitali immediate per anestetizzare il dolore o la noia, “The Room of Feeling” propone la strada più faticosa ma risolutiva: l’attraversamento del sentimento. La pittura collettiva, il segno lasciato sulla parete, la scelta di un colore non sono esercizi stilistici, ma atti di affermazione del proprio sé all’interno di un gruppo protetto. Questo processo trasforma la scuola in un “luogo della cura” in senso olistico.
La genesi “emotiva”: il “ponte” con la Casa di Giulio
Il laboratorio di Melilli non è partito da una tela bianca, ma da un impatto emotivo profondo che ha squarciato il velo dell’indifferenza. Prima di prendere in mano i pennelli, i ragazzi sono stati messi a confronto con la realtà nuda e cruda attraverso un video-stimolo realizzato in collaborazione con l’Associazione “La Casa di Giulio” e VediPalermo.
La testimonianza di Francesco Zavatteri, che ha trasformato il dolore per la perdita del figlio Giulio in una missione civile contro il crack, ha fornito ai giovani il contesto reale della minaccia.
Questo “ponte emotivo” ha permesso agli studenti di comprendere che le sostanze non sono un gioco o una statistica lontana, ma un pericolo che devasta famiglie e progetti di vita. Solo dopo aver “sentito” il peso di questa realtà, i ragazzi hanno iniziato a dipingere, trasformando quella consapevolezza in espressione artistica e barriera protettiva.
La rete delle Istituzioni e il presidio di legalità
La presenza dei genitori e del personale non docente all’interno del laboratorio artistico estende il beneficio oltre il perimetro della classe, investendo l’intero nucleo familiare e sociale. Il risultato è una rete di prossimità che, come sottolineato da Scalisi Palminteri, permette di trasformare una difficoltà insormontabile in un “peso da portare insieme”.
L’azione di Melilli, intitolata a Federico Monti, diventa così un simbolo vivente. La memoria di uno studente che non c’è più si trasforma in un’energia vitale per chi resta, ricordando a tutti che la fragilità non è una colpa, ma una condizione umana che merita uno spazio fisico e mentale dedicato. Una stanza dove, finalmente, è permesso “sentire” senza essere giudicati.
L’inaugurazione della prima “Room of Feeling” a Melilli non è stata solo un taglio del nastro, ma la manifestazione plastica di una rete istituzionale che ha deciso di fare fronte comune, ribadendo l’unione tra l’indirizzo politico regionale e l’operatività territoriale. Mimmo Turano, Assessore regionale all’Istruzione, ha ribadito più volte come la scuola debba farsi carico della “salute emotiva” degli studenti, non limitandosi alla sola didattica.
Attorno al tavolo del confronto, oltre ai clinici e agli artisti, sedevano i rappresentanti dei vertici educativi e della sicurezza. Giovanni Cafeo, per la segreteria dell’Assessorato regionale Istruzione e Formazione Professionale, ha ribadito il legame diretto tra l’investimento economico e la ricaduta sociale, mentre il mondo della scuola è stato rappresentato ai massimi livelli regionali e provinciali.
A sottolineare l’importanza del modello educativo erano presenti Luisa Giliberto, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Siracusa, e il dirigente tecnico dell’USR Sicilia Marcello Giovanni Li Vigni, insieme ad Angela Fontana, Dirigente Scolastica dell’IC “Rizzo”, che ha ospitato e protetto la genesi del progetto.
La presenza della vice sindaca Cristina Elia e del Garante per l’Infanzia Veronica Castro ha evidenziato come la prevenzione debba uscire dalle mura scolastiche per farsi politica cittadina. Fondamentale, inoltre, il presidio della legalità rappresentato dall’Arma dei Carabinieri, con il Maresciallo Giovanni Cappello, a testimonianza del fatto che la lotta alle dipendenze è, prima di tutto, una battaglia per la sicurezza e il futuro dei giovani.
L’emergenza silenziosa, i dati dello studio ESPAD 2024: tra crack, psicofarmaci e binge drinking
Se la “Stanza” rappresenta la risposta, il perimetro del problema è tracciato da una “fredda oggettività” numerica che delinea un nodo critico per la salute pubblica. Le dipendenze giovanili in Italia non sono più una serie di episodi emergenziali isolati, ma un fenomeno in rapida mutazione che richiede una mappatura costante.
Secondo i dati dello studio ESPAD®Italia 2024 e le proiezioni epidemiologiche per il biennio 2024-2026, il panorama studentesco è attraversato da una vulnerabilità neurobiologica che incontra un mercato degli stupefacenti sempre più aggressivo e sintetico.
I numeri complessivi sono imponenti: nel 2024, circa 910.000 giovani tra i 15 e i 19 anni hanno consumato una sostanza illegale almeno una volta nella vita. Tuttavia, uno dei segnali più allarmanti riguarda il rapporto dei minori con l’alcol, dominato dal fenomeno del binge drinking.
