Si è tenuta oggi in III Commissione Attività produttive all’Ars, presieduta da Gaspare Vitrano, l’audizione dedicata ai gravi danni causati dai recenti eventi meteorici nel territorio di Licata, nell’Agrigentino, e in particolare alle criticità del sistema dei canali di scolo e di regimazione delle acque piovane.
Un incontro che ha puntato a fare piena luce su quelle che sono le responsabilità, gli interventi urgenti e le prospettive di messa in sicurezza dell’area. Un’audizione che arriva dopo le intense precipitazioni che, nelle scorse settimane, hanno colpito la fascia sud-occidentale della Sicilia, provocando allagamenti, danni a infrastrutture, abitazioni e terreni agricoli. A Licata si sono registrate, infatti, situazioni di particolare criticità, con strade trasformate in fiumi e gravi disagi per cittadini e imprese.
“Abbiamo cercato in primis di capire di chi è il compito di pulire le condotte, e tutto ciò che ha causato i danni“.
Hanno partecipato il commissario del Consorzio di Bonifica, che è competente per una parte, l’ingegnere Salerno, che è responsabile segretario generale dell’autorità Acqua e Bacini e “insieme abbiamo cercato di trovare una soluzione“.
Un limpido chiarimento sulle competenze che poi passerà alla fase esecutiva, per evitare che eventi simili si possano ripresentare.
Al centro del confronto politico e tecnico c’è stato soprattutto lo stato dei canali di scolo e delle opere di regimentazione delle acque meteoriche, da molto tempo oggetto di segnalazioni da parte di residenti e amministratori locali. Tra le questioni più impellenti la manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture idrauliche, l’eventuale presenza di ostruzioni e criticità strutturali, nonché la pianificazione degli interventi di prevenzione del rischio idrogeologico.
Il territorio di Licata è storicamente esposto al rischio di alluvioni ed esondazioni, soprattutto per la foce del Fiume Salso, che attraversa la piana agricola e sfocia molto vicino al centro urbano. In occasione di piogge intense il fiume tende a superare gli argini, determinando allagamenti di strade, coltivazioni, infrastrutture e aree commerciali.
Questa vulnerabilità è aggravata dalla conformazione del terreno, periodi prolungati di siccità induriscono il suolo, riducendo la capacità di assorbimento delle acque quando piove, con precipitazioni che rapidamente si trasformano in ruscellamento superficiale e incrementano la portata del fiume.
L’esito del confronto in Commissione si traduce in atti di indirizzo e in iniziative legislative mirate, con l’auspicio, condiviso da più parti, che dall’analisi dell’emergenza si passi rapidamente alla fase operativa.



