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CRF: il Consorzio porta in tribunale i comuni di Taormina, Naxos, Letojanni e Castelmola

mercoledì 9 Febbraio 2022
Rete Fognante di Taormina

I comuni non pagano, il Consorzio li porta in tribunale e i sindaci “raccolgono” la sfida. Finirà, infatti, davanti ad un giudice la contesa tra il Consorzio Rete Fognante e i comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola, ovvero i quattro soci del Consorzio stesso. La contestazione è quella di non aver versato le quote dovute all’ente comprensoriale per la depurazione delle acque del primo polo turistico siciliano Da qui l’azione avviata dal Consorzio Rete Fognante che ha notificato i quattro decreti ingiuntivi a ciascuno dei comuni interessati dalla vicenda.

Non ci sarà passo indietro del Consorzio e non ci sarà una mediazione sul tema, perché i sindaci hanno deciso a loro volta di dare incarico ad un legale per difendersi nell’azione intrapresa dal Consorzio presso il Tribunale Civile di Messina.

Per questa controversia è stato incaricato l’avv. Massimo Cambria, professionista del Foro di Messina, al quale è stato dato mandato per opporsi all’istanza presentata dall’avv. Giovanni Miasi, legale che assiste il Consorzio nel procedimento. L’incarico già formalizzato dal sindaco di Castelmola, Orlando Russo, sarà ora dato anche dai Comuni di Taormina, Giardini e Letojanni.

Secondo il Consorzio le pendenze più consistenti a quella data graverebbero su Castelmola, ritenuto debitore di 730 mila euro, Giardini poi per Un milione e 400 mila euro e Taormina per 786 mila euro, mentre Letojanni ha il debito più esiguo di 74 mila euro.

Il Consorzio lamenta i mancati versamenti e le conseguenze negative per il mantenimento a regime degli impianti, rilevando che tale mancanza avrebbe rappresentato un fatto rilevante sul piano economico per l’ente e per l’impossibilità da parte del Consorzio di poter disporre di altre risorse, poiché lo statuto vigente (che da tempo si attende venga modificato) non consente soluzioni alternative. Nel frattempo il presidente Mauro Passalacqua ha rassegnato nei giorni scorsi le dimissioni e ha evidenziato le difficoltà a poter operare in un ente che non ha neanche a supporto una struttura con personale a disposizione a tempo pieno per occuparsi della gestione delle attività riguardanti il depuratore di Giardini Naxos ed anche quello di Letojanni. Il depuratore sud di Giardini è stato sequestrato dall’Autorità Giudiziaria nel marzo 2021 ed attende ancora adesso un dissequestro che al momento non c’è e non è stato ancora richiesto.

 

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