Spiegato in termini semplici, il binge drinking è una vera e propria “abbuffata alcolica”: consiste nel consumare quantità eccessive di alcol (solitamente 5 o più unità alcoliche per i maschi, 4 per le femmine) in un arco di tempo brevissimo, spesso meno di due ore. L’obiettivo non è il piacere della bevanda, ma lo “sballo” immediato, la perdita di controllo o l’anestesia emotiva. Questa pratica è estremamente pericolosa perché causa un picco di tossicità che il fegato non riesce a gestire, esponendo i ragazzi a rischi immediati come il coma etilico o incidenti stradali. Secondo il monitoraggio ISS-Epicentro di aprile 2025, questa deriva dei consumi a rischio coinvolge ampie fasce della popolazione tra gli 11 e i 24 anni.
Il mercato delle sostanze illegali riflette una simile ricerca di immediatezza e potenza. Il fenomeno più grave è rappresentato dall’esplosione delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS).
Il mercato del crack, ad esempio, ha registrato un incremento devastante di utenti, con una crescita del 167% che segnala una capillarità preoccupante nei contesti urbani e periferici. A questo si aggiunge la minaccia dei Nitazeni, oppioidi sintetici con una tossicità che può essere da 100 a 1000 volte superiore a quella dell’eroina, spesso invisibili ai test tossicologici standard.
Un altro fronte critico riguarda l’abuso di psicofarmaci senza prescrizione medica, che nel 2024 ha coinvolto il 12% degli studenti (circa 290.000 giovani). Il dato assume una connotazione di genere specifica: la prevalenza tra le ragazze (16%) è doppia rispetto a quella dei ragazzi, evidenziando come l’automedicazione per gestire ansia e stress sia diventata una strategia di sopravvivenza silenziosa.
In questo quadro nazionale, la Sicilia appare come un territorio dove le fraglie del sistema di prevenzione richiedono risposte sistemiche urgenti. Il monitoraggio ISTAT 2024/2025 rileva un aumento del 56,9% dei decessi tra i 15-19enni legati a incidenti stradali sotto l’effetto di sostanze o alcol, con i fine settimana che rappresentano il 40% delle vittime notturne.
La risposta istituzionale della Regione Siciliana con il progetto @Lab_School e lo stanziamento di 1,7 milioni di euro si muove esattamente in questa direzione: trasformare il dato statistico sulla solitudine e la devianza in un’azione di comunità. La “Stanza” di Melilli non è un’opzione estetica, ma una necessità strategica per fornire ai giovani quel “vocabolario emotivo” la cui assenza è il primo fattore di rischio per l’ingresso nel tunnel delle dipendenze.
La cornice normativa: la rete SHE e Legge Anti-Crack

Il progetto @Lab_School si inserisce in una visione politica e sanitaria di ampio respiro. Non si tratta di un’azione estemporanea, ma dell’attuazione concreta della Legge Regionale contro il Crack, fortemente voluta dal Governo Schifani e approvata dall’ARS nel 2024.
La gestione operativa è affidata alla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia (Schools for Health in Europe), un network che eleva l’iniziativa a modello internazionale di promozione della salute. Attraverso 9 istituti polo distribuiti su tutta l’isola, la Rete SHE assicura che il metodo applicato a Melilli rispetti gli standard europei di prevenzione, garantendo continuità tra l’istruzione scolastica e le direttive sanitarie regionali. È un sistema che non si limita a “curare”, ma educa alla salute come bene collettivo.
Media Education e Rete Regionale: l’eredità sociale oltre il colore
L’intervento a Melilli non è un evento isolato, né si esaurisce con l’asciugatura del colore sulle pareti dell’IC “G.E. Rizzo”. La forza del progetto @Lab_School risiede nella sua capacità di trasformare un’azione artistica locale in un modello sociale riproducibile e permanente.
Per garantire che l’emozione vissuta nella “Stanza” non svanisca al termine del laboratorio, il progetto integra una struttura metodologica di Media Education sistematica, curata dall’Associazione Incontrosenso. Questa componente non è un semplice corredo informativo, ma rappresenta l’architettura di un “ponte digitale” tra l’esperienza individuale e la consapevolezza collettiva della Sicilia intera.
La documentazione come atto di cura
In un’epoca dominata da un consumo rapido e spesso superficiale delle immagini, la Media Education all’interno di “The Room of Feeling” assume un valore civile. Videomaker, fotografi e comunicatori sociali lavorano fianco a fianco con i ragazzi per trasformare il processo creativo in un archivio vivo. Non si documenta solo il risultato finale, ma il “mentre”: il momento in cui uno studente esita davanti alla parete, l’attimo in cui un genitore e un figlio si scambiano un pennello, il passaggio in cui il silenzio del disagio si rompe per diventare parola.

