“I tesori nascosti del nostro territorio rappresentano un patrimonio identitario inestimabile che abbiamo il dovere morale e politico di strappare al degrado e restituire alla collettività. Per questo motivo, voglio esprimere il mio più vivo e sentito ringraziamento al Centro Studi della Contea per lo straordinario e costante lavoro di ricerca, mappatura e valorizzazione delle ricchezze rupestri di Modica”. Parole dell’Onorevole Ignazio Abbate che ha voluto porre l’accento, in particolare, sulla straordinaria importanza della Chiesa rupestre di Santa Venera, situata nel cuore dell’antico quartiere della Catena, un sito di immenso valore storico, architettonico e antropologico che custodisce affreschi bizantineggianti di rara bellezza, ma che purtroppo versa da tempo in uno stato di grave abbandono e incuria.
“Il lavoro documentale e di sensibilizzazione portato avanti dagli studiosi del Centro Studi – continua l’On. Abbate – ci permette di accendere nuovamente i riflettori su una Modica sotterranea e segreta, medievale e bizantina, che molti ancora non conoscono. Il caso della chiesetta di Santa Venera, con i suoi preziosi frammenti pittorici e la sua storia millenaria legata al tessuto rupestre di via Cannizzaro, è l’esempio lampante di quanta bellezza vada difesa a tutti i costi”. Da qui nasce l’assunzione di un impegno preciso e concreto da parte del parlamentare regionale: “Non possiamo permettere che il tempo e l’indifferenza cancellino queste tracce della nostra storia. “Raccolgo l’appello degli studiosi e dei cittadini: il mio impegno prioritario, nelle sedi istituzionali competenti, sarà quello di attivare tutti i canali necessari per il reperimento dei fondi per un restauro totale del sito di Santa Venera.
Grazie alla collaborazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Ragusa che curerà il progetto di restauro con l’obiettivo – conclude il Presidente della I Commissione – non solo la salvaguardia conservativa del monumento e dei suoi affreschi, ma la sua successiva e definitiva messa in sicurezza per l’inclusione nei circuiti della fruizione turistica e culturale. Modica deve poter mostrare al mondo intero anche il fascino straordinario della sua civiltà rupestre come dimostra la già famosa chiesetta di S.Niccolò che a sua volta verrà interessata da altri lavori di restauro”.




