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Sistema saline a rischio tra danni strutturali e crisi produttiva, Vitrano: “Garantiremo un intervento veloce e immediato” CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 25 Febbraio 2026

In un contesto in cui gli effetti del mutamento climatico si manifestano con crescente intensità lungo le coste siciliane, l’audizione congiunta di oggi, in III e IV Commissione all’Ars su quelle che sono le prospettive a tutela del sistema ambientale e produttivo delle riserve naturali orientate Saline di Trapani e Paceco e lo Stagnone di Marsala hanno rappresentato un’occasione unica per definire strategie integrate di salvaguardia.

Ci siamo resi conto che il sistema delle saline, che per noi costituisce un unicum, ha bisogno di un’attenzione particolare, anche perché si tratta di un tema molto specifico e peculiare su cui bisogna intervenire con grande delicatezza“, ha dichiarato Gaspare Vitrano, presidente della III Commissione Attività produttive.

La salvaguardia di questi ecosistemi non riguarda soltanto la biodiversità e il paesaggio, ma anche la continuità di attività economiche storiche e l’identità culturale di un intero territorio.

Un’iniziativa della deputata del M5S Cristina Ciminnisi (CLICCA QUI) che mira ad esaminare in modo integrato lo stato attuale dei due siti, le criticità emerse e le possibili linee di intervento per garantire la conservazione degli ecosistemi e il sostegno alle attività tradizionali.

Dopo settimane segnate da piogge intense e mareggiate che hanno messo in ginocchio ampie porzioni del territorio, l’attenzione del Parlamento siciliano si è concentrato sue queste due importanti riserve naturali.

Saline di Trapani e Paceco

Istituita per proteggere un delicato sistema di saline ancora in parte produttive, l’area rappresenta un raro esempio di integrazione tra attività economica tradizionale e conservazione ambientale. Le vasche di evaporazione, i mulini a vento e le montagne di sale costituiscono non solo un simbolo identitario del territorio, ma anche un habitat fondamentale per numerose specie di uccelli migratori, tra cui fenicotteri, aironi e cavalieri d’Italia.

Nel corso dell’audizione è emersa con forza la necessità di rafforzare gli strumenti di tutela contro l’erosione costiera, l’inquinamento e gli effetti dei cambiamenti climatici, che incidono sull’equilibrio idro-salino delle vasche.

Proprio sul fronte produttivo, Gaspare Vitrano ha sottolineato le criticità emerse dopo gli eventi meteorologici estremi, “è stato segnalato un danno strutturale e, sicuramente, anche un danno economico dovuto alla mancanza di produzione che si verificherà a causa della coda del ciclone. Si prevede infatti una diminuzione della produzione che si aggirerà intorno al 40-50%“.

Una riduzione significativa che impone interventi tempestivi. “Per questo motivo sarà necessario intervenire con aiuti alla produzione e, allo stesso tempo, agire immediatamente sui danni strutturali, per fare in modo che le saline possano continuare a funzionare regolarmente“, ha aggiunto il presidente della III Commissione.

Stagnone di Marsala

Al centro del dibattito anche la riserva dello Stagnone, che comprende un’ampia laguna costiera con le isole di Mozia, Santa Maria, San Pantaleo e Schola. Qui la coesistenza tra patrimonio archeologico, turismo naturalistico e attività produttive richiede un delicato equilibrio gestionale.

Importante, per il sito, la definizione di un piano integrato che metta in rete tutela ambientale, mobilità sostenibile, regolamentazione delle attività sportive in laguna e promozione di un turismo responsabile. Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di garantire risorse adeguate agli enti gestori, affinché possano potenziare la vigilanza e i programmi di educazione ambientale.

In conclusione, Vitrano ha evidenziato il clima di collaborazione istituzionale emerso durante l’audizione: “È stata una mattinata molto importante, insieme ai due assessori alle Attività produttive e alle Infrastrutture affronteremo entrambi i temi e, quanto prima, saremo sicuramente in grado di fornire risposte concrete a questo settore. Un elemento fondamentale è che il Parco, lo Stagnone e i titolari delle saline erano in perfetta sintonia: questo agevola certamente il lavoro del Governo e della stessa Commissione”.

Ritengo quindi che sia stata una mattinata molto positiva e sono sicuro di poter garantire un intervento veloce e immediato da parte del Governo“.

Un modello di sviluppo sostenibile

Le riserve non devono essere considerate vincoli allo sviluppo, ma motori di un modello economico fondato sulla qualità ambientale, sulla valorizzazione delle tradizioni e sull’innovazione sostenibile.

L’obiettivo indicato dalle Commissioni è quello di costruire una strategia capace di coniugare conservazione della biodiversità, resilienza climatica e rilancio delle filiere produttive locali, trasformando le saline e la laguna dello Stagnone in laboratori permanenti di sostenibilità.

Le conclusioni dell’audizione saranno ora oggetto di ulteriori approfondimenti tecnici e politici, con l’intento di tradurre il confronto odierno in atti concreti a tutela di due patrimoni naturali che rappresentano un’eccellenza non solo regionale, ma nazionale.

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