“Sarà Rinascita”. È il leitmotiv della Festa dell’Unità di Catania che prende il via oggi. Tre giorni legati da un filo, inevitabilmente rosso, che fino a lunedì intreccerà politica, confronto, cultura e convivialità.
Il titolo guarda al futuro, mentre il confronto parte dal presente della città etnea e dai suoi dossier ancora aperti alla “vigilia di una stagione decisiva per la nostra terra”, spiega a questo giornale il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo.
Aeroporto, il raddoppio ferroviario per collegare Fontanarossa con l’aeroporto di Comiso, “nodo Catania”, fermata duomo-porto ed Etna Rail, sono alcune delle priorità che il dem mette sul tavolo, dentro una prospettiva più ampia sul ruolo di Catania in Sicilia e nel Mediterraneo. E, inevitabilmente, si arriva all’Etna. Perché quando il centro di gravità del discorso torna su Catania e sul suo futuro, il vulcano finisce per tenere insieme criticità e opportunità del territorio. Da una parte le emissioni di cenere e le conseguenze sull’operatività dell’aeroporto, dall’altra una risorsa naturale e turistica sulla quale Barbagallo punta attraverso il rilancio del Parco dell’Etna e la “fruizione in sicurezza del vulcano”, aumentando così le presenze e garantendo un’offerta naturalistica di respiro internazionale.
Dall’Etna, però, l’orizzonte si allarga fino ad abbracciare i temi regionali: lavoro povero, dispersione scolastica, legalità, contrasto alla mafia e al malaffare. È su questo terreno che la Festa dell’Unità – alla quale prenderanno parte anche “i big” nazionali del Pd come Gianni Cuperlo, Andrea Orlando e Chiara Braga – incrocia inevitabilmente la partita politica in vista delle prossime sfide elettorali. Sullo sfondo c’è il cantiere aperto del campo largo, con l’obiettivo di costruire una coalizione “larga ed inclusiva”, ma che sia un’alternativa alle “destre”, concentrando il confronto sui “temi” e sul “metodo”.
La Festa dell’Unità torna a Catania. Quanto è importante rimettere al centro del dibattito politico la città e i problemi del territorio, a partire da aeroporto, trasporti e turismo?
“Ritorna la festa a Catania, che bella notizia! “Sarà Rinascita” è il titolo scelto dai dirigenti catanesi. Saranno giorni di dibattito e confronto alla vigilia di una stagione decisiva per la nostra terra. Un evento che è stato possibile grazie allo sforzo straordinario in primo luogo del segretario di federazione Giuseppe Pappalardo, del segretario della giovanile Luigi Nicolosi e di tutto il gruppo dirigente. La vicenda dell’aeroporto verrà approfondita anche dai big nazionali presenti come Gianni Cuperlo, Andrea Orlando e naturalmente dalla nostra capogruppo alla camera Chiara Braga. L’incapacità e l’inadeguatezza nella gestione dell’emissione di cenere vulcanica, infatti, non sono un fatto prettamente locale ma, comportando il blocco del più grande aeroporto del sud, sono un fatto di rilievo nazionale. La nostra proposta continua ad essere quella del raddoppio ferroviario per collegare l’aeroporto di Catania con quello di Comiso. Nel breve periodo, poi, serve potenziare subito Comiso (ITA ancora non fa accettazione bagagli) e collegarlo con mezzi gommati diretti con Catania. La festa sarà l’occasione anche per ricordare ai catanesi che ancora aspettiamo la prima grande opera finanziata da Meloni e Salvini per la città. Siamo agli sgoccioli della legislatura ed ancora non si è visto nulla”.
Per esempio?
