“Il rilancio del comparto agricolo e la tutela dei lavoratori dei Consorzi di Bonifica della Sicilia sono priorità assolute per questa maggioranza di Governo. È adesso prioritario dare piena, rapida e uniforme attuazione all’articolo 60 della Legge Regionale 9/2021 in tutti i distretti dell’isola, garantendo al contempo il dovuto adeguamento economico degli stipendi con il riconoscimento degli scatti di anzianità a partire dalla data della delibera originaria di trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato“. A parlare è il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate che spinge per la stabilizzazione e per l’adeguamento salariale.
“L’articolo 60 della legge di stabilità del 2021 – spiega il parlamentare dell’Ars – è una norma strategica che abbiamo fortemente voluto per disciplinare le trasformazioni dei rapporti di lavoro attraverso il turnover e permettere lo scorrimento dei lavoratori tra le fasce di garanzia occupazionale (78isti, 101isti e 151isti ed oggi, grazie all’intervento di questa maggioranza, unico contingente di 156isti) tracciando un percorso chiaro verso la stabilizzazione a tempo indeterminato. Per completare questo virtuoso processo di valorizzazione delle risorse umane, serve però un ultimo sforzo: gli uffici e i Commissari straordinari degli enti consortili devono allineare i contratti alla reale storia professionale dei lavoratori, riconoscendo l’anzianità giuridica (secondo le stesse graduatorie approvate con le delibere degli stessi Consorzi) ed economica maturata fin dal primo giorno sancito dalle delibere di trasformazione dei rapporti di lavoro. Parliamo di una platea di circa 390 operai assunti a tempo indeterminato in tutta la Sicilia. Il personale dei Consorzi – continua – Abbate – rappresenta la prima linea nella gestione della complessa crisi idrica e nella manutenzione del territorio contro il dissesto idrogeologico. È nostro dovere assicurare che l’efficienza dei servizi irrigui cammini di pari passo con la dignità salariale di chi lavora sul campo. Adeguare le buste paga agli scatti biennali previsti dal contratto collettivo non è solo un atto di equità contabile, ma una risposta concreta alle legittime aspettative delle famiglie“.




