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Blue Sea Land, dal 28 settembre al 1 ottobre a Mazara del Vallo [Photogallery e Video]

lunedì 25 Settembre 2017

Promuovere la cooperazione tra i distretti e le realtà produttive dell’agroalimentare per valorizzare lo straordinario patrimonio della blue e della green economy delle aree del Mediterraneo, dell’Africa e del Medioriente. Sono questi i temi al centro del Blue Sea Land, l’Expo presentato oggi a Palazzo D’Orleans, che si terrà a Mazara del Vallo dal 28 settembre al 1 ottobre prossimi.

La manifestazione, giunta alla sua sesta edizione è realizzato dal Distretto della Pesca e Crescita Blu insieme al Centro di Competenza Distrettuale e Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, Distretti Produttivi di Sicilia, in collaborazione con la Regione Siciliana, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Ice, e con il patrocinio del Comune di Mazara del Vallo ed in partnership con Rotary International, Banco Alimentare e Tuttofood.

“Pensiamo ai nostri cluster dell’agroalimentare, della meccatronica, del tessile e del mobile. I distretti produttivi italiani e siciliani – spiega il presidente del Distretto della Pesca e crescita Blu, Giovanni Tumbiolo – hanno le carte in regola, perche’ sono ricchi d’innovazione. L’obiettivo e’ quello di creare in Africa lavoro e occupazione per realizzare opportunita’ di lavoro anche a casa nostra. Blue Sea Lande’ anche e’ un luogo di dialogo per i giovani che provengono dall’Africa e dal Medioriente. Ci sara’ infine tanta musica e tanto cibo. La Sicilia e’ terra d’incontro, di dialogo e di pace”. “Il meticciato e’ la vera forza dell’incontro tra i popoli – sottolinea Tumbiolo – i ragazzi delle scuole siciliane e quelli africani danzeranno insieme. Saranno i giovani i veri protagonisti. Il ministero degli Affari esteri coinvolgera’ i ragazzi dei Paesi del Maghreb. L’Ircac aprira’ uno sportello a Mazara del Vallo. Il paese ospite quest’anno sara’ l’Algeria, che ha una forte cultura del mare. Ci sara’ una delegazione formata dall’ambasciatore e da tanti imprenditori algerini. L’Ungheria invece e’ un Paese europeo che partecipera’ perche’ e’ interessato al modello del cluster del Mediterraneo e ha interesse a sviluppare progetti con l’Africa”. “E Tuttofood ospitera’ nella Fiera di Milano Blue Sea Land nel 2019”.

Per l’assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea, Antonello Cracolici “la caratteristica di Blue Sea Land rilancia la citta’ Mazara del Vallo, la citta’ piu’ cosmopolita d’Europa. E’ un evento atteso da tante delegazioni ed e’ una vetrina straordinaria di prodotti, alimenti e cibi. Per noi siciliani il cibo e’ la nostra miniera d’oro. Il cibo e’ la nuova frontiera dell’economia. Noi siamo la prima regione in Europa per produzione biologica. Giovedi’ 28 settembre si terra’ la prima commissione degli assessori dell’agricoltura di tutte le regioni italiane proprio a Mazara del Vallo. Blu Sea Land fa dell’economia del mare la frontiera del futuro. La Sicilia e’ una terra di qualita’ che deve essere vista all’interno dell’economia globale”.

A Blu Sea Land ci sara’ l’opportunita’ per diffondere il dossier per la tutela dei banchi dello Stretto di Sicilia, che sono una risorsa per tutti i Paesi rivieraschi del Mediterraneo. “Noi cerchiamo di proteggere le aree dei cosiddetti banchi dello stretto di Sicilia. Sono aree di basso fondale. Sono zone ricche di vegetazione e fauna che costituiscono un polmone attivo per il Mediterraneo, sono luoghi dove si riproducono specie ittiche” spiega il sovrintendente del mare della Regione siciliana, Sebastiano Tusa. “La salvaguardia di questi banchi e’ importante per il Mediterraneo – continua – sono a rischio specie ittiche come tonno, pesce spada, ricciole, barracuda. I maggiori rischi per queste aree sono causate dalla ricerca di petrolio, che viene fatta con delle cariche di esplosivo che distruggono questi banchi. Altro fattore di rischio e’ la creazione di gradi piattaforme eoliche, piattaforme di calcestruzzo che creano la distruzione dei banchi. La nostra proposta vede impegnati anche enti come l’Universita’ degli Studi di Palermo, il Cnr, l’Ingv, Ispra, la Sovrintendenza del mare della Regione siciliana che sono riunite e hanno stilato un dossier inviato all’Unesco che rilancera’ la proposta d’inserimento di banchi dello stretto di Sicilia, area strategica delle risorse ittiche per i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo”.

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