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L'intervista

La prima da assessore alla Cultura di Antonio Rini: “Aprirò le porte degli uffici alla città” CLICCA PER IL VIDEO

lunedì 25 Maggio 2026

Antonio Rini è ufficialmente il nuovo assessore alla Cultura del Comune di Palermo. L’esponente di Fratelli d’Italia ha giurato questa mattina a Palazzo Palagonia, sede istituzionale del sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Ad affiancarlo diversi esponenti della compagine meloniana: dal capogruppo Giuseppe Milazzo alla vicecapogruppo Germana Canzoneri, passando per gli assessori Dario Falzone e Brigida Alaimo. Due nomi, quest’ultimi, ancora in lizza per la delega di vicesindaco. Ruolo sul quale si attende una decisione definitiva dal commissario regionale Luca Sbardella, il quale si è preso qualche giorno di tempo per decidere sul da farsi. Anche se si fa forte la voce che parla di una possibile staffetta fra i due profili di FdI, visto anche il sopraggiungere degli appuntamento elettorali del 2027.

Le prime parole da assessore di Antonio Rini

Lagalla, Canenlla, Sbardella, Rini, Fratelli d'Italia Palermo Coordinatore cittadino di FdI a Palermo e vicepresidente regionale di Anci Sicilia, Antonio Rini rappresenterà in Giunta la corrente facente capo all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò. Ciò attraverso il subentro nelle deleghe che erano, fino a qualche giorno fa, dell’attuale sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella. Un panorama che interessa soprattutto i grandi eventi. Due, in particolare, gli appuntamenti segnati in rosso sull’agenda del capoluogo siciliano. “Si parte carichi di energia e pieni di entusiasmo. E’ un assessorato che riguarda temi esaltanti, come l’organizzazione del Festino e del concerto di Radio Italia. Due grandi eventi importanti per la città“.

Due main event che si terranno fra giugno e luglio. Tutto si giocherà in un mese. Poi però, si dovrà pensare al futuro. A quel mondo della cultura palermitana che ha numerose richieste e tanti stakeholders. Fatto sul quale Antonio Rini vuole proporre un cambio di paradigma rispetto al passaot. “Questa città ha bisogno di ripartire non solo dai grandi eventi ma anche dalle piccole cose. Penso alle periferie, ai quartieri, alle parrocchie, alle associazioni e a tutti coloro che vorrebbero una voce ma ad oggi non l’hanno. Vorremmo rendere l’assessorato aperto a tutti, per cercare di fare quante più cose possibili e farlo percepire alla gente“.

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