L’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità lo stanziamento di ulteriori 40 milioni di euro per i Comuni colpiti dalla furia del ciclone Harry. Questa somma si aggiunge ai 70 milioni già stanziati in precedenza e ai 10 milioni destinati agli sgravi fiscali per i titolari dei lidi balneari distrutti, portando il pacchetto di aiuti a un totale di 120 milioni di euro.
Nonostante il passo avanti finanziario, Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione Affari Istituzionali all’Ars, lancia un appello accorato al Governo regionale affinché interloquisca con urgenza con Roma su due fronti critici: la sospensione dei pagamenti per imprese e famiglie e il supporto ai Comuni con bilanci fragili.
“Non possiamo permettere che i cittadini subiscano la beffa oltre al danno,” ha dichiarato Abbate durante il suo intervento. “Penso alle famiglie di Niscemi o della Provincia di Ragusa che oggi si ritrovano con case distrutte o aziende in ginocchio, ma con le scadenze dei mutui e delle tasse che incombono. Entro il 16 febbraio molte imprese rischiano di non essere più in regola con il Durc, bloccando di fatto ogni possibilità di ricevere ristori o lavorare. Chiedo con forza una moratoria fiscale e bancaria per tutto il 2026: È necessario posticipare le scadenze tributarie e le rate dei prestiti. Le poche entrate attuali devono servire a rimettere in piedi le attività, non a pagare interessi su beni che non esistono più”.
Il secondo punto cardine riguarda la capacità di spesa degli enti locali. Molti dei centri più colpiti dal ciclone si trovano in stato di dissesto o predissesto finanziario, una condizione che impedisce loro di anticipare le somme necessarie per i lavori di somma urgenza. “I primi 10 giorni sono cruciali per la messa in sicurezza. I Comuni in difficoltà finanziaria non hanno la liquidità per intervenire subito. Chiediamo che una parte di questi 110 milioni venga erogata come anticipazione immediata. Non si può aspettare che il Comune spenda somme che non ha per poi chiederne il rimborso: lo Stato e la Regione devono garantire la provvista finanziaria prima che i cantieri si fermino.”
Il Presidente della I Commissione ha infine richiamato l’attenzione sulla devastazione subita dal comparto agricolo e dalle zone costiere della Provincia di Ragusa: “Le nostre coste e le nostre aziende agricole sono state falcidiate. Accanto alla programmazione c’è bisogno di un provvedimento specifico che risponda a questa emergenza senza precedenti.”




