Un omaggio alla memoria, alla storia e all’identità profonda della città di Siracusa. Lunedì 20 luglio 2026, alle ore 10:30, si terrà l’inaugurazione istituzionale dell’installazione artistica “Elmo di Archia”, un’opera di forte impatto visivo e culturale che troverà la sua collocazione definitiva in uno dei luoghi simbolo del centro storico: Porta Marina di Ortigia (Foro Vittorio Emanuele II).
L’installazione nasce da un’idea di Giuseppe Rosano, che ha fortemente proposto e promosso la collocazione della scultura in quest’area di pregio, ed è stata interamente ideata e realizzata dall’artista e scultrice Stefania Pennacchio. La maestosa opera evoca le radici classiche della città, richiamando la figura storica e leggendaria di Archia, il fondatore corinzio di Siracusa.
La cerimonia e gli interventi
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Giuseppe Rosano, ideatore della proposta di collocazione dell’opera presso Porta Marina;
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Andrea Guastella, stimato critico d’arte contemporanea, che offrirà una lettura critica del manufatto;
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Carlo Castello, componente del Direttivo ANGT (Associazione Nazionale Guide Turistiche).
L’iniziativa rappresenta un nuovo e significativo tassello nel percorso di valorizzazione del patrimonio urbano e storico di Ortigia, coniugando l’arte contemporanea con il glorioso passato della polis siciliana. Gli organizzatori fanno sapere che, per motivi organizzativi, è gradita una gentile conferma di partecipazione.
L’intervista a Stefania Pennacchio
-Com’è nato il concetto dell’“Elmo di Archia” e in che modo questa scultura rappresenta l’identità di Siracusa?
“L’elmo è un archetipo che porto avanti da diversi anni ed è il simbolo di un’identità leale e diretta, dato che lascia scoperti soltanto gli occhi. È il leitmotiv della mia produzione artistica: spesso sono presenti dei chiodi con la punta rivolta verso l’interno, perché quello è il luogo della coscienza e della consapevolezza.
Il mio progetto è stato proposto per ricordare l’ecista Archia, che arriva a Siracusa come archetipo della cultura greca e del suo approdo nella nostra terra, la Sicilia”.
-Che emozione si prova a vedere una propria opera contemporanea inserita nel contesto storico di Porta Marina?
“Amore, perché è solo con l’amore che possiamo ritrovare la nostra radice, la nostra identità e quindi amore per il territorio.
Io non sono siracusana, sono calabrese ma vivo da alcuni anni in questa terra e sento questo amore ricambiato dalla gente, certo non è sempre per tutti così però sento che l’opera ha ricevuto tanti consensi.
Le persone mi fermano per strada, mi abbracciano mi mandano messaggi, sono entusiasti perché comunque l’elmo è nella nostra struttura culturale è sedimentato grazie ad Achille, ad Ulisse, alla cultura classica quindi anche come memoria genetica lo riconosciamo e la popolazione lo ha riconosciuto ed è molto contenta, fiera ed affettuosa”.
L’intervista a Giuseppe Rosano
-Com’è nata l’idea di questo progetto e com’è stato il percorso per portarlo fino a Porta Marina?
“Sicuramente c’è da dire che l’idea nasce da una mia osservazione delle opere della Pennacchio. Nel suo laboratorio vedo la realizzazione dell’elmo di Archia in dimensioni ridotte, di circa 40 centimetri al massimo, e da lì mi viene l’idea di crearne uno molto più grande, in onore di Archia, fondatore di Siracusa nel 734 a.C.
Da qui nasce la proposta del progetto che presentammo al Comune: una scultura alta quasi due metri da collocare al Foro Italico, vicino a Porta Spagnola, dove l’elmo guarda il Porto Grande, il luogo in cui Archia, spalleggiato dai coloni corinzi, giunse a Siracusa per fondare la città.
È un progetto che contempla anche una fase storica, perché negli anni successivi Siracusa diventa forse la polis più potente del Mediterraneo. L’intento era quindi quello di dare il giusto valore al fondatore della città.
Il progetto è stato portato avanti prima al Comune, con grande consenso, poi alla Soprintendenza, con altrettanto consenso. Dopo quasi due anni, questa scultura viene completata e inaugurata lunedì”.
–Come promotore, quale impatto culturale e turistico si aspetta da questa iniziativa a Ortigia?
“Basta guardare i primi consensi che ci sono stati da parte dei cittadini siracusani, che sono spesso molto critici, ma in questo caso non c’è stata nessuna recensione negativa. Poi sono arrivati anche molti turisti stranieri.
Lo scopo del progetto era quello di creare un’attrazione turistica per la città e questa è anche la finalità del progetto. Pare che questo, forse in maniera inaspettata per come si sta evolvendo adesso, abbia raggiunto la finalità che mi proponevo. Poi è stato affidato nelle mani dell’artista Stefania Pennacchio, che ha realizzato un’opera in bronzo bellissima, che non fa altro che valorizzare la storia, il mito, tutto quello che vogliamo“.




