Via libera da Roma al “decreto Ponte“. La Camera dei Deputati ha approvato a maggioranza il documento composto da dieci articoli. Sono stati 160 i favorevoli, 110 i contrari e 7 gli astenuti. Il provvedimento introduce misure riguardanti l’attività dei commissari straordinari e le concessioni applicate sui progetti. “Questo decreto rappresenta un ulteriore passo in avanti per la modernizzazione dell’Italia e, in particolare, per superare il divario infrastrutturale che penalizza il Sud Italia“, ha dichiarato la componente dell’esecutivo nazionale nonchè, responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Fratelli d’Italia Carolina Varchi.
Stretto di Messina ed Euro 2032, le norme del “decreto Ponte”
Cuore pulsante della norma è l’articolo 1, la quale disciplina la prosecuzione dell’iter approvativo per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. In particolare, alle lettere c e d del primo comma viene disciplinato l’affidamento “al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti i compiti di espletare gli adempimenti istruttori connessi all’attivazione delle deroghe previste dalla direttiva 92/43/CEE (cosiddetta « direttiva Habitat »)” e inoltre lo svolgimento, “in raccordo con le amministrazioni competenti, il dialogo strutturato con la Commissione europea per garantire la piena compatibilità del progetto del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria con l’ordinamento dell’Unione europea“. Menzione anche per l’articolo 6, relativo alle funzioni dei commissari per la realizzazione e il completamento delle opere necessarie allo svolgimento della fase finale di Euro 2032.
Morfino (M5S): “Ponte sullo Stretto è simbolo del fallimento del dl”
Critica la posizione della parlamentare del M5S Daniela Morfino. “Il “decreto “Commissari” incarna la normalizzazione dell’emergenza. E’ un inno all’opacità che trasforma lo strumento eccezionale del commissariamento in regola ordinaria per saltare controlli e responsabilità. Il simbolo di questo fallimento eclatante è il Ponte sullo Stretto: una grande illusione, diventata ormai barzelletta, che costa agli italiani 14 miliardi di euro. Parliamo di un’opera bocciata dalla Corte dei Conti, contestata dall’Europa e gravata da decine di prescrizioni ambientali. È un gioco dell’oca pagato con i soldi pubblici: si torna sempre al via, mentre i costi lievitano e le infrastrutture reali del Paese restano al palo“.
L’esponente pentastellata si scaglia contro altre norme del “decreto Ponte”. Fra queste quella relativa all’organizzazione di Euro 2032. “Tra norme infilate all’ultimo minuto per favorire la sanità privata e commissari nominati con otto anni d’anticipo per gli Europei 2032, il provvedimento certifica solo l’incapacità di programmare. Non accettiamo un modello che corre alla cieca verso il caos: il paese merita serietà, non commissari straordinari per coprire errori ordinari“.




