Siamo giunti alla puntata n.361 di Bar Sicilia, condotto da Maria Calabrese e Maurizio Scaglione, che vede come protagonista il dirigente generale del Dipartimento della Protezione civile siciliana, l’ingegnere Salvo Cocina.
Prevenzione, formazione e informazione sono le parole d’ordine, temi discussi direttamente sul posto di comando della Protezione civile che è il SOUR, la Sala operativa unica regionale di Palermo, un centro di coordinamento integrato attivo 24 h tutti giorni dell’anno per la gestione delle emergenze, come i rischi incendi. L’ente riunisce Protezione Civile, Corpo Forestale e, durante la campagna antincendio, i Vigili del Fuoco, con una funzione ben specifica: il controllo del territorio, attraverso la gestione di segnalazioni, coordinamento di interventi, monitoraggio incendi e diffusione allerte, con un approccio proattivo garantito dal monitoraggio da remoto.
Il sistema di Protezione civile regionale è un sistema decentrato che parte dai Comuni. “Riteniamo che i Comuni siano l’anello fondamentale: i sindaci sono l’autorità locale di protezione civile. Se i Comuni funzionano, tutto va bene; se non funzionano, c’è un primo inceppo e quindi la Regione, secondo un principio di sussidiarietà, deve intervenire”, spiega il capo della Protezione civile Salvo Cocina.
Si è parlato di Niscemi, ciclone Harry, siccità e crisi idrica, prevenzione incendi per la stagione estiva. Il piano della Protezione civile è già in atto.
“Ci muoviamo con i Vigili del Fuoco e la Forestale. Abbiamo 2.000 volontari formati e 600 mezzi antincendio. Non abbiamo tutto per fronteggiare eventi estremi, specialmente quando ci sono venti a 90 km/h e temperature altissime. In certi giorni abbiamo 500 roghi simultanei: è matematicamente impossibile mandare una squadra su ogni incendio. Confidiamo nella prevenzione e nella repressione”.




