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L'interrogazione

Ritardi liste d’attesa in Sicilia, Antoci: “Servono standard minimi europei e trasparenza dei dati”

giovedì 5 Marzo 2026
Giuseppe Antoci

Tempi di accesso alle cure fuori controllo, liste d’attesa opache e pronto soccorso sotto pressione per carenza di personale: è questo il quadro allarmante che emerge  dai rilievi della magistratura contabile sulla sanità siciliana. 

In provincia di Siracusa, secondo quanto riportato anche dalla stampa, una persona con disabilità gravissima avrebbe atteso 13 mesi per la convocazione a una visita collegata all’operatività della commissione competente. Un caso emblematico che riaccende i riflettori sulle criticità del sistema regionale. La Corte dei conti in Sicilia evidenzia problemi strutturali nelle liste d’attesa, carenze nella governance e nella trasparenza dei dati, oltre ai limiti del sistema regionale di prenotazione. Sul fronte dell’emergenza-urgenza, risulta da tempo una carenza strutturale di personale medico nei pronto soccorso siciliani, una situazione che contribuisce ad aggravare i tempi e a rendere sempre più difficile garantire un’assistenza adeguata, soprattutto ai pazienti più fragili.

Per questo l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea per chiedere quali iniziative intenda assumere in merito ai tempi estremi di attesa e alla pressione sui pronto soccorso in Sicilia.

Non è accettabile – dichiara Antoci – che una persona con disabilità gravissima debba attendere oltre un anno per una visita. Il diritto alla salute e l’accesso tempestivo alle cure sono principi sanciti anche dall’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea“.

Pur essendo l’organizzazione sanitaria competenza degli Stati membri – prosegue Antoci – l’articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea stabilisce che l’Unione contribuisce al miglioramento della salute pubblica. Per questo ho chiesto alla Commissione se intenda promuovere standard minimi comparabili e pubblici per il monitoraggio dei tempi effettivi di accesso alle prestazioni, rafforzando qualità, trasparenza dei dati e interoperabilità dei sistemi di prenotazione“.

Occorre inoltre – conclude Antoci – potenziare gli strumenti di supporto e coordinamento per aiutare gli Stati membri a ridurre tempi di attesa estremi e alleggerire la pressione sui pronto soccorso, anche intervenendo sulle carenze di personale. La tutela dei più fragili deve diventare una priorità concreta, non restare un principio sulla carta“.

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