Tutti pronti, o quasi, alla nuova tornata elettorale che vedrà coinvolti 70 Comuni siciliani, di cui 3 capoluoghi di provincia: Messina, Agrigento ed Enna. Insieme a Marsala, sono i principali centri su cui la contesa è predominante. Una palestra importante per la politica siciliana, in vista delle regionali del 2027, per testare la forza e la solidità delle coalizioni. Per il capoluogo di provincia più alto d’Italia, però, le amministrative rappresenteranno qualcosa in più. Maurizio Dipietro non si ricandiderà. In sella al Comune dal 2015 e rieletto nel 2020, tra poche settimane terminerà il suo secondo mandato.
Raggiunto telefonicamente da ilSicilia.it il sindaco ha fatto un breve riassunto di questi undici anni, toccando alcuni tasselli importanti, dai traguardi raggiunti fino all’incertezza sul futuro della città. Qualcosa da rivendicare? Sicuramente la riforma del sistema dei rifiuti. “Quando mi sono insidiato nel 2015 c’era una gestione dell’Ato EnnaEuno fuori da ogni regola, di carattere economico senza altro e probabilmente anche di carattere giuridico, che era evidentemente fallimentare. Tanto fallimentare che da lì a qualche tempo il fallimento in senso tecnico si è compiuto. Enna non aveva differenziata, una percentuale intorno al 3% e soprattutto aveva una città sporca e lavoratori mal pagati. Ricordo cumuli di immondizia per le strade e la mia amministrazione ha determinato l’uscita del Comune di Enna dall’Ato, che poi è fallito, e ha creato una nuova società di rifiuti interamente comunale, che ha gestito il sistema dei rifiuti e ha prodotto una serie di risultati straordinari“.
Per il secondo anno consecutivo Enna verrà premiato con Comune Plastic Free e sabato 14 Dipietro sarà a Roma per rappresentare la città e ricevere il riconoscimento: “Siamo arrivati ad un dato, ultimo del 2025, stabilmente sopra il 70%, facendo corrispondere a ciò una tariffa tra le più basse tra i capoluoghi di provincia della Sicilia. Più bassa anche della media nazionale. La città è pulita e i cittadini sono gli artefici di questo successo perché senza la loro collaborazione non si sarebbe arrivati a questi risultati. Sono soddisfatti della pulizia della città e anche i lavoratori sono regolarmente pagati“.
Dei passi avanti considerevoli sono stati compiuti anche in ambito opere pubbliche e beni monumentali. Un esempio è il Castello di Lombardia, uno dei simboli di Enna. “Credo che gli ultimi interventi manutentivi risalissero agli anni Ottanta. Le mie amministrazioni hanno ottenuto finanziamenti importanti del Pnrr, l’ultimo dei quali circa 4 milioni. Altro importante finanziamento che sana una ferita, proprio nel centro della città, è relativo al Palazzo delle Benedettine, enorme immobile comunale lasciato in stato di abbandono penso da più di mezzo secolo, con i tetti che erano collassati. Un immobile del ‘600, un antico convento delle benedettine, per il quale abbiamo ottenuto un finanziamento di 13 milioni di euro e i cui lavori saranno finiti nell’anno in corso“.
Parlando di Pnrr. Il 2026 sarà la chiusura di un cerchio non solo per l’era Dipiero a Enna, ma anche, così come in tutta Italia, per il Piano nazionale ripresa resilienza. “Enna ha fatto il pienone ed ha dei dati lusinghieri. C’è stata una visione politico-amministrative e anche una capacità da parte degli uffici di programmare e realizzare una serie di opere pubbliche. Abbiamo partecipato un po’ a tutti i bandi che sono usciti. I beni monumentali sono quelli che hanno avuto maggiori finanziamenti. Tanto hanno avuto anche le scuole e gli impianti sportivi“.
Poi c’è anche il Parco urbano di Enna bassa. “Ho iniziato a fare il consigliere comunale 26 anni fa, nel 2000, e già allora si parlava della sua realizzazione. Era diventata una leggende metropolitana. Per decenni si parlava di questa opera che rimaneva alla stato di chiacchiere da bar. Con le mie amministrazioni è diventato realtà. Abbiamo acquistato i terreni che erano privati, abbiamo adeguato la disciplina urbanistica alla realizzazione del parco, reperito i finanziamenti e fatto la gara per la progettazione esecutiva che è stata giudicata. Quindi c’è già una progettazione esecutiva che ci ha permesso di accedere ad un finanziamento Fua di quasi 4 milioni di euro. E’ in corso di perfezionamento come lo sono tutti i finanziamenti oggetto delle Fua siciliane, dove c’è un notevolissimo ritardo. Il Comune di Enna inizierà i lavori con un primo lotto funzionale nel mese in corso“.
Una città dove permangono però diversi nodi da sciogliere. Primo fra tutti quello che riguarda il servizio idrico: “Non ho nessun rimpianto – ha precisato Dipietro – ho fatto quello che dovevo fare. Mi è riconosciuto dall’intera comunità, non solo cittadina, ma anche provinciale, di essermi battuto contro questo sistema che ha prodotto un servizio molto discutibile, con le tariffe più alte d’Italia. Quando sono stato presidente di Ati ho condotto una battaglia per abbassare le tariffe, poi c’è stata una maggioranza di sindaci che hanno fatto scelte diverse e quindi quel percorso virtuoso che io avevo non ipotizzato, ma avevo realizzato attraverso una consulenza di uno dei massimi esperti nazionali in materia, portando all’assemblea dell’Ati la delibera. Bastava semplicemente votarla per iniziare con un percorso virtuoso di riduzione delle tariffe, ma la maggioranza dei sindaci della provincia di Enna ha deciso diversamente, hanno eletto un nuovo presidente e le tariffe anziché diminuire hanno continuato a crescere“.
Si giunge all’attualità e al futuro incerto. Enna sarà chiamata al voto il 24 e il 25 maggio. A poco meno di tre mesi, però, non c’è ancora un candidato ufficiale. L’idea che il centrodestra possa correre spaccato sembra concretizzarsi. Un nome tra le fila del centrosinistra c’è, ma attende ancora di essere formalizzato. Ad avere un ruolo chiave saranno movimenti e liste civiche. “Nonostante non sia più giovanissimo, una campagna elettorale così in ritardo e così difficoltosa nella individuazione dei candidati sindaci non me la ricordo“. Ha dichiarato con un pizzico di amarezza Dipietro, aggiungendo come tutto ciò sia “frutto di tante cause. Una è probabilmente legata alla classe dirigente che ha avuto difficoltà a formarsi a Enna, sia da una parte che dall’altra. Una preoccupazione da cittadino mi rimane, non posso negarlo, siamo quasi a metà marzo, tra 70 giorni circa l’ufficio del sindaco di Enna avrà un nuovo inquilino e ancora non si sa neanche chi compete. E’ certamente un dato che non può che preoccupare qualsiasi cittadino. Lo dico da cittadino, non da sindaco uscente“.
E su chi auspica una continuità con la sua amministrazione: “Mi inorgoglisce il fatto che si pensi che è stato fatto un buon lavoro e che si possa continuare su quella scia e se c’è davvero una volontà di trovare un profilo adeguato alla prosecuzione di questa esperienza amministrativa io credo che, seppure con le difficoltà che abbiamo detto, si possa raggiungere l’obiettivo“.




