Dopo la devastazione causata dal ciclone Harry tra il 19 e il 21 gennaio 2026, che ha flagellato le coste siciliane con mareggiate eccezionali e onde fino a 10-12 metri, erosione massiccia delle spiagge, distruzione di stabilimenti balneari, lungomari e infrastrutture portuali, l’Assemblea Regionale Siciliana accelera per sostenere il comparto turistico-balneare.
Ai microfoni de ilSicilia.it Giuseppe Carta, presidente della IV Commissione Ambiente, territorio e mobilità sull’argomento.
Il disegno di legge presentato il 30 gennaio 2026 dal deputato, introduce misure straordinarie per i titolari di concessioni demaniali marittime danneggiati dagli eventi meteomarini. La stima dei danni complessivi in Sicilia supera i 740-800 milioni di euro con picchi oltre il miliardo includendo mancati redditi, e il settore balneare, con oltre mille imprese colpite, rischia di non ripartire per la stagione estiva 2026.
Il disegno di legge si basa sull’articolo 41 comma 6 della legge regionale 3/2016, estendendolo in via straordinaria e compatibile con l’articolo 107 del Tfue (aiuti di Stato). L’aiuto principale consiste nella trasformazione della concessione per licenza in concessione-contratto di durata fino a 15 anni, sulla base di un programma economico-finanziario , con piano di ammortamento, presentato dal concessionario.
Questo permette di finanziare interamente con capitali privati gli interventi di riparazione, ripristino e consolidamento di beni demaniali marittimi regionali nelle aree in concessione o attigue, e beni aziendali danneggiati o distrutti , strutture, impianti, attrezzature, documentati da perizie giurate.
“Abbiamo invitato tutte le parti sociali, gli stakeholders, i portatori di interesse per raccontare ai parlamentari, al Governo, cosa è successo in Sicilia e soprattutto quali sono i danni e la conta che vogliamo rappresentare al Governo, allo Stato e all’Europa“.
L’innovazione rispetto alla norma esistente è l’estensione a tutti i beni attigui e aziendali, riconoscendo la solidarietà per operatori svantaggiati da eventi eccezionali.
“Cercheremo di dare uno strumento normativo per aiutare i balneari, i concessionari, in modo che si possa ripartire adesso“, ha aggiunto. “Fare in modo che tutto questo possa permettere alla Sicilia nella prossima estate di non avere danni all’economia“.
Le procedure sono accelerate per l’urgenza della stagione balneare, infatti le istanze vanno presentate entro il 31 marzo 2026.
Il ddl, in discussione con il governo regionale, si affianca ad altre misure già approvate dall’Ars, come i 40,8 milioni per interventi urgenti, inclusi 10 milioni di esenzione canoni concessori 2026 per le aree più colpite e ai bandi ristori della Regione.
L’obiettivo è evitare un tracollo del turismo balneare, pilastro economico dell’Isola, favorendo una ricostruzione rapida con risorse private, semplificazioni burocratiche e prospettiva di lungo termine per i concessionari. La IV Commissione, riunita settimanalmente, punta a portare il testo in Aula al più presto per una risposta tempestiva e proporzionata alla catastrofe.




