Le elezioni amministrative sono (quasi) passate agli archivi, restano i tre comuni in cui la sfida elettorale verrà decisa al ballottaggio: Agrigento, Bronte e Ispica.
Il dato che emerge è la disunità che veleggia quando si tratta delle comunali. Tra simboli non concessi, vedi Enna dove nonostante ciò Vladimiro Crisafulli ha stravinto la contesa “meglio così, ho preso più voti” dichiara, coalizioni fuori dagli schemi e corse solitarie, il quadro si presenta più frantumato che mai.
Ovviamente la vittoria è di tutti, d’altronde è sempre così, ma la menzione d’onore spetta a Cateno De Luca che per la terza volta consecutiva a Messina sbaraglia la concorrenza con la mossa azzeccata delle dimissioni anticipate di Federico Basile e sul filo di lana conquista con Melangela Scolaro Barcellona Pozzo di Gotto.
Cosa accadrà adesso? Le sfide ai ballottaggi potrebbero confermare il centrodestra alla guida ma nello stesso tempo consegnare la vittoria, in particolar modo, a Controcorrente e Ismaele La Vardera che nelle città che fra due settimane affronteranno il ballottaggio è presente con i suoi candidati e con percentuali di lista a due cifre.
Un parere a riguardo ce lo concede il deputato regionale forzista Salvo Tomarchio, evidenziando stato di salute del centrodestra: “Le elezioni amministrative rassegnano un dato chiaro e inequivocabile: il centro destra è ancora maggioranza nel cuore degli elettori siciliani, anche laddove è andato inspiegabilmente diviso per le velleità e ambizioni, sonoramente bocciate nelle urne, di alcuni. Il vero tema è come affrontare questo ultimo scorcio di legislatura: divisioni, egoismi e scandali stanno offuscando i risultati straordinari del governo Schifani”.