“E’ inspiegabile infatti il mancato finanziamento del ‘nodo Catania’, l’opera più importante che giace ancora nei cassetti del Ministero di Porta Pia. Una infrastruttura che cambierebbe il volto della città con l’interramento della stazione centrale, la realizzazione della fermata duomo-porto e l’interramento della trincea in via San Calogero per collegare nuovamente Castello Ursino al porto. Sui trasporti, l’altra grande priorità è l’Etna Rail, la monorotaia che collega Catania ai 300.000 abitanti dei paesi etnei. La zona tra l’Etna e la città è, infatti, la peggiore per i dati sul trasporto pubblico locale in tutta Europa. Decine di migliaia di auto che ogni giorno viaggiano andata e ritorno su Catania. Con tutto quello che ne consegue su smog e qualità della vita. Noi avevamo già avviato le procedure espropriative poi si è fermato tutto. La Città Metropolitana ha soltanto avanzato una timidissima istanza al MIT per finanziarne un primo tratto a valere sui fondi del trasporto rapido di massa. Troppo poco. Serve fare presto e servono certezze. Li continueremo ad incalzare”.
Alla Festa parlerete del ruolo di Catania in Sicilia, nel Mediterraneo e in Europa. Quale ruolo dovrebbe avere la Sicilia orientale nelle politiche regionali, internazionali e nei Paesi del Mediterraneo?
“Il ruolo che ci ha assegnato la storia: quello di una Città punto di riferimento per tutto il Mediterraneo, non solo per gli scambi commerciali ed il traffico di passeggeri. Una città che oggi più che mai è chiamata a legarsi con il Vulcano. Anche per le prospettive turistiche: il rilancio del parco dell’Etna come parco nazionale non è più differibile. Nei prossimi giorni inizieranno le audizioni in parlamento sulla proposta di legge che ho presentato in tal senso, speriamo di fare in tempo prima della fine della legislatura. La scommessa della fruizione in sicurezza del vulcano, dell’aumento delle presenze e di un’offerta turistica naturalistica di prestigio mondiale sono alla nostra portata”.
Questi tre giorni serviranno anche a fare passi avanti nel confronto tra le forze del campo largo in vista dei prossimi appuntamenti elettorali?
“Il confronto con i nostri alleati è sempre all’ordine del giorno. In settimana al centro Pio La Torre, a Palermo, abbiamo fatto un passo avanti deciso: quello della definizione del programma elettorale. Servono pochi punti per rendere sempre più credibile il progetto del centrosinistra in Sicilia e marcare il riscatto della nostra terra: lotta contro la mafia e il malaffare; sanità; contrasto alle diseguaglianze ed al lavoro povero; lotta al lavoro nero e alla dispersione scolastica; sviluppo sostenibile”.
L’evento sarà anche il momento per avanzare proposte da portare sul tavolo della futura coalizione per il prossimo programma?
“Anche a Catania, su scala diversa, le priorità sono le stesse di quelle regionali a partire dal contrasto all’illegalità. Non denuncia più nessuno: i dati che abbiamo acquisito come commissione parlamentare Antimafia sono scoraggianti. Tra usura ed estorsione una sola denuncia negli ultimi tre anni. Stiamo tornando nel silenzio di troppi, agli anni più bui. E sono troppi i banconisti ed i camerieri pagati a 25 euro al giorno cosi come i numero dei ragazzi che abbandonano la scuola prima dei 15 anni. Serve una nuova guida ed una nuova stagione. Dobbiamo concentrarci sui temi e sul metodo e lasciare alla destra le degenerazioni: lo scambio scurrile e sboccato tra Cannizzaro e Vannacci di ieri sera sul palco a Reggio Calabria dove è volato anche qualche ‘cornuto’ di troppo, ne è la singolare e triste fotografia”.
Qual è la linea del partito in merito alle parole del sindaco di Enna Vladimiro Crisafulli su Cateno De Luca? C’è l’apertura a indicare il sindaco di Taormina come possibile candidato alla presidenza della Regione anche per il PD?
“La linea è quella che abbiamo definito negli organismi. Una coalizione larga ed inclusiva alternativa alle destre. Come ho già detto, nelle prossime settimane intensificheremo le interlocuzioni al nostro interno per definire il nome del candidato presidente del PD”.




