Primo bilancio della campagna vitivinicola nelle province di Trapani e Palermo da parte della Cia Sicilia Occidentale. Per alcune varietà precoci la vendemmia inizierà tra qualche giorno, in anticipo rispetto agli anni precedenti. Complice il caldo intenso che nelle ultime settimane ha accelerato la maturazione delle uve.
Le prime valutazioni mostrano un quadro a due velocità. Se da un lato la produzione registra, nel complesso, una contrazione fisiologica della produzione delle piante, dall’altro i produttori segnalano un livello qualitativo delle uve molto elevato, che lascia prevedere un’annata eccellente dal punto di vista enologico. A incidere sulla diminuzione della produzione sono stati soprattutto gli attacchi di peronospora e, successivamente, di oidio. Le due malattie fungine hanno colpito alcuni vigneti, con effetti differenti a seconda delle zone e delle tecniche di difesa adottate dalle aziende.
“Sul fronte delle quantità – afferma il presidente della Cia Sicilia Occidentale, Matteo Paladino – registriamo una flessione che era purtroppo attesa, sia per un prevedibile calo fisiologico della pianta e sia per gli attacchi di malattie fungine. Dal punto di vista qualitativo le aspettative sono invece molto incoraggianti. Le uve presentano caratteristiche eccellenti e tutto lascia pensare che si potranno ottenere vini di altissimo livello, confermando ancora una volta il valore della viticoltura delle province di Trapani e Palermo“.
La Cia Sicilia Occidentale sottolinea, tuttavia, come sia ancora presto per tracciare un bilancio definitivo della vendemmia. “Continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione della campagna vitivinicola – conclude Paladino – e se dovessero emergere territori particolarmente penalizzati saremo pronti ad aprire un confronto con la Regione Siciliana affinché vengano valutati tutti gli strumenti utili a sostenere le imprese colpite. Oggi il nostro auspicio è che la straordinaria qualità delle uve possa rappresentare un elemento di fiducia per il comparto, che continua a essere uno dei pilastri dell’agricoltura siciliana“.



