Eccellenza siciliana conquista i vertici della ricerca negli Stati Uniti.
Anna Grassellino è una donna che ha rotto ogni schema. Nata e cresciuta a Marsala, grazie alla sua determinazione e alla voglia di mettersi in gioco è riuscita a scalare le vette della ricerca scientifica internazionale.
Prima con la nomina a Chief Technology Officer (CTO) del Fermi National Accelerator Laboratory – prima donna a ricoprire questo ruolo – e ora con la designazione come membro dello Science Advisory Committee (SCAC) del United States Department of Energy (Doe), organismo federale che fornisce consulenza su questioni scientifiche e tecniche legate alla pianificazione, alla gestione e all’attuazione dei programmi di ricerca. In aggiunta la scienziata siciliana è stata incaricata di coordinare il sottocomitato dedicato al quantum, settore in larga crescita su scala globale. Con un budget annuale di 8,4 milioni di dollari il comitato dovrà raggiungere l’obiettivo fissato dal dipartimento entro il 2028: sviluppare un computer quantistico capace di correggere gli errori nel campo della ricerca scientifica.
“È stata sempre una ragazza prodigio”, racconta la madre Anna Maria Angileri, a ilSicilia.it. “Fin da piccolissima aveva intraprendenza e voglia di superare i propri limiti: già a otto mesi parlava. A soli quattro anni leggeva e scriveva, dimostrando ottime capacità logiche e deduttive”.
La passione per la matematica l’ha accompagnata fin da bambina. Alla fine del liceo scientifico era ancora indecisa sul percorso da intraprendere, poi grazie al padre, che l’ha spronata verso la scelta di un percorso di studi STEM, ha scelto Ingegneria Elettronica a Pisa.
Al termine dell’ultimo anno è stata selezionata per un dottorato di ricerca al Fermilab, dando così inizio al percorso che l’ha portata ad essere membro dello Scac.
“Penso che Anna sia un bellissimo esempio da raccontare – commenta la madre – rappresenta un incoraggiamento per tutte le ragazze che sognano una carriera nel campo della scienza”.
Un percorso che si inserisce in uno scenario in cui ancora i dati europei evidenziano il forte divario tra uomini e donne nelle materie STEM. Secondo il racconto della madre, anche Anna ha dovuto fare i conti con questa disparità: “All’università c’era una presenza maschile nettamente superiore rispetto a quella femminile. Credo che in Italia quello che ha raggiunto Anna negli Stati Uniti sarebbe molto difficile, sia dal punto di vista economico – perché i fondi non sono sufficienti – sia dal punto di vista del genere. A volte, essere donna nel nostro Paese significa partire un passo indietro”.
“Negli Stati Uniti, invece, il fatto di essere donna spesso non viene nemmeno preso in considerazione: si guarda alla qualità e alle capacità” conclude.
La madre della scienziata marsalese lancia infine un messaggio alle ragazze scoraggiate dal gender gap nelle materie STEM: “Buttatevi a capofitto in ciò in cui credete. Provateci. E lo direbbe anche Anna: non è vero che ce la fa una persona su un milione”.
La storia di Anna Grassellino riporta i riflettori anche sulle eccellenze che nascono in Sicilia, spesso meno raccontate rispetto alle mancanze dell’Isola.





