“Nel giorno in cui ricordiamo Peppino Impastato, credo sia importante farlo senza trasformare la sua storia in una formula celebrativa. Peppino Impastato è stato un uomo che ha avuto il coraggio di rompere il silenzio in una terra in cui parlare aveva un prezzo altissimo. Lo ha fatto con intelligenza, ironia e radicale libertà, scegliendo di denunciare apertamente il potere mafioso e le sue connivenze quando questo significava esporsi completamente“. Lo dice il sindaco di Palermo e della città metropolitana Roberto Lagalla.
“La mafia lo ha assassinato tentando non solo di spegnere una vita, ma anche di cancellarne la verità. Per troppo tempo si è provato a sporcare la sua memoria, a confondere i fatti, a delegittimare ciò che aveva rappresentato – aggiunge – Ed è proprio questo uno degli aspetti più attuali della sua vicenda: la consapevolezza che la battaglia contro la mafia passa anche dalla difesa della verità e della memoria. Nel giorno in cui ricordiamo l’omicidio per mano mafiosa del giornalista e attivista, sento il dovere di dire che ricordare Peppino Impastato non significa soltanto guardare al passato. Significa avere il coraggio di riconoscere che le mafie cambiano volto, si insinuano nelle fragilità sociali, economiche e culturali. Per questo, il suo esempio continua a parlare soprattutto ai più giovani. Peppino ci insegna che la libertà non è mai un fatto astratto: è una scelta concreta, quotidiana, che richiede responsabilità, coscienza critica e il rifiuto dell’indifferenza. Palermo continuerà a custodire la sua memoria non come un semplice esercizio di commemorazione, ma come un impegno civile verso una città più libera e più giusta”.




