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La conferenza stampa

De Luca lancia la raccolta firme per le dimissioni: “Deputati DC trattati come straccioni, si uniranno a noi” CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 1 Aprile 2026

Il tour del Governo di liberazione fa tappa all’Ars. Dopo giorni intensi in giro per tutta la Sicilia, il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca si dimostra, ancora una volta, un fiume in piena, in vista delle elezioni del 2027, contro il centrodestra e il governo Schifani, senza fare sconti al campo largo.

Al fianco del sindaco di Taormina presente anche il coordinatore regionale di ScN Danilo Lo Giudice che ha aperto la conferenza stampa: “Ci augurio che si avvii un ragionamento serio, senza porre limiti e mettendo avanti il concetto della buona politica e della buona amministrazione. Sud chiama Nord ha dimostrato di averne tanta. Ci auguriamo che questa riflessione sia fatta con largo anticipo e faccia capire come la Sicilia non ha bisogno di spot e slogan. E’ un momento delicato e va affrontato nel modo giusto, non con ognuno che si coltiva il proprio orticello per qualche punto percentuale in più“.

Presa la parola, De Luca ha presentato una lettere indirizzata al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e al segretario generale dell’Ars Fabrizio Scimè con oggetto le “dimissioni irrevocabili” e così recitante: “I sottoscritti deputati del Parlamento Siciliano al fine di ripristinare il corretto funzionamento delle istituzioni regionali e consentire il rinnovo della Giunta e del Parlamento siciliano rassegnando le dimissioni irrevocabili dal Parlamento siciliano“. A porre la prima firma proprio il capogruppo di Sud chiama Nord. A seguire i colleghi parlamentari Matteo Sciotto e Giuseppe Lombardo. 

De Luca ha così pronosticato la data del “game over”: il 31 luglio 2026, per andare poi al voto ad ottobre. “Servono 36 firme, le raggiungeremo quando il centrodestra deciderà di staccare la spina. Se vediamo le ultime votazioni, ad oggi, possiamo arrivare a 40. Ho deciso di far perdere il centrodestra anche a fondo perduto. Non significa che io possa sostenere nella logica del ‘vannamarchismo’ qualsiasi candidato alla Presidenza. Non possiamo permetterci altre persone che usino la Regione come un giochino. Il campo largo o centrosinistra sa che io sono interessato a non far vincere il centrodestra. Prestanomi non ne facciamo a nessuno. Il mio nome farà dieci passi indietro se ha una base politica come la mia o migliore. Se non interloquiamo con quella parte del centrodestra che vuole staccare la spina non arriveremo a quelle 36 firme. Non c’è nessuno nel centrosinistra pronto a ribaltare questo paradigma. Servono altre dieci firme, la sfiducia l’ha dimostrato. Non pongo questioni sulla Presidenza della Regione. Sono interessato ad altro: chiudere questa legislatura. Sono pronto ad aprire le interlocuzioni con tutti. Staccare la spina a questo governo è una necessità. Deve cadere il pregiudizio del campo largo di interloquire con pezzi del centrodestra. La Vardera? La mia brutta copia che copia anche le mie espressioni“.

De Luca si lascia andare ad un pronostico: “Firmeranno anche i deputati della DC, sono stati trattati come degli straccioni. Come avevo detto a dicembre ci sono dei diktat sulla giunta. Ad oggi i due assessorati sono ancora vacanti“.

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