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Invitano ragazzo a indossare la mascherina: il branco li pesta

sabato 24 Ottobre 2020

Pestati per aver invitato un ventenne a indossare la mascherina. Il fatto e’ avvenuto a Sant’Agata di Militello, nel messinese, dopo il 7 ottobre scorso un giovane aveva avuto un diverbio con lo staff di un locale della movida della citta’, dopo che gi era stato chiesto di indossare la mascherina e lui aveva rifiutato.

Qualche giorno dopo, Antonio Tripodo, 20 anni, e’ tornato sul posto, spalleggiato da un gruppo di giovani, diversi tra i quali minorenni, capeggiati tutti dal 27enne Carmelo Presti, gia’ noto alle forze dell’ordine. Dopo aver atteso l’orario di chiusura del locale, ormai deserto, il gruppo, secondo l’accusa, ha aggredito i gestori del locale, che hanno dovuto barricarsi all’interno per sfuggire alla violenza del branco. Da li’ hanno chiamato i carabinieri, il cui arrivo sul posto ha messo in fuga i giovani. Tripodo e’ stati colpito, adesso, dal divieto di dimora nel comune di sant’Agata di Militello.; Presti e’ agli arresti domiciliari. Entrambe le misure cautelari, emesse dal GIP del Tribunale di Patti, Andrea La Spada, sono state richieste dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Patti Andrea Apollonio, che ha diretto le indagini con il coordinamento del Procuratore della Repubblica Angelo Cavallo. L’ordinanza di misura cautelare insite sulla “pianificazione dell’azione da parte degli indagati (l’uno quale ‘padrino’, l’altro quale ‘figlioccio’ che al primo si rivolge per chiedere – e ottenere – ‘soddisfazione dell’affronto subi’to’), capaci anche di coagulare attorno a se’ altri giovani (anche minorenni) che vedono nel Presti un leader cui prestare cieca fedelta’, anche nella perpetrazione di azioni cosi’ meschine, come quella di aggredire in cinque due ragazzi peraltro intenti, a differenza degli aggressori, a svolgere un’attivita’ lavorativa”. Secondo il giudice, le misure cautelari sono giustificate anche dal rischio che il branco capeggiato dal Presti potesse lasciarsi andare a nuove violenze, volte ad affermare una sorta di predominio fatto di angherie e prepotenze sulla movida santagatese.

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