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Cosa scaturisce dal decreto dirigenziale?

Via libera al riaccertamento dei residui passivi, buone notizie per le imprese siciliane: ecco perché

giovedì 11 Giugno 2026
Palazzo D'Orléans

In un momento storico complesso per le imprese, strette nella morsa del caro energia, una buona notizia arriva tra i corridoi della Regione. E’ arrivato qualche giorno fa l’ok al riaccertamento dei residui passivi dei fondi regionali 2025. La Ragioneria Generale della Regione Siciliana ha dato il via libera a una massiccia operazione di “pulizia” e rimodulazione dei propri conti, attraverso il decreto dirigenziale firmato dal Ragioniere Generale Gloria Giglio. Una vera e propria boccata di ossigeno e un’importante iniezioni di liquidità per le aziende del territorio siciliano. In totale ammonta ad oltre 736 milioni di euro il tesoretto sbloccato nella cassa regionale.

Ma di cosa si tratta nelle specifico e perché un’operazione tecnica che riguarda da molto vicino i bilanci della Regione potrà avere impatti così positivi sull’economia isolana?  

La Regione ha passato al setaccio i propri debiti e gli impegni di spesa presi fino al 31 dicembre, decidendo quali fatture pagare subito, quali cancellare perché non più dovute e quali spostare sugli anni futuri. Per evitare che i pagamenti slittassero o rimanessero bloccati per mancanza di liquidità immediata, il decreto ha disposto un maxi storno di cassa da 736 milioni di euro da un apposito capitolo di riserva.

Tale revisione garantisce la veridicità e correttezza dei conti pubblici, evitando che il bilancio sia “gonfiato” da impegni di spesa superati o non più esigibili. Una procedura cruciale che permette in primo luogo una liberazione delle risorse, cancellando i residui passivi per i quali non vi è più l’obbligo di pagamento. Queste somme confluiscono nell’avanzo di amministrazione, tornando disponibili per nuovi investimenti. Non solo. L’operazione restituisce una visione più nitida del quadro finanziario, restituendo il reale stato di salute delle casse regionali. Un parametro tenuto costantemente sotto controllo dalla Corte dei Conti per scongiurare disavanzi. Inoltre consente di spostare gli impegni di spesa ancora validi, ma slittati col tempo, agli esercizi finanziari corretti in cui la spesa andrà effettivamente a manifestarsi, utilizzando il Fondo pluriennale vincolato.

L’analisi riguarda un tesoretto di fondi regionali non ancora liquidati pari a oltre 780 milioni di euro, escludendo dal conteggio la sanità e le partite di giro. L’esito del controllo degli uffici ha diviso il bacino di risorse in tre destinazioni: 149,8 milioni di euro restano saldi sulle scadenze originarie perché i pagamenti sono considerati imminenti; 40 milioni di euro sono stati definitivamente eliminati perché i vincoli giuridici sono decaduti o le somme non erano più dovute; 590,6 milioni di euro vengono spostate sugli esercizi finanziari successivi, in particolare sul bilancio di previsione corrente, con l’aiuto del Fondo pluriennale vincolato per garantirne la copertura economica.

I soldi sbloccati o riprogrammati, scorrendo tra le tabelle, toccano settori vitali per la Sicilia, dalla Protezione civile alla messa in sicurezza del territorio. Un’operazione contabile, avvenuta qualche mese prima rispetto al consueto, quando spesso, negli anni precedenti, si è concretizzata mediamente intono al mese di settembre, che immette denaro nel circuito economico dell’Isola. Proviamo a portare qualche esempio per passare dalla teoria alla pratica. Molte imprese che lavorano con la pubblica amministrazione soffrono il fenomeno dei crediti commerciali bloccati, con fondi dovuti dalla Regione, ma che materialmente ancora non sono fisicamente disponibili. L’aumento della capacità di cassa disposto dal decreto permette così agli uffici regionali di staccare i mandati di pagamento, trasformando i crediti delle aziende in liquidità immediata. Un atto che tende la mano anche alla programmazione più solida degli investimenti.

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