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La denuncia del sindaco

Chiusa Sclafani (PA), la beffa dei conti in ordine e niente fondi. Di Giorgio: “Sconcertante, si lancia il messaggio pericoloso che convenga il dissesto”

giovedì 14 Maggio 2026
Francesco Di Giorgio

Un paradosso burocratico che frena la sicurezza del territorio e punisce la buona amministrazione. È questa la denuncia che arriva dal Comune di Chiusa Sclafani a seguito della pubblicazione delle graduatorie ministeriali (Decreto 1° aprile 2026) relative ai contributi per la messa in sicurezza di edifici e territorio.

Il Comune di Chiusa Sclafani aveva presentato un progetto strategico di vitale importanza: la “Messa in sicurezza dell’area di Via San Vito a rischio idrogeologico e realizzazione della struttura COC”. L’intervento prevede il recupero dell’area dell’ex campo sportivo per la realizzazione di una superficie di elisoccorso (fondamentale per le emergenze sanitarie in un’area interna), un nuovo autoparco e la sede del Centro Operativo Comunale (COC), in sostituzione di un capannone attualmente fatiscente.

Nonostante il progetto sia stato pienamente approvato e giudicato ammissibile (Allegato 1 del decreto), non ha ottenuto il finanziamento (Allegato 2) a causa di un criterio tecnico di assegnazione che privilegia i comuni con la minore incidenza del risultato di amministrazione. In altre parole: i fondi vanno prioritariamente a chi ha i bilanci in difficoltà.

“È inaccettabile essere penalizzati per aver gestito bene i soldi pubblici” dichiara con amarezza il Sindaco Francesco Di Giorgio, veterano dell’amministrazione locale con 19 anni di mandato come Sindaco e 24 anni complessivi di esperienza amministrativa. “Abbiamo lavorato per decenni per mantenere i conti in ordine e un avanzo sano, convinti che la virtuosità fosse un valore. Oggi lo Stato ci dice il contrario: se sei virtuoso resti in fondo alla lista, se sei in deficit passi avanti”.

Il Sindaco Di Giorgio ha inviato una dura nota di protesta al Ministero dell’Interno, sottolineando il rischio di un “azzardo morale” istituzionale. “Il messaggio che passa è un invito implicito a diventare comuni dissestati. Non sono contrario ad aiutare chi è in affanno, ma non si può farlo a discapito della sicurezza dei cittadini dei comuni virtuosi. Un’area di elisoccorso o una struttura di Protezione Civile servono a salvare vite umane: il rischio idrogeologico non guarda al risultato di amministrazione di un Comune”.

L’amministrazione comunale di Chiusa Sclafani annuncia battaglia e chiede che il Ministero riveda i criteri di scorrimento delle graduatorie, affinché la capacità di programmazione e il rigore finanziario tornino ad essere un merito e non un ostacolo per lo sviluppo e la sicurezza della comunità.

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