Scatta l’allarme tra i Comuni in dissesto. Il riparto delle risorse aggiuntive per il personale degli Enti locali è stato accolto con entusiasmo da tutti i territori dell’Isola. O meglio, quasi tutti. La lista dei 340 Comuni in tutta l’Isola esclude infatti 51 dei 391 Enti, alcuni dei quali versano ormai da anni in gravi condizioni finanziarie.
La settimana ha preso il via con la firma del decreto da parte del presidente della Regione Renato Schifani, in qualità di assessore ad interim alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica, per l’assegnazione delle somme a sostegno del bilancio degli enti territoriali destinatari dei trasferimenti, in attuazione di quanto disposto dalla legge regionale 5 gennaio 2026, nel quadro delle modifiche alle precedenti normative di spesa regionali, per il triennio 2026-2028. Si tratta di 10 milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026 e 2027, a 20 milioni il 2028. I 10 milioni si aggiungono alle somme ripartite annualmente per tale personale, che secondo il piano programmatico ammontano complessivamente a 166 milioni di euro (CLICCA QUI). Un primo intervento per far fronte a spese parecchio onerose. Ma alcune amministrazioni comunali resteranno a bocca asciutta, nonostante la già complessa condizione. Tra queste, per esempio, ci sono il Comune Ispica, nel Ragusano, o di Rosolini, nel Siracusano.
Insomma, piove sul bagno, ma non è ancora detta l’ultima. Lo scorso martedì 24 febbraio, l’assessorato ha scritto al ministero dell’Interno per poter avere e visionare la lista di tutti i Comuni siciliani in dissesto. Quest’ultimi, infatti, esclusi dal decreto, potrebbero così accedere ad altri fondi che sono venuti alla luce nell’ambito dell’ultima Finanziaria. Il comma 2 dell’articolo 56, contributi agli Enti locali, emendamento presentato dal presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, prevede l’autorizzazione, per l’esercizio finanziario 2026, della “spesa di 1.500 migliaia di euro da assegnare ai Comuni con popolazione compresa tra 15.000 e 25.000 abitanti in dissesto finanziario e che abbiano personale a tempo indeterminato part-time a 24 pre settimanali superiore al cinquanta per cento della dotazione organica vigente. Le risorse assegnate devono essere impegnate per assicurare i servizi essenziali dell’Ente con priorità alle spese del personale (Missione 18, Programma 1)“.
I Comuni che rientrano in questi criteri potranno dunque accedere al bacino da 1,5 milioni di euro, che dovrà essere ripartito tra chi ne fa richiesta. Una vera e proprio boccata d’ossigeno considerando che tra i principali motivi dei dissesti finanziari, come già svelato e ribadito più volte (CLICCA QUI) vi è proprio quello legato al personale e alle assunzioni. Un quadro normativo statico che incarna un blocco sia qualitativo che quantitativo che ha impedito agli Enti di poter provvedere anche alle proprio condizioni minime.





