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La crisi dell’olio siciliano e le anomalie del mercato, Vitrano: “Intervenire sugli interessi che pagano i produttori” CLICCA PER IL VIDEO

giovedì 23 Aprile 2026

Le crescenti anomalie nel mercato dell’olio d’oliva adesso sono diventate un’emergenza. Il comparto, tra le eccellenze principali che caratterizzano la Sicilia in tutto il mondo, sta vivendo una crisi senza precedenti, tra costi fuori controllo e concorrenza sleale. Il risultato? La svalutazione di uno dei migliori prodotti autoctoni della nostra Isola.

Il tema è stato approfondito all’Ars, in III Commissione Attività Produttive. Il presidente Gaspare Vitrano ha accolto e ascoltato produttori, organizzazioni e cooperative che ormai da anni segnalano e denunciano preoccupanti cambiamenti nel mercato dell’oro verde.

E’ stata riscontrata una scontistica importante sui livelli comunitari, mentre il flusso dell’olio italiano e siciliano, in particolare, è tenuto a livelli un po’ più alti. Da un lato può anche fare piacere, perché significa che si riconosce la qualità e il valore del mercato. Dall’altra parte però allontana il consumatore creando problemi. I silos restano pieni e non si riesce a mettere l’olio sul mercato“. Ha spiegato ai microfoni de ilSicilia.it Vitrano.

Uno dei problemi principali resta quello della concorrenza sleale. Non a caso nelle scorse settimane l’allarme era arrivato anche da Coldiretti, che ha evidenziato come nel 2025 oltre mezzo miliardo di chili di olio d’oliva hanno attraversato le frontiere italiane deprimendo i prezzi dell’extravergine nazionale, alimentando inganni ai danni dei cittadini consumatori e favorendo un mercato opaco in cui prosperano trafficanti di olio e pratiche illegali. Emblematico il caso dell’olio tunisino, i cui arrivi sono aumentati del 40% nei primi dieci mesi del 2025, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Un dumping che scarica sull’anello più debole della filiera, gli olivicoltori, il peso di una concorrenza sleale, costringendoli spesso a vendere al di sotto dei costi di produzione. L’invasione di olio straniero esercita una pressione sistematica al ribasso sulle quotazioni, frutto anche delle manovre di veri e propri trafficanti dell’olio, che alterano il mercato e minano la sostenibilità economica delle aziende agricole italiane. Accanto al prodotto low cost che sbarca quotidianamente nei porti italiani, inoltre, emergono veri e propri casi di illegalità che richiedono anche un rafforzamento dei controlli.

Con il governo – ha concluso Vitrano – cercheremo di valutare la possibilità di intervenire sugli interessi che pagano i produttori e i commercianti per l’acquisto dell’olio che è bloccato nei silos“.

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