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Settore audio-visivo: nasce il “Protocollo Cinema Covid” per ripartire in sicurezza

mercoledì 15 Aprile 2020
cinema Covid

La diffusione del coronavirus, tra le altre attività, ha messo in ginocchio anche la produzione cinematografica, sia nazionale che internazionale, con conseguenze economiche pesantissime e con difficoltà notevoli di approvvigionamento di contenuti da parte dei grandi player.

Nell’ottica di consentire ai lavoratori del settore audio-visivo di tornare sul set e all’industria cinematografica di ripartire garantendo un buon livello di sicurezza è nata l’idea di un “Protocollo Cinema Covid”, un sistema di soluzioni pensato per favorire la ripresa dei set appena sarà possibile e realizzato con i contributi esperienziali di medici e operatori del settore.

Il Protocollo Cinema Covid è una sorta di work in progress, suscettibile di modifiche proprio sulla base dei suggerimenti degli esperti, che prevede una serie di regole, soluzioni pratiche, sistemi di protezione e disinfezione calibrati sulle esigenze dei set.

Promosso da Co-Rent, società di noleggio condiviso di attrezzature cinematografiche, il protocollo è stato realizzato in partnership con Genoma Films, Consorzio Arca, Macaiafilm, Subwaylab, Vimove, Itaca Film[*]. Ad esso possono aderire società di produzione e noleggio, filmaker, associazioni di categoria e istituzioni.

In base a quanto si legge sul sito l’obiettivo è fornire agli operatori contratti ad hoc, moduli per comunicare con le istituzioni, dispositivi di protezione individuale (DPI), sistemi di disinfezione per le attrezzature, e tutto quanto occorra per una ripresa serena, sulla base di norme comportamentali e di una serie di regole suddivise in “generali” e “di reparto”, poiché ogni reparto (produzione, regia, fotografia…) ha esigenze specifiche da integrare con quelle generali.

Bisogna infatti tenere conto, per esempio, del fatto che alcuni lavoratori, parrucchieri, truccatori, costumisti e microfonisti, sono più esposti di altri e quindi necessitano di maggiori tutele.

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