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Bar Sicilia, Minardo (Lega): “Metteremo radici in Sicilia e convinceremo i moderati” | VIDEO

domenica 21 Marzo 2021

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A Bar Sicilia, l’ospite del direttore responsabile de ilSicilia.it Manlio Melluso e del direttore editoriale Maurizio Scaglione, per la puntata numero 149, è Nino Minardo, segretario regionale in Sicilia della Lega e deputato a Montecitorio.

Si comincia con la politica: la Lega oggi è il primo partito d’Italia, c’è dunque una grande responsabilità per chi la guida in Sicilia, dove il Carroccio è la formazione politica più giovane: “La Lega è un partito che viene da lontano ma in Sicilia è arrivata solo due anni fa, comincia oggi a mettere radici, per cui è una scommessa per il sottoscritto. Dove arriveremo non lo so, però c’è grande entusiasmo: è una squadra di persone veramente affiatata, c’è tantissima gente che vuole avvicinarsi, non solo dal mondo della politica. La vera soddisfazione è che c’è la società civile che guarda con attenzione alla Lega: ci sono i professionisti, gli operai, gli imprenditori. Oggi la Lega è il vero riferimento di questa società civile e questa è la nostra grande responsabilità“.

Una Lega oggi non assume più i toni del ‘celodurismo’ di bossiana memoria, in particolare verso il Sud, dove Minardo è convinto che si riuscirà a conquistare anche l’elettorato moderato: “Forse è stato sbagliato non tanto l’approccio iniziale della Lega in Sicilia, quanto la sensazione che i siciliani hanno avuto dell’arrivo di questo partito. Se guardiamo e ciò che accade in Lombardia e in Veneto – afferma il deputato -, dove la Lega è nata tanti anni fa, il partito è il riferimento vero dell’elettorato moderato: un moderato Lombardo o un moderato Veneto votano da anni per la Lega. Non per niente in quelle regioni a percentuali che sfiorano il 40%. in Sicilia accadrà la stessa cosa: noi oggi abbiamo per così dire aperto le porte del partito alle persone perbene, a chi ha voglia di spendersi per questo territorio e a chi ha idee da portare all’interno della politica siciliana“.

Argomento caldo è il Recovery plan e ciò che si farà con le risorse dello stesso, che il ministro Giovannini ha detto non si farà: “Questo è il momento che le cose vanno fatte e non dette, e sono anche convinto che proprio grazie all’opportunità che ci arriva da questi importanti fondi la Sicilia può veramente svoltare. La Lega in questo avrà un ruolo da protagonista: a livello regionale siamo stati i primi in tutta Italia a preparare un dossier per la Sicilia, così l’abbiamo chiamato, e lo abbiamo consegnato il nostro leader Matteo Salvini già al momento delle consultazioni con il premier Draghi. Abbiamo fatto ulteriore lavoro in queste settimane con tutti i nostri riferimenti territoriali e questo fine settimana consegneremo il lavoro completo a Matteo Salvini, dove ci sono alcune priorità da indicare per la regione, e ovviamente il Ponte sullo stretto è una di queste, una grandissima opportunità anche in termini occupazionali, con migliaia di risorse che verrebbero occupate nella realizzazione di quest’opera. Poi ce ne sono altre tre o quattro, come la rete ferroviaria, il Green e i rifiuti e le infrastrutture stradali“.

Tornando alla politica tout court, Minardo commenta il patto federativo sottoscritto con il Movimento per la nuova autonomia: “La Lega è un partito di territorio e per questo già in altre realtà regionali, dal Veneto alla Sardegna, ha stabilito dei Patti federativi che hanno anche avuto successo: in Sardegna abbiamo un governatore che oggi esprime la Lega e che viene dal Partito sardo d’azione, federato col nostro partito. Lo scorso anno nacque la proposta di fare questi patti federativi in Sicilia e il Movimento per la nuova autonomia è stato il primo a rispondere al nostro appello. Quindi si condivide un percorso politico sul territorio e anche a livello nazionale, mantenendo però l’ identità dei due movimenti“.

Un altro movimento che sembrava destinato a federarsi con la Lega in Sicilia è quello fondato dal Presidente della regione Nello Musumeci. Per il momento, però, la fumata è stata nera, anche se Minardo non chiude le porte a Diventerà Bellissima. Tutt’altro: “Il movimento del Presidente alla Regione ha giustamente avuto bisogno di più tempo – afferma Minardo – Recentemente abbiamo letto di un’apertura rispetto a Patti federativi con movimenti politici nazionali. Io dico che da parte nostra non c’è nessuna preclusione: ad oggi siamo alleati di governo leali, nel senso che anche quando qualcosa non va lo diciamo apertamente“.

Una battuta Minardo, modicano doc, la spende per la provincia di Ragusa: “La mia è una provincia vivace da un punto di vista economico, da sempre all’avanguardia. Oggi abbiamo ancora la fortuna di avere in quel territorio realtà imprenditoriali importantissime, non solo sul piano nazionale ma anche europeo, ma questo è un risultato eccellente dovuto alla caparbietà e la laboriosità della gente di quel territorio, non grazie alla politica“.

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