Siamo giunti alla 346ª puntata di Bar Sicilia, il format de ilSicilia.it condotto da Maria Calabrese e Maurizio Scaglione. Protagonisti della trasmissione di approfondimento politico sono Elio Sanfilippo e Pino Apprendi, entrambi portatori di un bagaglio politico non indifferente. Il primo saggista, ex capogruppo del PCI al Consiglio comunale di Palermo e dirigente nazionale del partito. Il secondo più volte deputato a Sala d’Ercole tra le fila del centrosinistra e oggi Garante dei detenuti di Palermo.
La crisi della politica e in particolare del centrosinistra, l’assenza di una valida classe dirigente in Sicilia, come sostengono i nostri ospiti nel corso della puntata, sono il focus principale di questa domenica.
Il problema, spiegano Apprendi e Sanfilippo, è legato soprattutto alla mancanza di figure politiche che possano essere alternative alla destra nel governo della Regione. A questo si aggiunge un altro dato: è venuto meno il legame diretto con il territorio. Nei quartieri c’era sempre un punto di riferimento per i cittadini, c’erano i rappresentanti delle istituzioni che si riunivano per raccogliere le istanze della collettività per trasformarle in proposte concrete per risolvere le questioni importanti.
“Un tempo i consiglieri comunali e i deputati regionali venivano a spiegare cosa stavano facendo, le iniziative in cantiere. C’era una condivisione di progetti”. La lettura di oggi non è confortante se si pensa al fatto che “la politica ha abbandonato le periferie”, afferma Apprendi.
Ma quindi cosa serve il voto? Sanfilippo risponde con un pizzico di ironia. “Il voto serve soltanto a quelli che hanno un rapporto clientelare. C’è una bella battuta tra Ficarra e Picone. Ficarra dice a Picone: ma non vai a votare? No quest’anno non vado a votare, tanto non mi serve niente”.
E poi c’è il campo largo da costruire per future amministrative e Regionali del 2027. Le proposte lanciate dai due protagonisti per risolvere la crisi politica raccontano due punti di vista differenti.