Questa narrazione documentale ha un obiettivo sociale preciso: fornire agli studenti gli strumenti critici per raccontare se stessi, sottraendoli alla narrazione stereotipata della “gioventù problematica” o del “consumatore di sostanze”. Attraverso la creazione di video e grafiche narrative, i partecipanti diventano autori della propria prevenzione.
Come specificato nei documenti tecnici del progetto: “I prodotti multimediali realizzati non sono semplici report, ma costituiscono un archivio digitale formativo di proprietà dell’ente committente. Questo patrimonio di immagini e testimonianze resterà a disposizione della scuola e dell’Assessorato come strumento didattico permanente, capace di parlare il linguaggio dei coetanei per intercettare il malessere attraverso una comunicazione tra pari.”
La “Rete” del progetto nelle nove Province siciliane
Lo stanziamento di 1,7 milioni di euro da parte dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale (FSE+ 2021-2027) trova la sua massima espressione politica e sociale nella dimensione regionale del progetto. La “Stanza” di Melilli è solo il primo nodo di una rete che si dipanerà attraverso tutte le nove province siciliane fino al novembre 2026. Questo approccio capillare risponde a una necessità di equità territoriale: il disagio giovanile, l’abuso di crack o la dipendenza da psicofarmaci non conoscono confini provinciali, e la risposta istituzionale deve essere altrettanto pervasiva.
Il calendario delle tappe del progetto disegna una mappa della prevenzione che non lascia indietro nessuno territorio:
- Siracusa 30 marzo-1 aprile
- Palermo: 13-15 aprile 2026
- Ragusa: 11-13 maggio 2026
- Catania: 25-27 maggio 2026
- Messina: 14-16 settembre 2026
- Agrigento: 28-30 settembre 2026
- Trapani: 12-14 ottobre 2026
- Caltanissetta: 26-28 ottobre 2026
- Enna: 10-12 novembre 2026
“The Room of Feeling” dimostra che, per contrastare l’avanzata delle nuove dipendenze, non basta mappare il dato, ma occorre abitare lo spazio del disagio, trasformando una stanza vuota nell’avamposto di una nuova resistenza emotiva. Ogni tappa si conclude con un evento pubblico di restituzione. Non è solo una conferenza, ma un atto sociale totale: una performance corale di pittura e parola che restituirà alla città l’esperienza vissuta dai ragazzi.
Il culmine di questo percorso sarà l’evento regionale “Feeling – La Luce della Mente”, dove la musica elettronica di Angelo Sicurella e le performance artistiche sanciranno l’alleanza definitiva tra rigore clinico (i dati del SERT) e slancio umanistico (l’arte di Scalisi Palminteri).
L’impatto sociale @Lab_School: il presidio di prossimità e permanente
Il valore sociale di @Lab_School risiede nel concetto di “presidio permanente”. Una scuola che ospita “The Room of Feeling” non è più solo un edificio dedicato all’istruzione, ma diventa un punto di riferimento per la salute pubblica del quartiere. La stanza intitolata a Federico Monti diventa un luogo dove è possibile chiedere aiuto senza lo stigma del “malato” o del “tossicodipendente”.
In un contesto dove i dati ESPAD 2024 ci urlano l’urgenza di intervenire sulle dipendenze patologiche e le fragilità emotive, l’aspetto umano del progetto insegna che la prevenzione non è un opuscolo distribuito in corridoio, ma una pratica di prossimità.
È la creazione di una “zona franca” dove le emozioni soverchianti — quelle che De Bennardis definisce il motore della “fuga a buon mercato” — possono essere depositate, analizzate e trasformate attraverso il colore.
Documentare questo cambiamento significa dare dignità sociale alla fragilità. Significa dire ai giovani siciliani che la loro voce conta e che la Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato di riferimento, non sta solo stanziando fondi, ma sta investendo nella costruzione di una nuova cittadinanza emotiva.
La Media Education diventa quindi il collante che tiene insieme il dato tecnico e il battito del cuore, assicurando che la lezione di Melilli e delle altre 8 scuole del progetto diventino un’onda collettiva in cui l’arte smette di essere un’opzione estetica per diventare una necessità sociale.
La prossima tappa a Palermo all’Istituto Pio La Torre
Da lunedi 13 aprile, “The Room” of Feeling” arriverà all’Istituto Pio La Torre di Palermo (sede centrale). Tre giorni di laboratorio con quattro gruppi di studenti e laboratori di media education.
Mercoledi 15 aprile alle ore 12.00 si terrà l’inaugurazione ufficiale della stanza con la presenza dell’Assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano, di Anna Buttafuoco (Capo di Gabinetto), di Bernardo Moschella (Dirigente ambito territoriale PA) e dei vertici dell’USR Sicilia.




