“Se mi candiderò alla presidenza della Regione Siciliana? Io sto benissimo a Bruxelles, ho tantissimo da fare lì. A me non piace parlare di nomi, l’errore maggiore che si può fare, quando si vuole bene ad una terra, è parlare di nomi. Creano divisioni. Io preferisco parlare di cosa serve alla Sicilia e di programmi“. Lo ha detto l’europarlamentare Giuseppe Antoci, del Movimento 5 Stelle, parlando con i giornalisti a margine dell’assemblea parlamentare dei paesi del Mediterraneo da lui organizzata e in corso a palazzo dei Normanni a Palermo.
“Bisogna pensare ad un campo progressista unito – ha aggiunto – che possa fare la differenza come ha fatto in altre regioni. Il tema della coalizione riguarda soprattutto i programmi e spero che questa terra possa avere un programma così bello e così importante, da fare diventare finalmente la Sicilia una perla del Mediterraneo”.
Antoci (M5S): “Sicilia strategica, sia un mare di pace e speranza”
“Io sono al servizio dei cittadini siciliani e sardi al Parlamento europeo – ha osservato Antoci – stiamo ottenendo importanti risultati. Tra questi, la direttiva anti-corruzione, che abbiamo votato e che reimmette il reato di abuso d’ufficio in Italia, ma soprattutto quella che sta per arrivare al Parlamento europeo ad ottobre, ossia la norma sul crimine organizzato transnazionale, con la quale speriamo finalmente di fare una carezza al cuore dei morti, perché questa carezza si chiama reato associativo. Era una cosa che Giovanni Falcone voleva fortemente. Io spero di poter dire che – ha concluso – anche il dolore si trasforma in amore, soprattutto dopo che per tante persone hanno perso la vita per quelle norme ed io potevo essere tra loro, insieme a tanti poliziotti”.
“L’assemblea del Mediterraneo si occupa delle emergenze in questo momento storico, quindi la sicurezza e la pace, fra le due sponde del mare. La commissione è composta da 42 delegazioni degli Stati del Mediterraneo per discutere della raccomandazione che uscirà poi ufficialmente al Cairo, il prossimo 5 luglio. Serve vedere il Mediterraneo non come un mare che divide, ma come un mare che unisce, non come un mare di morte ma come un mare di speranza”.
“Ecco perché – ha aggiunto – la Sicilia, che ha una posizione strategica, può avere un’occasione importante attraverso questo incontro. Ho voluto fare questo incontro qui per questo, considerato che la commissione non si è mai riunita in Italia“.




