Caso Samuele Bua, il Tribunale di Palermo condanna lo Stato. Apprendi: “Risarcimento da settecentomila euro per la tragedia al Pagliarelli”
Redazione
martedì 24 Febbraio 2026
Pino Apprendi
Dopo otto anni di attesa, una sentenza del Tribunale di Palermo mette un punto fermo sulla tragica fine di Samuele Bua, il giovane di 29 anni che si tolse la vita nel carcere di Pagliarelli mentre era in attesa di giudizio. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità dello Stato, assegnando ai familiari un risarcimento di quasi 700.000 euro.
“Sono passati 8 anni e il Tribunale di Palermo ha riconosciuto la responsabilità dello Stato per il giovane detenuto Samuele Bua che si tolse la vita, assegnando un risarcimento di quasi 700 000 euro ai familiari. Un giovane ventinovenne che si trovava alla Casa Circondariale del Pagliarelli, in attesa di essere giudicato, che per ben 2 volte aveva tentato di togliersi la vita. Tutti sapevano dei problemi psichiatrici che Samuele aveva eppure, inspiegabilmente, ha usato dei lacci per porre fine alla sua vita, lacci che non avrebbe dovuto avere”Così dichiara in una nota Pino Apprendi, il Garante per i detenuti della città di Palermo.
“Con Antigone Sicilia, di cui allora ero Presidente, siamo stati vicini ai familiari e siamo stati presenti a tutte le iniziative volte ad ottenere giustizia. La verità è che la politica finge di non sapere i disagi che vivono i detenuti e non affronta il problema, tranne casi sporadici. Sovraffollamento, mancanza di adeguate cure, assenza di possibilità di lavoro, scarsi contatti con i familiari per i fuori sede”, aggiunge Apprendi.
“In Sicilia a fronte di migliaia di casi di detenuti con problematiche di salute mentale esistono soltanto 2 REMS con un centinaio di posti. Tanti ragazzi come Samuele Bua, dovrebbero trovare spazio in strutture alternative al carcere per potersi curare”, conclude.
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